Biografia di Francesco Flora

Francesco Flora
Nazione: Italia    
Francesco Flora nacque a Colle Sannita (BN) il 28 ottobre 1891 e morì a Bologna il 17 settembre 1962. Fu critico letterario, storico della letteratura, poeta e scrittore.

Nacque in un ambiente di provincia lontano dai grandi centri della cultura. Dei suoi primi anni e degli studi sono state conservate poche notizie. Si sa però che si formò nell'orbita dell'idealismo di Benedetto Croce, la cui influenza segnò tutta la sua attività critica, e che fin da giovane si dedicò alla letteratura sia come studioso sia come scrittore.

Nei primi decenni del Novecento si affermò come critico militante, seguendo da vicino la poesia e la narrativa contemporanee. Nel 1921 pubblicò Dal romanticismo al futurismo, un esame del cammino della poesia italiana dall'Ottocento alle avanguardie, nel quale emergeva il suo interesse per il linguaggio poetico più che per i contenuti ideologici.

Seguì una serie di raccolte di saggi, tra cui Saggi di poetica moderna, e nel 1936 La poesia ermetica, uno dei primi studi sistematici sul movimento che aveva in Ungaretti, Montale e Quasimodo i suoi principali riferimenti. Ebbe contatti con molti intellettuali del tempo, a cominciare da Croce, e collaborò con diverse riviste di cultura.

L'opera che più contribuì alla sua fama fu la Storia della letteratura italiana, pubblicata da Mondadori in più volumi tra il 1940 e il 1942 e ristampata più volte negli anni successivi, con una settima edizione già nel 1952. Il libro offriva un racconto dell'intera tradizione letteraria italiana, dalle origini al Novecento, fondato su un'idea di poesia intesa come forma espressiva autonoma.

Flora fu infatti il teorico di una "estetica della parola", nella quale la poesia viene concepita come una "metafora musicale" dell'esperienza. Questa impostazione, nata dal crocianesimo, se ne distingueva per una maggiore attenzione alla forma e allo stile.

Nel dopoguerra intensificò il lavoro di editore e di organizzatore culturale. Per Mondadori curò le edizioni delle opere di grandi autori italiani: Tutte le opere di Giacomo Leopardi e Tutte le opere di Niccolò Machiavelli (quest'ultima insieme a Carlo Cordiè) uscirono nel 1949, mentre nel 1952 vennero le Poesie di Tasso e le opere di Matteo Bandello, nel 1953 un volume dedicato a Benedetto Croce e nel 1957 le opere di Giambattista Vico.

Scrisse inoltre prefazioni a edizioni di Dante e di altri classici, e diresse collane e riviste, tra cui Il Saggiatore. Nel 1952 pubblicò Scrittori italiani contemporanei, una raccolta di pagine sui contemporanei che mostrava, come osservò un recensore, quanto fosse costante in lui l'interesse per la critica militante.

Insegnò alla Bocconi di Milano, dove ebbe fra i suoi allievi il critico Ferruccio Monterosso, e dal 1952 fu professore all'Università di Bologna, dove tenne la cattedra di letteratura italiana. Gli studenti e i colleghi lo ricordarono come un maestro raffinato nello stile e nella forma, attento alla parola e alla sua tradizione. Fu inoltre uomo di cultura del suo tempo, vicino ad ambienti teatrali e artistici, e partecipò alla vita culturale con interventi e saggi.

Morì proprio a Bologna nel 1962, quando aveva settantuno anni. Dopo la scomparsa, la sua biblioteca e il suo archivio furono dispersi in più sedi: una parte è conservata presso il Dipartimento di Filologia dell'Università della Calabria, e altre carte presso Casa Carducci a Bologna. Alla sua figura sono stati dedicati studi e convegni, tra cui quello tenuto a Colle Sannita nel 1991, e Wellek gli ha dedicato un capitolo nella sua History of Modern Criticism, riconoscendolo tra i maggiori critici italiani del Novecento.


Frasi di Francesco Flora

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È più facile simulare un pensiero che un'immagine poetica.


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