Biografia di Edward Bulwer-Lytton
Nazione: Regno Unito
Edward George Earle Bulwer-Lytton nacque a Londra il 25 maggio 1803 e morì a Torquay, Inghilterra il 18 gennaio 1873. Fu drammaturgo, politico e scrittore.
Era il terzo figlio del generale William Earle Bulwer, proprietario terriero di Heydon Hall e Wood Dalling nel Norfolk, e di Elizabeth Barbara Lytton, discendente di un'antica famiglia dell'Hertfordshire proprietaria della tenuta di Knebworth; aveva due fratelli maggiori, William, destinato alla carriera militare, ed Henry, che diventò a sua volta politico, drammaturgo e diplomatico con il titolo di Lord Dalling.
Rimasto orfano di padre nel 1807, quando aveva appena quattro anni, fu cresciuto ed educato in gran parte dalla madre, donna colta e appassionata di letteratura, che gli insegnò a leggere fin da piccolissimo. Già a sette anni Edward componeva versi, e quando la famiglia ereditò l'ampia biblioteca del nonno materno, il ragazzo si immerse per un anno intero in letture che spaziavano dai romanzi cavallereschi alle opere più erudite, arrivando a chiedere un giorno alla madre, con sorprendente precocità filosofica, se non fosse mai colta da un senso soverchiante della propria identità.
Fu proprio questo episodio a convincerla che il figlio dovesse essere avviato a un'istruzione più formale. Frequentò così diverse scuole, tra cui quella del dottor Rudduck a Fulham nel 1812 e in seguito un istituto a Rottingdean, dopo essere stato maltrattato nella scuola precedente; preferì poi l'istruzione privata di alcuni precettori, che lo prepararono per il Trinity College di Cambridge, piuttosto che l'ingresso a Eton auspicato dalla madre.
Fu proprio negli anni giovanili, sotto l'influenza delle letture di Walter Scott e di Lord Byron, che sviluppò il proprio gusto letterario, e nel 1820 la madre finanziò la pubblicazione della sua prima opera, una raccolta di versi dal titolo Ismael: an oriental tale.
Entrato a Cambridge l'anno seguente, continuò a scrivere e pubblicare mentre completava gli studi, ottenendo nel 1825 la medaglia del Cancelliere per il proprio poema Sculpture, componimento che attirò su di lui i primi attacchi del critico William Makepeace Thackeray sulla rivista Fraser's magazine, dando inizio a un'inimicizia letteraria che sarebbe durata tutta la vita e che avrebbe visto Thackeray bollarlo, in seguito, come un mero lucidatore di posate d'argento, riferendosi al genere dei cosiddetti silver-fork novels che Bulwer avrebbe in parte incarnato.
Conseguita la laurea, si recò a Parigi, dove frequentò l'ambiente aristocratico del Faubourg Saint-Germain, legandosi alla marchesa de la Rochejaquelein e alle sue due figlie, e vivendo una breve relazione con una giovane francese di buona famiglia, interrotta dall'intervento della madre, fervente anticattolica; deluso, si ritirò per un periodo nei boschi intorno a Versailles, dedicandosi all'equitazione e alla composizione di versi.
Tornato a Londra si gettò con entusiasmo nella vita mondana, e in una serata in società conobbe Rosina Doyle Wheeler, giovane scrittrice irlandese arguta e avvenente, nipote del generale Sir John Doyle: l'attrazione fu immediata, e i due si sposarono il 30 agosto 1827, contro il parere della madre di lui, che di conseguenza gli tagliò gli assegni.
La coppia visse i primi anni a Reading, in condizioni economiche modeste ma serene, e vi nacque la prima figlia, Emily; tra il 1827 e il 1835 le spese della famiglia, spinte da uno stile di vita dispendioso, ammontarono a circa tremila sterline l'anno, costringendo Bulwer a una produzione letteraria incessante: in quel periodo scrisse tredici romanzi, due lunghi poemi, quattro opere teatrali e una storia sociale dell'Inghilterra, oltre a dirigere la rivista New monthly magazine.
Dopo un primo romanzo pubblicato senza successo nel 1827, fu Pelham (1828), ritratto delle avventure di un dandy, a inaugurare la sua fortunata carriera di romanziere popolare, tanto che perfino l'abitudine del protagonista di vestire di nero per la sera contribuì a fissare una moda ancora oggi diffusa.
