Biografia di Thornton Wilder

Thornton Wilder
Nazione: Stati Uniti d'America    
Thornton Niven Wilder nacque a Madison, Wisconsin il 17 aprile 1897 e morì a Hamden, Connecticut il 7 dicembre 1975. Fu drammaturgo e scrittore.

Figlio di Amos Parker Wilder, un diplomatico statunitense, e di Isabella Niven, nacque in una famiglia cosmopolita che lo portò presto a viaggiare: visse infatti a Hong Kong e Shanghai durante l'infanzia, dove il padre lavorava al consolato americano, assorbendo influenze culturali diverse che alimentarono la sua curiosità per la storia antica e il teatro classico. Tornò negli Stati Uniti per studiare alla Berkeley High School in California e poi all'Oberlin College. Si laureò a Yale nel 1920 con una tesi su Molière e perfezionò gli studi archeologici all'American Academy di Roma tra il 1920 e il 1921, esperienza che infuse nei suoi primi romanzi un gusto per le civiltà classiche.

Esordì nel 1926 con La cabala, ambientato nella Roma aristocratica e ispirato a Gertrude Stein, cui seguì nel 1927 Il ponte di San Luis Rey, romanzo sul crollo di un ponte in Perù nel XVIII secolo che intreccia destini individuali in un disegno provvidenziale, vincendo il primo dei suoi tre Pulitzer e consacrando il suo stile innovativo, sospeso tra realismo e parabola metafisica.

Negli anni '30 Wilder si affermò nel teatro con atti unici come Il lungo pranzo di Natale (1931), che in una scena scarna rappresenta novant'anni di vita familiare attraverso pranzi rituali, simboleggiando il ciclo umano tra nascita e morte con attori che entrano ed escono indossando parrucche per segnare il passare delle generazioni, e La nostra città (1938), messa in scena senza scenografie, narrata da un "regista" onnisciente nella sonnolenta cittadina immaginaria di Grover's Corners. Quest'opera esplorava l'ordinario quotidiano fino alla morte per rivelarne il valore universale e gli valse un altro Pulitzer, facendolo diventare un'icona del teatro americano.

Durante la Seconda Guerra Mondiale servì come ufficiale dell'Intelligence a Casablanca e nel Quebec, esperienza che influenzò la stesura de La pelle dei nostri denti (1942), parabola surreale sulla famiglia Antrobus che sopravvive a catastrofi bibliche e storiche, glaciazione, diluvio, guerra, in un equilibrio tra farsa e dramma, terzo atto unico innovativo che gli valse il terzo premio Pulitzer.

Tornato alla narrativa, pubblicò Le idi di marzo (1948), fantasia epistolare sugli ultimi giorni di Cesare a Roma che fonde storia reale e invenzione joyceiana, e collaborò a sceneggiature hollywoodiane come L'ombra del dubbio di Hitchcock (1943), mentre negli anni '60 vinse il National Book Award con L'ottavo giorno (1967), romanzo su due fratelli gemelli separati dal destino in un'Illinois industriale, esplorando temi di eredità e redenzione.

Negli ultimi anni insegnò letteratura comparata a Chicago e Yale, strinse amicizie con Montgomery Clift e Gerald Murphy, musa di Fitzgerald, e viaggiò in Europa, completando opere come Il vigile marinaio (1939) sul mare e la guerra.

Morì nel Connecticut, per un attacco cardiaco, lasciando un'eredità di sperimentazione teatrale che abolì la quarta parete e universalizzò l'esperienza umana.


Frasi di Thornton Wilder

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Persino la memoria non è necessaria all'amore.


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