Biografia di Paul Bourget
Nazione: Francia
Paul Charles Joseph Bourget nacque ad Amiens, Francia il 2 settembre 1852 e morì a Parigi il 25 dicembre 1935. Fu scrittore e saggista.
Nacque in Piccardia da una famiglia della media borghesia con radici nell'Ardèche, figlio di un matematico di fama come Anselme-Louis Bourget che insegnava al liceo di Parigi e che lo introdusse presto a un ambiente intellettuale raffinato, crescendo tra trasferimenti familiari e un'educazione classica improntata alla disciplina e alla curiosità letteraria.
La sua giovinezza fu segnata da studi al liceo Louis-le-Grand e alla Sorbona, dove si laureò in lettere nel 1874, esordendo come poeta con raccolte come Au bord de la mer (1872) e Les aveux (1882), influenzate dal parnassianesimo di Théophile Gautier e Leconte de Lisle. Durante le sue frequentazioni dei circoli letterari parigini, strinse amicizia con Paul Verlaine e lesse avidamente i naturalisti come Émile Zola, da cui inizialmente trasse ispirazione, prima di criticarli aspramente
Trasferitosi definitivamente a Parigi, visse gli anni Ottanta come critico letterario per il Journal des débats, viaggiando in Inghilterra e Italia per approfondire il suo interesse per la psicologia individuale e le crisi morali della società moderna.
Negli anni cruciali della maturità passò al romanzo psicologico con opere come Cruelle énigme (1885), un intrigo mondano che esplora gelosie e segreti familiari, seguito da Un crime d'amour (1886), André Cornélis (1887), rivisitazione hamletiana di ambizioni paterne e conflitti generazionali, e soprattutto Le disciple (1889), bestseller che denuncia le derive del positivismo scientifico di Hippolyte Taine e Ernest Renan, segnando il suo passaggio da esteta decadentista a moralista cattolico influenzato da studi su Tolstoj e Nietzsche.
Negli anni Novanta consolidò la fama con Cosmopolis (1893), satira cosmopolita sull'alta società, e La Terre promise (1892), mentre negli anni 1900 produsse romanzi a tesi come L'étape (1902), sulla crisi della fede borghese, L'émigré (1907) e Le Démon de midi (1914), ritratto di rimpianti senili, mantenendo stretti rapporti con l'Académie française che lo elesse membro nel 1894 e con figure come Maurice Barrès, nazionalista con cui condivise dibattiti su tradizione e modernità.
Scrisse anche drammi teatrali come Un divorce (1904) con André Cury e La barricade (1910), ispirato alle teorie sociali di Georges Sorel, e saggi critici come quelli su Balzac e Stendhal, evolvendo verso un conservatorismo cristiano durante la Grande Guerra.
Convertitosi formalmente al cattolicesimo negli anni Venti, concluse la produzione con Le sens de la mort (1915), meditazione sulla fine esistenziale, La Geôle ("La prigione", 1923) e La rechute ("La ricaduta", 1931), opere che riflettono la sua difesa intransigente della famiglia e della morale tradizionale contro il relativismo del secolo, mentre collaborava con Pierre Benoit e Gérard d'Houville al Roman des quatre (1923-1926). Quando morì, a 83 anni, lasciò dietro di sé un'eredità di oltre quaranta romanzi e centinaia di novelle che lo resero uno dei più popolari autori francesi tra Otto e Novecento, ponte tra decadentismo e reazionismo letterario.
Nacque in Piccardia da una famiglia della media borghesia con radici nell'Ardèche, figlio di un matematico di fama come Anselme-Louis Bourget che insegnava al liceo di Parigi e che lo introdusse presto a un ambiente intellettuale raffinato, crescendo tra trasferimenti familiari e un'educazione classica improntata alla disciplina e alla curiosità letteraria.
La sua giovinezza fu segnata da studi al liceo Louis-le-Grand e alla Sorbona, dove si laureò in lettere nel 1874, esordendo come poeta con raccolte come Au bord de la mer (1872) e Les aveux (1882), influenzate dal parnassianesimo di Théophile Gautier e Leconte de Lisle. Durante le sue frequentazioni dei circoli letterari parigini, strinse amicizia con Paul Verlaine e lesse avidamente i naturalisti come Émile Zola, da cui inizialmente trasse ispirazione, prima di criticarli aspramente
Trasferitosi definitivamente a Parigi, visse gli anni Ottanta come critico letterario per il Journal des débats, viaggiando in Inghilterra e Italia per approfondire il suo interesse per la psicologia individuale e le crisi morali della società moderna.
Negli anni cruciali della maturità passò al romanzo psicologico con opere come Cruelle énigme (1885), un intrigo mondano che esplora gelosie e segreti familiari, seguito da Un crime d'amour (1886), André Cornélis (1887), rivisitazione hamletiana di ambizioni paterne e conflitti generazionali, e soprattutto Le disciple (1889), bestseller che denuncia le derive del positivismo scientifico di Hippolyte Taine e Ernest Renan, segnando il suo passaggio da esteta decadentista a moralista cattolico influenzato da studi su Tolstoj e Nietzsche.
Negli anni Novanta consolidò la fama con Cosmopolis (1893), satira cosmopolita sull'alta società, e La Terre promise (1892), mentre negli anni 1900 produsse romanzi a tesi come L'étape (1902), sulla crisi della fede borghese, L'émigré (1907) e Le Démon de midi (1914), ritratto di rimpianti senili, mantenendo stretti rapporti con l'Académie française che lo elesse membro nel 1894 e con figure come Maurice Barrès, nazionalista con cui condivise dibattiti su tradizione e modernità.
Scrisse anche drammi teatrali come Un divorce (1904) con André Cury e La barricade (1910), ispirato alle teorie sociali di Georges Sorel, e saggi critici come quelli su Balzac e Stendhal, evolvendo verso un conservatorismo cristiano durante la Grande Guerra.
Convertitosi formalmente al cattolicesimo negli anni Venti, concluse la produzione con Le sens de la mort (1915), meditazione sulla fine esistenziale, La Geôle ("La prigione", 1923) e La rechute ("La ricaduta", 1931), opere che riflettono la sua difesa intransigente della famiglia e della morale tradizionale contro il relativismo del secolo, mentre collaborava con Pierre Benoit e Gérard d'Houville al Roman des quatre (1923-1926). Quando morì, a 83 anni, lasciò dietro di sé un'eredità di oltre quaranta romanzi e centinaia di novelle che lo resero uno dei più popolari autori francesi tra Otto e Novecento, ponte tra decadentismo e reazionismo letterario.
Frasi di Paul Bourget
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Bisogna vivere come si pensa, se no, prima o poi, si finisce col pensare come si è vissuto.
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