Seguirono, a ritmo serrato, The disowned (1829), ispirato alla vicenda reale del banchiere e impostore Henry Fauntleroy, Devereux (1829), Paul Clifford (1830), romanzo di ambientazione criminale destinato a passare alla storia soprattutto per il celebre incipit It was a dark and stormy night ("Era una notte buia e tempestosa"), diventato proverbiale e oggetto di scherno nella cultura letteraria successiva, e Eugene Aram (1832), ispirato alla fascinazione per il mondo dei criminali e della malavita.
Nel 1833 raggiunse l'apice della popolarità con Godolphin, e in quello stesso anno, durante un viaggio a Milano, rimase colpito da un dipinto del pittore russo Karl Brjullov raffigurante la distruzione di Pompei, ispirazione diretta per uno dei suoi romanzi più celebri, The last days of Pompeii, del 1834, per il quale coniò anche il nome del personaggio di Nidia. Seguirono The pilgrims of the Rhine (1834), Rienzi, l'ultimo dei tribuni (1835), di ambientazione storica romana, The siege of Granada (1838) e, più avanti, Harold, l'ultimo dei re sassoni (1848).
Il matrimonio con Rosina, tuttavia, si deteriorò rapidamente a causa dell'intensa attività letteraria e politica di lui e di ripetute infedeltà, sfociando in liti violente che portarono nel 1836 alla separazione legale; Rosina si vendicò pubblicando, alcuni anni dopo, il romanzo Cheveley, or the Man of Honour, feroce caricatura dell'ipocrisia del marito, e nel giugno 1858, durante la sua candidatura parlamentare per l'Hertfordshire, giunse persino a presentarsi pubblicamente per denunciarlo, episodio che portò al suo internamento temporaneo per squilibrio mentale, da cui fu poi rilasciata in seguito alle proteste dell'opinione pubblica; inseguito lei raccontò la vicenda nelle proprie memorie, intitolate A blighted life.
Dal matrimonio erano nati due figli, la già citata Emily, morta poi di tifo, e Edward Robert, che sotto lo pseudonimo di Owen Meredith divenne egli stesso poeta e che fu in seguito primo viceré britannico dell'India dal 1876 al 1880. Sul piano politico, Bulwer-Lytton entrò in Parlamento nel 1831 come deputato liberale per Saint Ives, in Cornovaglia, per poi rappresentare Lincoln.
Nel 1841 si ritirò dalla vita parlamentare in segno di protesta contro l'abolizione delle leggi sul grano, e l'amicizia sempre più stretta con Benjamin Disraeli, conosciuto personalmente nel marzo 1830, lo condusse gradualmente verso posizioni conservatrici, tanto che nel 1852 tornò alla Camera dei Comuni come deputato tory per l'Hertfordshire, ricoprendo poi per un breve periodo, nel 1858, la carica di segretario di Stato per le Colonie.
Proseguendo instancabilmente l'attività letteraria accanto a quella politica, negli anni successivi alla separazione pubblicò romanzi di costume e di critica sociale come Ernest Maltravers (1837), The mysteries (1838) e il romanzo esoterico Zanoni (1842), e si dedicò anche al teatro, sebbene le sue opere drammatiche non abbiano resistito altrettanto bene al tempo.
Coltivò per tutta la vita un vivo interesse per l'occultismo e le dottrine rosacrociane, che influenzò profondamente parte della letteratura esoterica ottocentesca e in particolare la nascente Società Teosofica fondata da Madame Blavatsky; fu membro di circoli occultistici come l'Orphic Circle e la Societas Rosicruciana in Anglia, insieme a figure come Éliphas Lévi.
Proprio a questo filone appartengono racconti come The haunted and the haunters (noto anche come The house and the brain, 1859) e A strange story (1862), quest'ultimo apprezzato dall'amico Charles Dickens, con cui Bulwer-Lytton intrattenne una lunga e sincera amicizia letteraria, al punto da persuaderlo a mutare il finale originale di Grandi speranze in uno più conciliante.
Tornò a un registro più realistico con The Caxtons (1849) e My novel (1853), e nel 1848 tentò anche la strada del poema epico con lo sfortunato King Arthur. Fu inoltre autore di un romanzo satirico in versi contenente un attacco al poeta laureato Alfred Tennyson, e coniò diverse espressioni rimaste nell'uso comune della lingua inglese, come la penna è più potente della spada e il perseguimento del dio denaro ("the pursuit of the almighty dollar").
