Biografia di Benjamin Disraeli

Benjamin Disraeli
Nazione: Regno Unito    
Benjamin Disraeli nacque a Londra il 21 dicembre 1804 e morì sempre a Londra il 19 aprile 1881. Fu politico e scrittore.

Nacque in una famiglia ebraica di origine italiana e sefardita; il padre, Isaac D'Israeli, era un letterato noto per opere di erudizione e aneddotica come le Curiosities of literature. Nel 1817, quando Benjamin aveva tredici anni, il padre lo fece battezzare nella Chiesa anglicana insieme ai fratelli, una decisione che si rivelò decisiva per la sua futura carriera, dato che agli ebrei praticanti fu impedito di sedere in Parlamento fino al 1858. Dopo un'istruzione in piccole scuole private, a diciassette anni entrò come apprendista in uno studio legale, lavoro che trovò presto soffocante e che abbandonò in fretta.

Ambizioso e desideroso di farsi un nome, negli anni successivi tentò la fortuna con speculazioni sulle azioni di miniere sudamericane, che lo lasciarono nel 1825 sommerso dai debiti, situazione da cui non si sarebbe ripreso per circa quattordici anni.

Attorno al 1827 attraversò una crisi nervosa e si dedicò alla scrittura di romanzi, tra i quali il primo, Vivian Grey, che satireggiava personaggi dell'epoca; alla fine di quel decennio intraprese anche un lungo viaggio nel Mediterraneo e nel Vicino Oriente, esperienza che avrebbe alimentato la sua immaginazione letteraria e politica. Dandy vistoso e sempre indebitato, in quegli anni ebbe anche diverse relazioni sentimentali piuttosto chiacchierate.

Dopo diversi tentativi elettorali falliti, la sua svolta arrivò nel 1837, quando fu eletto deputato per Maidstone; il suo primo discorso ai Comuni fu però un completo fiasco, accolto da risate e schiamazzi, ma egli reagì con la tenacia che lo caratterizzava, salendo gradualmente fino a una posizione di rilievo.

Nel 1839 sposò Mary Anne Lewis, una vedova ricca di dodici anni più grande di lui, la cui fortuna gli permise finalmente di sistemare le proprie finanze e alla quale rimase sinceramente legato per tutta la vita. Negli anni Quaranta si legò al gruppo dei "Giovani Inglesi" e scrisse la cosiddetta trilogia politica, composta da Coningsby (1844), Sybil (1845) e Tancred (1847), romanzi che affrontavano la questione sociale e le divisioni di classe nell'Inghilterra industriale, sostenendo una visione paternalistica di riforma dall'alto.

Il momento decisivo per la sua carriera politica giunse nel 1846, quando si oppose con veemenza a Robert Peel, il leader conservatore che aveva scelto di abrogare le Corn Laws, i dazi sul grano difesi dai proprietari terrieri: Disraeli guidò l'attacco insieme a Lord George Bentinck, di cui scrisse poi una biografia nel 1852, e contribuì così alla scissione del partito conservatore, emergendo come uno dei leader dei protezionisti.

Quando Lord Derby formò i suoi governi negli anni Cinquanta e Sessanta, Disraeli servì come cancelliere dello Scacchiere e leader della Camera dei Comuni, incarico che ricoprì per tre volte, nel 1852, nel 1858-59 e nel 1866-68; in quest'ultimo periodo ebbe un ruolo determinante nell'approvazione della riforma elettorale del 1867, che ampliò ulteriormente il diritto di voto.

Il 27 febbraio 1868, con il ritiro di Derby, Disraeli divenne primo ministro per la prima volta, ma il suo governo durò pochi mesi, poiché alle elezioni dello stesso anno vinsero i liberali di William Ewart Gladstone, che sarebbe rimasto il suo grande rivale per il resto della vita politica. Trascorse quindi sei anni all'opposizione, durante i quali pubblicò il romanzo Lothair (1870) e subì un durissimo lutto con la morte della moglie nel 1872, evento che lo lasciò vedovo e senza figli e da cui cercò rifugio buttandosi con rinnovata energia nell'attività politica.

Alle elezioni del 1874 condusse i conservatori a una solida maggioranza e tornò a Downing Street, dove rimase fino al 1880, godendo di un rapporto di amicizia e di fiducia particolarmente stretto con la regina Vittoria, per la quale fu, a suo dire, il ministro più gentile che avesse mai avuto.

In quegli anni fece approvare importanti provvedimenti in materia di sanità pubblica, edilizia popolare, sindacati e condizioni di lavoro. In politica estera fu protagonista di iniziative clamorose, come l'acquisto per conto della Gran Bretagna di una quota consistente della Compagnia del Canale di Suez, nel 1875, e la proclamazione di Vittoria imperatrice dell'India nel 1876, anno in cui fu egli stesso elevato alla nobiltà con il titolo di conte di Beaconsfield.

Il suo secondo mandato fu dominato dalla cosiddetta questione orientale, cioè dalla lenta decadenza dell'Impero ottomano e dalle ambizioni di potenze come la Russia, che cercavano di trarne vantaggio; culminò nel Congresso di Berlino del 1878, dove Disraeli si confrontò con Otto von Bismarck e altri statisti europei, tornando in patria con il vanto di aver ottenuto "la pace con onore".

Nel 1880, dopo la sconfitta dei conservatori alle elezioni e il ritorno di Gladstone al potere, Disraeli lasciò la guida del governo e sperò di dedicare gli ultimi anni alla scrittura; pubblicò infatti ancora un romanzo, Endymion, ma subito dopo si ammalò gravemente. Morì nella sua casa di Londra, all'età di settantasei anni, e fu sepolto a Hughenden, nella tenuta di campagna che aveva amato, accanto alla moglie.

La sua figura, una delle più originali e colorite della politica britannica dell'Ottocento, resta ancora oggi legata a una singolare fusione di successo letterario, dandismo e abilità di statista, oltre che alla nascita di un conservatorismo capace di rivolgersi anche alle classi popolari.

Nel 1930 George Arliss vinse il premio Oscar come miglior attore protagonista nel film intitolato proprio Disraeli sulla vita dello statista.


Frasi di Benjamin Disraeli

Per ora abbiamo un totale di 22 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Il successo è figlio dell'audacia.


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