Biografia di Henri Bordeaux

Henri Bordeaux
Nazione: Francia    
Henry Bordeaux naque a Thonon-les-Bains il 25 gennaio 1870 e morì a Parigi il 29 marzo 1963. Fu avvocato e scrittore.

Figlio di un avvocato e nipote di un magistrato, nacque in una famiglia agiata e radicata nella tradizione borghese della regione. Fin dall'adolescenza mostrò una precoce vocazione letteraria: già nel 1887, appena diciassettenne, pubblicò la sua prima poesia, intitolata Rebecca, che gli valse un premio dell'Accademia di Savoia.

Fedele alla tradizione familiare, si recò a Parigi per compiere gli studi di giurisprudenza, ottenendo la licenza in lettere e in diritto, e nel 1889 si iscrisse all'albo degli avvocati di Thonon. Esercitò per alcuni anni la professione forense a Parigi, per poi tornare, dopo la morte del padre, nella città natale, dove riprese l'attività di avvocato.

Nel 1893, su richiesta del Comitato della destra repubblicana savoiarda, assunse la direzione del giornale Le Réveil de Savoie, impegnato nella (sfortunata) campagna elettorale a sostegno della candidatura dell'avvocato François Descotes al seggio di deputato di Chambéry.

Le sue posizioni politiche, che nel tempo si andarono precisando, furono sempre vicine al cattolicesimo sociale di Frédéric Le Play e di Albert de Mun, corrente che accompagnò il progressivo avvicinamento della Chiesa alla Repubblica francese seguito al cosiddetto Ralliement del 1892; pur simpatizzando in seguito per il dreyfusismo, Bordeaux scelse di non esprimersi pubblicamente su quella vicenda, per non compromettere i propri rapporti con figure di sinistra come Émile Zola e Anatole France. Divenne inoltre membro aggregato, nel 1903, e poi membro effettivo, nel 1910, dell'Accademia di Savoia.

Fu solo a partire dal 1900 che Bordeaux decise di abbandonare progressivamente la professione legale per dedicarsi interamente alla letteratura, avviando una carriera di romanziere che lo avrebbe reso, per oltre mezzo secolo, uno degli scrittori francesi più letti e più venduti del proprio tempo, con opere capaci di raggiungere tirature superiori alle cinquecentomila copie e traduzioni in numerose lingue.

I suoi romanzi, quasi tutti ambientati nella sua Savoia natale, furono un inno costante alla famiglia e ai valori tradizionali, religiosi e morali di cui essa era garante, scritti sotto l'evidente influenza del romanziere Paul Bourget; lo stesso Bordeaux ebbe a dichiarare che, se un filo legava tra loro i suoi romanzi, quel filo era proprio il senso della famiglia.

Tra le sue opere più celebri figurano La peur de vivre (1902), preceduto da una lunga prefazione programmatica sui propri intenti morali, Les Roquevillard (1906), premiato dall'Académie française con il Prix Bordin, La neige sur les pas (1912) e La maison (1913). Partecipò inoltre per lunghi anni alla prestigiosa Revue des Deux Mondes, pubblicando su di essa numerosi contributi.

Compose anche raccolte di racconti e novelle, saggi critici dedicati a scrittori come Chateaubriand, Michelet, Victor Hugo, George Sand, Renan e Taine, oltre a biografie e studi storici, tra cui pagine dedicate a san Francesco di Sales, di cui celebrò il tricentenario, e alla figura della contessa di Boigne.

Bordeaux visse in prima persona, e talvolta da protagonista, gli eventi drammatici della Prima guerra mondiale, componendo opere di argomento bellico come La chanson de Vaux-Douaumont (1916), dedicata all'assedio del forte di Vaux durante la battaglia di Verdun, e testi celebrativi di eroi come l'aviatore Georges Guynemer, di cui scrisse un ritratto tradotto in sedici lingue, incluso il giapponese.

Il 22 maggio 1919 fu eletto all'Académie française, al seggio già occupato da Jules Lemaître, ottenendo venti voti al primo turno, dopo un primo tentativo fallito l'anno precedente, quando si era misurato senza successo contro Abel Bonnard; fu ricevuto sotto la Cupola il 27 maggio 1920 da Henri de Régnier. Sedette tra gli Immortali per oltre quarant'anni, divenendone il decano per età e per anzianità di elezione, e accolse a sua volta, nel corso dei decenni, numerosi nuovi accademici, tra cui Henri Bremond nel 1924 e Louis Madelin nel 1929.

Negli anni Trenta, ispirato dal cattolicesimo sociale, si schierò apertamente a favore del miglioramento delle condizioni di vita delle classi più povere, pur mantenendo una linea dichiaratamente anti-bolscevica; compì inoltre un viaggio in Germania prima del 1939, da cui trasse un ritratto critico della presa del nazionalsocialismo sulle coscienze, e viaggiò anche in Africa del Nord, esperienza da cui nacque il resoconto Le miracle du Maroc (1934).

Il periodo della Seconda guerra mondiale rappresentò il momento più controverso della sua vicenda pubblica: legato da un'amicizia personale al maresciallo Philippe Pétain, che frequentò regolarmente almeno fino al 1943, sostenne attivamente la Rivoluzione nazionale del regime di Vichy, intrattenendo buoni rapporti anche con l'ambasciatore tedesco Otto Abetz e pubblicando numerosi articoli propagandistici sulla stampa di orientamento maurrassiano, insieme ad altri intellettuali come René Benjamin e René Guillouin.

Questo compromettente impegno gli costò, nel settembre 1945, l'iscrizione nella lista di epurazione del Comitato Nazionale degli Scrittori, presieduto da Louis Aragon, con l'accusa di "petainismo"; ne fu tuttavia cancellato già nell'ottobre dello stesso anno grazie all'intervento di Georges Duhamel, segretario perpetuo dell'Académie française, e di Gabriele Marcel, entrambi preoccupati di tutelare l'onore dell'istituzione accademica.

Nonostante questa macchia sulla sua reputazione, negli anni successivi Bordeaux fu insignito anche di un attestato di stima da parte del generale Charles de Gaulle, che gli riconobbe pubblicamente di aver nutrito il proprio spirito e i propri sentimenti giovanili.

A partire dal 1951 Bordeaux si dedicò alla stesura delle proprie memorie, pubblicate in tredici volumi fino al 1966 con il titolo Histoire d'une vie, e nel 1959 raccontò i propri ricordi di accademico nel volume Quarante ans chez les quarante. Redasse la maggior parte della propria vastissima produzione, che comprende oltre duecento opere tra poesia, teatro, romanzi, romanzi polizieschi, novelle, biografie, studi letterari e storici, resoconti di viaggio e memorie, nella propria casa del Maupas a Cognin, presso Chambéry.

Autore tra i più tradotti in italiano nel Novecento insieme a René Bazin, tra gli scrittori cattolici francesi, Bordeaux fu riscoperto in tempi più recenti anche dallo scrittore italiano Erri De Luca, che ne curò l'introduzione a una traduzione del romanzo L'alibi.

Pubblicò il suo ultimo libro, Le flambeau renversé, nel 1960, e negli ultimissimi anni di vita, ormai novantenne, si stupiva nel constatare come il mondo si stesse allontanando dalle strade morali e sociali che aveva sempre tracciato nella propria opera. Henry Bordeaux morì a Parigi nel 1963 e fu sepolto nel cimitero di Cognin, presso Chambéry, la terra savoiarda che aveva celebrato per tutta la vita nelle proprie pagine.


Frasi di Henri Bordeaux

Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

L'albero, come l'uomo, s'affina in società.


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