Uno dei suoi ultimi romanzi, The coming race (1871), noto anche come Vril: the power of the coming race, ambientato in un mondo sotterraneo popolato da una razza superiore in possesso di un'energia misteriosa chiamata Vril, è considerato tra le prime opere di fantascienza della letteratura occidentale e avrebbe esercitato, secondo alcuni studiosi, un'influenza indiretta anche su ambienti esoterici tedeschi del Novecento, ripresi poi da Hitler e Himmler tramite la famigerata Ahnenerbe fondata nel 1935.
Uomo per natura riservato e schivo, reso ancor più ritirato dalla sordità crescente che lo affliggeva, trascorreva parte dell'anno nella tenuta di famiglia a Knebworth e il resto viaggiando sul continente alla ricerca di cure termali per la salute cagionevole; gli furono tributati numerosi riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa da Oxford nel 1864, il rettorato dell'Università di Glasgow e, nel 1866, il titolo di primo barone Lytton di Knebworth, oltre a un'offerta, mai accettata, del trono di Grecia rimasto vacante dopo l'abdicazione di re Ottone.
Negli ultimi anni di vita soffrì atrocemente per una grave patologia all'orecchio, che lo costrinse a lunghe cure a Torquay, nel Devon; un ascesso, formatosi in seguito a un intervento chirurgico volto a curare la sordità, si aprì causandogli intensi dolori. Morì a Torquay il 18 gennaio 1873, dopo una settimana di sofferenze atroci, probabilmente a causa di un'infezione che avrebbe raggiunto il cervello.
Fu sepolto nell'abbazia di Westminster, nonostante l'iniziale riluttanza del decano causata dal fatto che Bulwer-Lytton era uno scrittore "popolare" e che come tale non potesse essere tumulato nell'angolo dei poeti. Grazie all'intervento di John Forster, amico di Dickens, che ne perorò la causa, e di articoli di giornale che parlarono della vicenda, la situazione venne risolta deponendo le sue spoglie nella più defilata cappella di Sant'Edmondo.
Era il terzo figlio del generale William Earle Bulwer, proprietario terriero di Heydon Hall e Wood Dalling nel Norfolk, e di Elizabeth Barbara Lytton, discendente di un'antica famiglia dell'Hertfordshire proprietaria della tenuta di Knebworth; aveva due fratelli maggiori, William, destinato alla carriera militare, ed Henry, che diventò a sua volta politico, drammaturgo e diplomatico con il titolo di Lord Dalling.
Rimasto orfano di padre nel 1807, quando aveva appena quattro anni, fu cresciuto ed educato in gran parte dalla madre, donna colta e appassionata di letteratura, che gli insegnò a leggere fin da piccolissimo. Già a sette anni Edward componeva versi, e quando la famiglia ereditò l'ampia biblioteca del nonno materno, il ragazzo si immerse per un anno intero in letture che spaziavano dai romanzi cavallereschi alle opere più erudite, arrivando a chiedere un giorno alla madre, con sorprendente precocità filosofica, se non fosse mai colta da un senso soverchiante della propria identità.
Fu proprio questo episodio a convincerla che il figlio dovesse essere avviato a un'istruzione più formale. Frequentò così diverse scuole, tra cui quella del dottor Rudduck a Fulham nel 1812 e in seguito un istituto a Rottingdean, dopo essere stato maltrattato nella scuola precedente; preferì poi l'istruzione privata di alcuni precettori, che lo prepararono per il Trinity College di Cambridge, piuttosto che l'ingresso a Eton auspicato dalla madre.
Fu proprio negli anni giovanili, sotto l'influenza delle letture di Walter Scott e di Lord Byron, che sviluppò il proprio gusto letterario, e nel 1820 la madre finanziò la pubblicazione della sua prima opera, una raccolta di versi dal titolo Ismael: an oriental tale.
