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Persino la memoria non è necessaria all'amore.
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Questo era essere vivi. Muoversi in una nube d'ignoranza; calpestare, avanti e indietro, i sentimenti delle persone intorno a te. Spendere e sciupare il tempo come se avessi a disposizione un milione d'anni. Essere sempre alla mercè di questa o quella passione egoistica.
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I morti non continuano per molto tempo a interessarsi a noi. Un po' per volta lasciano andare la presa, si staccano dalla terra, dalle ambizioni che avevano, e dai piaceri che erano i loro, e dalle cose di cui soffrivano, e dalle persone che amavano. Svaniscono dalla terra, così fanno, svaniscono.
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Persino la memoria non è necessaria all'amore. C'è un paese dei vivi e un paese dei morti, e il ponte fra l'uno e l'altro è l'amore, l'unica sopravvivenza, l'unico significato.
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Alcuni sostengono che non sapremo mai, che per gli dèi noi siamo come le mosche uccise dai bambini nelle giornate estive. Altri dicono che perfino i passeri non perdono una penna senza che il dito stesso di Dio si muova per farla cadere.
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Uno dei vantaggi del servizio militare è che ti mette in contatto quotidiano con persone al di fuori del campo letterario, coloro che hanno letto solo un libro nella vita, L'isola del tesoro, e l'hanno dimenticato.