Biografia di Eliphas Levi

Eliphas Levi
Nazione: Francia    
Alphonse Louis Constant nacque a Parigi il giorno 8 febbraio 1810 e morì sempre a Parigi il 31 maggio 1875. Fu un esoterista.

Nacque nel quartiere popolare di Saint-Germain-des-Prés, figlio di un modesto calzolaio, Jean-Joseph Constant, e di Jeanne-Agnès. Fin dall'infanzia mostrò un'intelligenza vivace e un certo talento per il disegno, pur essendo un bambino di costituzione fragile poco incline alle attività fisiche più vigorose.

La prima comunione, ricevuta a dodici anni, fu per lui un'esperienza spiritualmente intensa, che insieme alla sua evidente intelligenza convinse il parroco locale, l'abate Hubault, a segnalarlo come ragazzo di belle speranze e ad accoglierlo in una piccola scuola da lui gestita per gli allievi più dotati.

A quindici anni fu inviato al seminario minore di Saint-Nicolas-du-Chardonnet, dove approfondì lo studio del latino, del greco e dell'ebraico e dove ebbe come maestro l'abate Frère-Colonna, studioso di magnetismo animale che egli stesso definì in seguito come il sacerdote più intelligente e sinceramente pio che avesse mai conosciuto; fu proprio grazie all'interessamento del curato della sua parrocchia che ottenne poi un posto gratuito al seminario maggiore di Saint-Sulpice, che frequentò a partire dal 1830, distinguendosi come ottimo latinista, grecista ed ebraista e coltivando il desiderio di diventare sacerdote.

Fu ordinato suddiacono nel 1833 e diacono nel dicembre 1835, ma nel maggio del 1836, alla vigilia dell'ordinazione sacerdotale, confessò al proprio direttore spirituale di essersi innamorato di una giovane allieva del proprio corso di catechismo, Adèle Allenbach; questa confessione gli precluse la strada del sacerdozio, e pur avendo pronunciato i voti perpetui di castità e obbedienza propri del diaconato, fu costretto ad abbandonare la vita ecclesiastica, un allontanamento che egli visse con grande sofferenza personale, tanto da continuare a indossare l'abito talare fino al 1844; sua madre si tolse la vita poche settimane dopo questa sua decisione.

Lasciato il seminario, Constant attraversò un periodo di grande precarietà economica ed esistenziale, avvicinandosi a idee politiche radicali e socialiste, in particolare sotto l'influsso del profeta socialista Ganneau; la pubblicazione di uno scritto giovanile dal titolo La Bible de la liberté gli costò un processo per oltraggio alla religione e al buon ordine sociale e una condanna a otto mesi di carcere, oltre a un'ammenda.

Fu proprio durante la prigionia che entrò in contatto con gli scritti di Emanuel Swedenborg, letture che, seppur giudicate da lui stesso non del tutto veritiere, gli parvero comunque in grado di guidare con sicurezza i neofiti lungo il cammino esoterico. Nel 1846, a trentadue anni, dopo aver conosciuto due giovani amiche, Eugénie C. e Noémie Cadiot, e pur preferendo la prima, fu costretto dal padre di quest'ultima a sposare Noémie per evitare uno scandalo.

Dall'unione, tumultuosa fin dall'inizio, nacquero diversi figli, tra cui due gemelli morti poco dopo la nascita e la piccola Marie, spentasi a sette anni, mentre nessuno dei figli legittimi raggiunse l'età adulta; Constant ebbe inoltre un figlio naturale da Eugénie, nato nel settembre 1846, che pur non portandone mai il nome fu comunque riconosciuto e fatto istruire dal padre. Attorno al 1853 Noémie, donna di lettere e scultrice nota con lo pseudonimo di Claude Vignon, abbandonò il marito per legarsi al marchese di Montferrier, proprietario della rivista progressista a cui lo stesso Constant aveva collaborato; il matrimonio fu infine annullato nel 1865.