Entrato a Cambridge l'anno seguente, continuò a scrivere e pubblicare mentre completava gli studi, ottenendo nel 1825 la medaglia del Cancelliere per il proprio poema Sculpture, componimento che attirò su di lui i primi attacchi del critico William Makepeace Thackeray sulla rivista Fraser's magazine, dando inizio a un'inimicizia letteraria che sarebbe durata tutta la vita e che avrebbe visto Thackeray bollarlo, in seguito, come un mero lucidatore di posate d'argento, riferendosi al genere dei cosiddetti silver-fork novels che Bulwer avrebbe in parte incarnato.
Conseguita la laurea, si recò a Parigi, dove frequentò l'ambiente aristocratico del Faubourg Saint-Germain, legandosi alla marchesa de la Rochejaquelein e alle sue due figlie, e vivendo una breve relazione con una giovane francese di buona famiglia, interrotta dall'intervento della madre, fervente anticattolica; deluso, si ritirò per un periodo nei boschi intorno a Versailles, dedicandosi all'equitazione e alla composizione di versi.
Tornato a Londra si gettò con entusiasmo nella vita mondana, e in una serata in società conobbe Rosina Doyle Wheeler, giovane scrittrice irlandese arguta e avvenente, nipote del generale Sir John Doyle: l'attrazione fu immediata, e i due si sposarono il 30 agosto 1827, contro il parere della madre di lui, che di conseguenza gli tagliò gli assegni.
La coppia visse i primi anni a Reading, in condizioni economiche modeste ma serene, e vi nacque la prima figlia, Emily; tra il 1827 e il 1835 le spese della famiglia, spinte da uno stile di vita dispendioso, ammontarono a circa tremila sterline l'anno, costringendo Bulwer a una produzione letteraria incessante: in quel periodo scrisse tredici romanzi, due lunghi poemi, quattro opere teatrali e una storia sociale dell'Inghilterra, oltre a dirigere la rivista New monthly magazine.
Dopo un primo romanzo pubblicato senza successo nel 1827, fu Pelham (1828), ritratto delle avventure di un dandy, a inaugurare la sua fortunata carriera di romanziere popolare, tanto che perfino l'abitudine del protagonista di vestire di nero per la sera contribuì a fissare una moda ancora oggi diffusa.
Seguirono, a ritmo serrato, The disowned (1829), ispirato alla vicenda reale del banchiere e impostore Henry Fauntleroy, Devereux (1829), Paul Clifford (1830), romanzo di ambientazione criminale destinato a passare alla storia soprattutto per il celebre incipit It was a dark and stormy night ("Era una notte buia e tempestosa"), diventato proverbiale e oggetto di scherno nella cultura letteraria successiva, e Eugene Aram (1832), ispirato alla fascinazione per il mondo dei criminali e della malavita.
Nel 1833 raggiunse l'apice della popolarità con Godolphin, e in quello stesso anno, durante un viaggio a Milano, rimase colpito da un dipinto del pittore russo Karl Brjullov raffigurante la distruzione di Pompei, ispirazione diretta per uno dei suoi romanzi più celebri, The last days of Pompeii, del 1834, per il quale coniò anche il nome del personaggio di Nidia. Seguirono The pilgrims of the Rhine (1834), Rienzi, l'ultimo dei tribuni (1835), di ambientazione storica romana, The siege of Granada (1838) e, più avanti, Harold, l'ultimo dei re sassoni (1848).
Il matrimonio con Rosina, tuttavia, si deteriorò rapidamente a causa dell'intensa attività letteraria e politica di lui e di ripetute infedeltà, sfociando in liti violente che portarono nel 1836 alla separazione legale; Rosina si vendicò pubblicando, alcuni anni dopo, il romanzo Cheveley, or the Man of Honour, feroce caricatura dell'ipocrisia del marito, e nel giugno 1858, durante la sua candidatura parlamentare per l'Hertfordshire, giunse persino a presentarsi pubblicamente per denunciarlo, episodio che portò al suo internamento temporaneo per squilibrio mentale, da cui fu poi rilasciata in seguito alle proteste dell'opinione pubblica; inseguito lei raccontò la vicenda nelle proprie memorie, intitolate A blighted life.
Dal matrimonio erano nati due figli, la già citata Emily, morta poi di tifo, e Edward Robert, che sotto lo pseudonimo di Owen Meredith divenne egli stesso poeta e che fu in seguito primo viceré britannico dell'India dal 1876 al 1880. Sul piano politico, Bulwer-Lytton entrò in Parlamento nel 1831 come deputato liberale per Saint Ives, in Cornovaglia, per poi rappresentare Lincoln.
