Biografia di André Pieyre de Mandiargues

André Pieyre de Mandiargues
Nazione: Francia    
André Paul Édouard Pieyre de Mandiargues nacque a Parigi il 14 marzo 1909 e morì, sempre a Parigi, il 13 dicembre 1991. Fu scrittore, traduttore e drammaturgo.

Nacque in una famiglia borghese, nipote del collezionista d'arte Paul Bernard, e fin dalla giovinezza mostrò un interesse per l'archeologia, che lo portò a viaggiare in Europa e nel Mediterraneo orientale, assorbendo influenze che avrebbero permeato la sua opera letteraria.

Negli anni '30 e '40 si avvicinò al surrealismo come uno degli ultimi discepoli di André Breton, frequentando circoli artistici dove strinse amicizie profonde con figure come la pittrice Leonor Fini e sua sorella Bona Tibertelli de Pisis, quest'ultima sua futura moglie dal 1952, un'unione che ispirò molti dei suoi scritti sull'eros e il sogno.

La sua prima opera significativa, la raccolta di racconti Le musée noir del 1946, rivelò uno stile visionario e barocco, intriso di metamorfosi oniriche e pulsioni erotiche mostruose, seguito da poesie come quelle in Dans les années sordides (1943) e poemetti in prosa quali Les incongruités monumentales (1948) e Les sept périls spectraux (1950).

Negli anni '50 consolidò la sua produzione con romanzi come L'Anglais décrit dans le château fermé (1953, pubblicato sotto lo pseudonimo di Pierre Morion), Le lis de mer (1956) e Le belvédère (1958), esplorando temi di mistero e desiderio in atmosfere surreali, mentre Feu de braise (1959) gli valse il Nuovo Premio della Novella.

Il romanzo La motocyclette (1963), ispirato forse all'amica motociclista Anke-Eve Goldmann, divenne un successo popolare, adattato nel film The girl on a motorcycle (titolo italiano Nuda sotto la pelle, 1968) con Alain Delon e Marianne Faithfull, e fu seguito da La marge (1967), che gli procurò il prestigioso Prix Goncourt e ispirò l'omonimo film di Walerian Borowczyk nel 1976, oltre a elementi nel suo Immoral tales.

Contribuì anche come traduttore delle opere di molti autori, fra i quali Yeats, P.A. Quarantotti Gambini, Alberto Savinio, Octavio Paz e Yukio Mishima, e saggista, scrivendo introduzioni come quella per Histoire d'O di Anne Desclos e firmando il Manifesto dei 121 contro la guerra d'Algeria.

Opere successive come Isabella Morra (1974), Tout disparaîtra (1987) e raccolte poetiche in L'Âge de craie (1961) confermarono la sua versatilità tra realtà e fantasia. Mandiargues trascorse gli ultimi anni tra Parigi e la Toscana, mantenendo stretti legami con il mondo artistico, fino alla morte il 13 dicembre 1991 nella capitale francese, lasciando un'eredità di letteratura erotica e surreale che influenzò generazioni di scrittori.


Frasi di André Pieyre de Mandiargues

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Non c'è scultore, in verità, che non faccia pensare alla morte.


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