Fu proprio in questo periodo di crisi personale e di disillusione politica, coincidente anche con il fallimento delle speranze repubblicane seguite al colpo di stato di Luigi Napoleone Bonaparte, che Alphonse Louis Constant si trasformò nella figura per cui sarebbe diventato celebre: fu il matematico e filosofo polacco Józef Hoene-WroĊ„ski a iniziarlo ai misteri della Cabbala e, nel 1853, a imporgli il nome magico di Éliphas Lévi Zahed, traduzione in caratteri ebraici del proprio nome di battesimo Alphonse Louis.

Tra le personalità che contribuirono maggiormente alla sua formazione esoterica figurano anche il napoletano don Antonio Marino, abate di San Giovanni a Carbonara, lo studioso di magnetismo animale Alphonse Esquiros, il missionario ed esperto di riti magico-religiosi orientali abate José Custódio de Faria e lo studioso di numerologia e alchimia Louis Lucas.

Nel 1854 diede alle stampe la sua opera fondamentale, Dogme et rituel de la Haute Magie ("Dogma e rituale dell'Alta Magia"), testo sistematico che fondeva Cabbala, tarocchi, alchimia e tradizioni magiche rinascimentali in un'unica sintesi filosofica, contribuendo in modo decisivo a quella che sarebbe passata alla storia come la rinascita occultista dell'Ottocento francese; a questo lavoro seguirono altre opere di rilievo come Histoire de la magie (1860) e La clef des grands mystères (1861).

Sempre nel 1854 Lévi compì un viaggio in Inghilterra, dove strinse amicizia con importanti esoteristi locali, tra cui lo scrittore Edward Bulwer-Lytton, che in seguito sarebbe diventato capo onorario della Societas Rosicruciana in Anglia: durante questo soggiorno londinese Lévi, secondo quanto egli stesso raccontò, condusse insieme a Bulwer-Lytton alcune evocazioni magiche, esperienze che avrebbero poi ispirato racconti esoterici dello scrittore inglese come Zanoni e The Haunted and the Haunters.

Mantenne inoltre contatti con ambienti massonici francesi, pur allontanandosi in seguito dalla loggia del Grande Oriente, ritenendola una forma di secolarizzazione moderna priva della conoscenza autentica dei significati originari dei simboli e dei riti. A Parigi si guadagnò una vasta fama impartendo lezioni private di Cabbala e di occultismo a numerosi allievi facoltosi, tra cui il barone siciliano Nicolas-Joseph Spedalieri, affiliato agli ambienti martinisti, che divenne uno dei suoi più generosi mecenati.

La sconfitta della Francia nella guerra franco-prussiana del 1870 fu per Éliphas Lévi un colpo durissimo, poiché egli vedeva nella propria patria la futura salvatrice della civiltà; ridotto in povertà al termine del conflitto, fu salvato dalla fame da Mary Gebhard, che lo ospitò per circa due mesi nella propria casa in Germania nell'estate del 1871.

Negli ultimi anni della sua vita, trascorsi in un piccolo appartamento parigino dove continuò a scrivere e a ricevere i propri discepoli, fu colpito da periodi di malattia sempre più frequenti, mentre riceveva anche riconoscimenti dal mondo letterario per l'originalità del proprio pensiero. Sul finire del 1875 le sue condizioni peggiorarono rapidamente a causa di un'idropisia e di una cancrena che gli attaccò i piedi; affrontò tuttavia gli ultimi giorni con fermezza, conservando lucidità mentale fino all'ultimo momento.

Morì a Parigi all'età di sessantacinque anni. La sua opera, sebbene tradotta in inglese solo dopo la sua morte, esercitò un'influenza profonda su molte delle correnti esoteriche successive, dall'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata a figure come Arthur Edward Waite, Papus e Aleister Crowley, quest'ultimo giunto perfino a dichiararsi una sua reincarnazione, oltre a lasciare tracce significative anche nel pensiero della fondatrice della Società Teosofica, Helena Blavatsky.


Frasi di Eliphas Levi

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Non ascoltare loro, perché non sanno quello che dicono.


Leggi le frasi di Eliphas Levi