Nel 1841 si ritirò dalla vita parlamentare in segno di protesta contro l'abolizione delle leggi sul grano, e l'amicizia sempre più stretta con Benjamin Disraeli, conosciuto personalmente nel marzo 1830, lo condusse gradualmente verso posizioni conservatrici, tanto che nel 1852 tornò alla Camera dei Comuni come deputato tory per l'Hertfordshire, ricoprendo poi per un breve periodo, nel 1858, la carica di segretario di Stato per le Colonie.
Proseguendo instancabilmente l'attività letteraria accanto a quella politica, negli anni successivi alla separazione pubblicò romanzi di costume e di critica sociale come Ernest Maltravers (1837), The mysteries (1838) e il romanzo esoterico Zanoni (1842), e si dedicò anche al teatro, sebbene le sue opere drammatiche non abbiano resistito altrettanto bene al tempo.
Coltivò per tutta la vita un vivo interesse per l'occultismo e le dottrine rosacrociane, che influenzò profondamente parte della letteratura esoterica ottocentesca e in particolare la nascente Società Teosofica fondata da Madame Blavatsky; fu membro di circoli occultistici come l'Orphic Circle e la Societas Rosicruciana in Anglia, insieme a figure come Éliphas Lévi.
Proprio a questo filone appartengono racconti come The haunted and the haunters (noto anche come The house and the brain, 1859) e A strange story (1862), quest'ultimo apprezzato dall'amico Charles Dickens, con cui Bulwer-Lytton intrattenne una lunga e sincera amicizia letteraria, al punto da persuaderlo a mutare il finale originale di Grandi speranze in uno più conciliante.
Tornò a un registro più realistico con The Caxtons (1849) e My novel (1853), e nel 1848 tentò anche la strada del poema epico con lo sfortunato King Arthur. Fu inoltre autore di un romanzo satirico in versi contenente un attacco al poeta laureato Alfred Tennyson, e coniò diverse espressioni rimaste nell'uso comune della lingua inglese, come la penna è più potente della spada e il perseguimento del dio denaro ("the pursuit of the almighty dollar").
Uno dei suoi ultimi romanzi, The coming race (1871), noto anche come Vril: the power of the coming race, ambientato in un mondo sotterraneo popolato da una razza superiore in possesso di un'energia misteriosa chiamata Vril, è considerato tra le prime opere di fantascienza della letteratura occidentale e avrebbe esercitato, secondo alcuni studiosi, un'influenza indiretta anche su ambienti esoterici tedeschi del Novecento, ripresi poi da Hitler e Himmler tramite la famigerata Ahnenerbe fondata nel 1935.
Uomo per natura riservato e schivo, reso ancor più ritirato dalla sordità crescente che lo affliggeva, trascorreva parte dell'anno nella tenuta di famiglia a Knebworth e il resto viaggiando sul continente alla ricerca di cure termali per la salute cagionevole; gli furono tributati numerosi riconoscimenti, tra cui la laurea honoris causa da Oxford nel 1864, il rettorato dell'Università di Glasgow e, nel 1866, il titolo di primo barone Lytton di Knebworth, oltre a un'offerta, mai accettata, del trono di Grecia rimasto vacante dopo l'abdicazione di re Ottone.
Negli ultimi anni di vita soffrì atrocemente per una grave patologia all'orecchio, che lo costrinse a lunghe cure a Torquay, nel Devon; un ascesso, formatosi in seguito a un intervento chirurgico volto a curare la sordità, si aprì causandogli intensi dolori. Morì a Torquay il 18 gennaio 1873, dopo una settimana di sofferenze atroci, probabilmente a causa di un'infezione che avrebbe raggiunto il cervello.
Fu sepolto nell'abbazia di Westminster, nonostante l'iniziale riluttanza del decano causata dal fatto che Bulwer-Lytton era uno scrittore "popolare" e che come tale non potesse essere tumulato nell'angolo dei poeti. Grazie all'intervento di John Forster, amico di Dickens, che ne perorò la causa, e di articoli di giornale che parlarono della vicenda, la situazione venne risolta deponendo le sue spoglie nella più defilata cappella di Sant'Edmondo.
Frasi di Edward Bulwer-Lytton
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Le rivoluzioni non si fanno con l'acqua di rose.
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