Biografia di Yukio Mishima

Yukio Mishima
Nazione: Giappone    
Kimitake Hiraoka nacque a Tokyo il 14 gennaio 1925 e morì sempre a Tokyo il 25 novembre 1970. Fu scrittore, drammaturgo, saggista e poeta, ma anche attore, regista e artista marziale.

Ad appena un mese di vita, la nonna si fece carico dell'allevamento e dell'educazione del bambino, sottraendolo praticamente all'affetto della madre. La nonna lo avvicinò alla lettura classica e al teatro Nō e Kabuki.
Nel 1931 cominciò a studiare alla scuola dei Pari, il Gakushūin, pur non facendo parte dell'aristocrazia giapponese. Sulla rivista della scuola vennero pubblicate alcune sue poesie. Il suo primo lavoro in prosa fu La foresta in fiore, del 1941. Il suo insegnante di lettere, Shimizu Fumio, fece pubblicare il racconto sulla rivista Bungei Bunka, e in quell'occasione venne scelto lo pseudonimo Yukio Mishima.

Terminata la scuola si iscrisse, più che altro per volere del padre, alla facoltà di Giurisprudenza. Dopo la laurea vinse un concorso per un posto di funzionario statale al Ministero delle Finanze. Durante il giorno lavorava e la notte scriveva, dormendo pochissimo. Questo lo portò ad un curioso quanto potenzialmente pericoloso incidente: a causa della stanchezza scivolò e cadde sui binari della stazione di Shibuya. Rendendosi conto di non poter continuare a condurre quella vita, si dimise dal Ministero e si dedicò completamente alla scrittura. Nel 1946 portò due suoi racconti a un altro scrittore, Yasunari Kawabata, che circa 20 anni dopo avrebbe vinto il premio Nobel. Fra i due nacque un rapporto di grande stima e di rispetto reciproco.

Nel 1948 si unisce ad una rivista letteraria di sinistra chiamata Kindai Bungaku, probabilmente solo per avere più contatti con il mondo intellettuale dell'epoca. L'anno successivo pubblica Confessioni di una maschera, romanzo in cui parla della sua omosessualità. Il libro vendette bene e nell'anno successivo ne scrisse altri tre. Divenne poi corrispondente per l'Asahi Shinbun dal Brasile, dagli Stati Uniti e dall'Europa. Visitando la Grecia acquisisce un culto del corpo che lo porta a praticare culturismo e arti marziali.

Nel 1958 si sposò ed ebbe poi due figli. Continuò a frequentare locali per omosessuali ma il suo orientamento non fu mai chiaro. La moglie cercò sempre di sviare i dibattiti su questo argomento, soprattutto dopo la sua morte e i figli citarono in giudizio uno scrittore che pubblicò una corrispondenza tra lui e Mishima. In ogni caso, nel 1966 apparve in un film, scritto, diretto e interpretato da lui e tratto da un suo scritto intitolato Patriottismo. Fondò la Tate no Kai (Società degli scudi), una sorta di esercito privato: nel 1970, insieme ad altri quattro membri di questo gruppo, invase l'ufficio del generale Mashita della forza di autodifesa del Giappone. Il tentativo era volto a sensibilizzare l'opinione pubblica sul fatto che la costituzione del 1947 (che consegnò di fatto i poteri al Parlamento togliendoli all'imperatore) e il trattato di San Francisco, siglato nel 1951, avessero smorzato il sentimento nazionale giapponese, soggiogandolo all'occidentalizzazione. Il suo discorso venne tenuto davanti un migliaio di soldati di fanteria, giornali e televisioni. Una volta terminato, Mishima rientrò nell'ufficio e si tolse la vita con il rituale del seppuku. Tale pratica prevede il taglio del ventre e l'aiuto di un collaboratore che dovrebbe tagliare la testa per evitare inutili sofferenze. Tale collaboratore doveva essere Masakatsu Morita, il quale però sbagliò il colpo per ben tre volte. Allora subentrò Hiroyasu Koga che finì Mishima, mentre Morita si uccise per la vergogna.

Per diversi motivi legati sia al tradizionalismo della sua patria sia alla bisessualità, Mishima è stato in qualche modo paragonato sia a D'Annunzio sia ad altri personaggi come García Lorca e Pasolini.


Frasi di Yukio Mishima

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