Biografia di Jules Renard

Jules Renard
Nazione: Francia    
Pierre-Jules Renard nacque il 22 febbraio 1864 a Châlons-du-Maine, Francia e morì il 22 maggio 1910 a Parigi. Fu scrittore, commediografo e aforista.

Quarto e ultimo figlio di François Renard, un costruttore e appaltatore di lavori pubblici, e di Anne-Rosalie Colin, fu battezzato Pierre-Jules. Poco dopo la nascita la famiglia si trasferì a Chitry-les-Mines, un piccolo villaggio del Nivernais, nella Borgogna occidentale, dove egli trascorse l'infanzia e a cui rimase legato per tutta la vita.

Il padre, uomo taciturno e distaccato, e la madre, dura, dispotica e scarsamente affettuosa, formavano una coppia che non comunicava e il clima domestico fu segnato dall'isolamento e dal rancore. Jules, a differenza dei fratelli maggiori Amélie e Maurice, fu il bambino meno amato, e da questa esperienza avrebbe tratto lo spunto per il suo libro più famoso.

Frequentò il collegio di Nevers e poi, dal 1881, il liceo Charlemagne a Parigi, con l'intenzione di prepararsi all'École normale supérieure. Non riuscì a entrare e non completò gli studi superiori, ma la capitale gli offrì la scoperta della vita letteraria. Cominciò a scrivere versi e racconti, frequentando caffè e redazioni, e nel 1886 pubblicò a proprie spese una raccolta di poesie, Les roses. Nel 1888 uscì il romanzo breve Crime de village e nello stesso anno sposò Marie Morneau, detta Marinette, che gli rimase accanto per tutta la vita e da cui ebbe due figli, Fantec e Baïe.

Fin da giovane Renard fu un osservatore minuzioso e ironico, attento ai dettagli della vita di provincia e della natura. Nel 1890 fu tra i fondatori del Mercure de France, la rivista simbolista diretta da Alfred Vallette, con cui collaborò a lungo e dove frequentò Rachilde, Rémy de Gourmont e altri scrittori della nuova generazione.

In quegli anni pubblicò Sourires pincés (1890), raccolta di novelle, e L'ècornifleur (1892), un romanzo che racconta di un giovane scrittore parassita in casa di una famiglia borghese, scritto con uno stile secco e sarcastico.

Il successo arrivò nel 1894 con Poil de carotte ("Pel di carota"), romanzo in cui narra la storia di un ragazzo rosso di capelli, umiliato e maltrattato dalla madre, ignorato dal padre e difeso solo da una sorta di ironia di fondo. L'opera, ispirata in gran parte alla sua infanzia, venne accolta con entusiasmo: una versione teatrale, messa in scena nel 1900, ottenne un grande successo e, nel Novecento, il libro fu portato più volte sullo schermo, tra cui la versione del 1925 di Julien Duvivier. Nello stesso anno uscì Le vigneron dans sa vigne, serie di brevi quadretti sulla vita di campagna.

Nel 1896 pubblicò Histoires naturelles, la sua opera più compiuta e più nota insieme a Poil de carotte. Il libro è una raccolta di brevi ritratti di animali, descritti con una precisione quasi scientifica e al tempo stesso con umorismo, tenerezza e ironia, in una prosa asciutta e di una concisione estrema.

Il lavoro fu poi ripubblicato nel 1899 con illustrazioni di Henri de Toulouse-Lautrec, e venne più tardi musicato da Maurice Ravel. Nello stesso periodo uscirono anche La maîtresse (1896), Le plaisir de rompre (1897) e Le pain de ménage (1898), brevi pièces teatrali di impianto sobrio e psicologico.

La sua vita privata fu segnata da gravi lutti: nel 1897 il padre, malato e sconfortato, si tolse la vita, un evento che lo colpì profondamente e che segnò gli anni successivi. Pur lavorando a Parigi, il suo animo restava legato a Chitry, dove tornava appena possibile e dove, dal 1900, fu consigliere municipale e, dal 1904, sindaco.
Fu un amministratore scrupoloso, vicino ai suoi concittadini. Nel 1900 ricevette la Legion d'onore e nel 1907 fu eletto all'Académie Goncourt. Frequentò figure del mondo letterario e teatrale del tempo, tra cui Edmond Rostand, Lucien Guitry, Tristan Bernard e Alphonse Daudet, per il quale nutriva grande stima.

Negli ultimi anni pubblicò ancora Bucoliques (1898), Nos frères farouches (1907) e Ragotte (1909), e continuò a scrivere articoli e pensieri sparsi. Il 1909 fu segnato da un nuovo dolore: la madre, ormai anziana e malata, morì cadendo in un pozzo, forse in modo volontario. Lui stesso, già provato da una malattia cardiaca e da un'arteriosclerosi che lo logorava, si spense a Parigi nel 1910, a quarantasei anni. Fu sepolto a Chitry-les-Mines.

Dopo la morte la sua vedova pubblicò il Journal, il diario tenuto dal 1887 fino alla fine, che apparve in versione ridotta nel 1925 e in edizione più completa nel 1935. Questo testo, ricco di osservazioni sulla letteratura, sulla società e su di sé, è considerato uno dei più importanti diari letterari della Francia moderna e ha contribuito in modo decisivo alla sua fama postuma.


Frasi di Jules Renard

Per ora abbiamo un totale di 151 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

L'ideale di calma risiede in un gatto seduto.


Le trovi comunque tutte qui di seguito.

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