Biografia di Abel Bonnard

Abel Bonnard
Nazione: Francia    
Abel Jean Desiré Bonnard nacque a Poitiers, Francia il 19 dicembre 1883 e morì a Madrid il 31 maggio 1968. Fu poeta, romanziere, politico e saggista.

Studiò a Marsiglia e poi al Lycée Louis-le-Grand di Parigi, conseguendo la licenza di lettere; fu allievo dell'École du Louvre e dell'École française de Rome, mostrando fin da giovane un'intelligenza brillante e una curiosità culturale vasta.

Fin dalla giovane età pubblicò il suo primo libro di versi, Les familiers (1906), che fu premiato dall'Académie française; gli seguirono rapidamente due altri volumi di poesia: Les royautés e Les histoires (entrambi del 1908), e poi un romanzo, La vie et l'amour (1913), opere che lo resero noto nel mondo letterario francese.

Collaborò a diversi giornali e riviste, tra cui Le Figaro, Le Journal, Comœdia e Paris-Midi, dove pubblicò saggi e articoli di cultura. Fu un grande viaggiatore e attraversò il mondo diverse volte tra le due guerre, riportando dal suo lungo viaggio in Oriente i due volumi di Notes de voyage: en Chine, che furono nuovamente premiati dall'Académie française nel 1924.

Scrisse numerosi saggi su argomenti molto diversi: La vie amoureuse d'Henri Beyle (1926), La vie de saint François d'Assise (1926), Au Maroc (1927), Rome (1927), L'Enfance (1927), Éloge de l'ignorance, L'Argent, L'Amitié, e altri ancora, dimostrando un'eclettica curiosità intellettuale.

Di idee nazionaliste, Bonnard divenne fascista negli anni trenta: si impegnò nella politica sostenendo le idee di Charles Maurras, leader dell'Action Française, e i suoi pensieri politici ebbero carattere fascista; nel 1935 firmò il Manifeste pour la défense de l'Occident et de la Paix en Europe e alla fine degli anni trenta aderì al Partito Popolare Francese di Jacques Doriot, espressamente fascista.

Fu eletto membro dell'Académie française il 16 giugno 1932, al terzo turno di votazione, con 20 voti contro gli 8 di Francis de Croisset e i 6 di Jérôme Tharaud, prendendo il posto di Le Goffic.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bonnard fu ministro dell'Educazione Nazionale del governo di Vichy dal 18 aprile 1942 al 20 agosto 1944, sotto il regime di Philippe Pétain, e fu noto per il soprannome di "Gestapette", utilizzato dallo stesso Pétain; fu un collaborazionista partigiano della Germania.

Dopo la guerra, fuggì in Spagna, dove visse in esilio; fu condannato a morte in contumacia per collaborazionismo dalle autorità francesi, ma la sua sentenza fu poi ridotta a una condanna simbolica; rientrò in Francia nel 1960 e fu condannato a dieci anni di esilio, praticamente già scontati. Come forma di protesta decise quindi di tornare in Spagna dove rimase fino alla morte.


Frasi di Abel Bonnard

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I veri amici sono i solitari insieme.


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