Frasi di Jules Renard

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Sognatore come un gatto che guarda sul soffitto i raggi luminosi di una lampada.

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Com'è noioso il lutto! In ogni momento bisogna ricordarsi che si è tristi.

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Lo sguardo accattone dell'attore che in tutte le circostanze, anche nelle più gravi, si volge intorno per assicurarsi che lo si guarda e che lo si è riconosciuto.

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La rara, la breve gioia di sentire che ci si perfeziona un poco ogni anno.

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La mia letteratura è come una serie di lettere indirizzate a me stesso, che io vi permetto di leggere.

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Se si potesse rileggermi prima di leggermi, mi si amerebbe molto di più.

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Sono uno scrittore cui solamente il desiderio della perfezione impedisce di essere grande.

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Il laico è l'uomo che cerca infaticabilmente Dio e non lo trova mai.

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L'amore è come una clessidra: quando si riempie il cuore, si svuota il cervello.

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Salvo complicazioni, morirà.

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Occorre che l'uomo libero si prenda ogni tanto la libertà di essere schiavo.

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La più stupida esagerazione è quella delle lagrime. È seccante come un rubinetto che non si chiude.

63/131

Lo stile è l'oblio di tutti gli stili.

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Occorre amare la natura e gli uomini malgrado il loro fango.

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La mano che scrive deve cercare di ignorare sempre l'occhio che legge.

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Il più grand'uomo è solamente un fanciullo che la vita ha ingannato.

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Se vuoi essere sicuro di far sempre il tuo dovere, fa' quello che ti riesce sgradevole.

68/131

Tutto quello che siamo lo abbiamo messo nel nostro primo libro. Più tardi non facciamo che strappare le gramigne dei nostri difetti e coltivare le nostre prime qualità, quando proprio ci riesce di fare qualcosa.

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I rimorsi vanno avanti e indietro vestiti con un piccolo abito da carabiniere.

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Quella bambina sembra in gabbia dietro la sua grandiosa arpa ondulata, e continua a grattare con le dita le sbarre della sua gabbia.

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La morte potrebbe essere il sogno se, tratto tratto, si potesse aprire un occhio.

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"Cornuto": strano che questa parolina non abbia il femminile.

73/131

Non sono fatto per la lotta. Sono fatto per uccidere la gente a fucilate nel deretano.

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Le contadine sono come i fiori dei campi che, se li fiuti, o non sanno di niente o puzzano.

75/131

L'acqua limacciosa della memoria, dove tutto ciò che cade si nasconde. Se la si muove, qualcosa torna a galla.

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La saggezza del contadino è solamente ignoranza che non osa esprimersi.

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Elogio funebre: la metà di questi elogi gli sarebbero bastati quando era vivo.

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Il pinguino con le punte delle ali nel taschino del gilè.

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Si dovrebbe scrivere come si respira. Un respiro armonioso, con le sue lentezze e i suoi ritmi all'improvviso affrettati, un respiro naturale, ecco, il simbolo del bello stile.

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Del resto, ho finito. Potrei ricominciare e sarebbe meglio: ma nessuno se ne accorgerebbe. È meglio che sia finita.

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Il sole si alza prima di me, ma io mi corico dopo di lui. Siamo pari e patta.

82/131

Noi siamo tutti dei poveri imbecilli (parlo per me, beninteso) incapaci di essere buoni o cattivi per due ore intere di seguito.

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Il nostro amore per la campagna: un rustico fuoco di paglia.

84/131

La paura della morte fa amare il lavoro che è tutta la vita.

85/131

La vita porta a tutto, a condizione di uscirne.

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I contadini combattono la sporcizia solamente con il sudore.

87/131

Non so se è possibile correggersi dei propri difetti, ma so che si può esser presi dal disgusto dalle proprie qualità soprattutto quando le si ritrova negli altri.

88/131

Sully Prudhomme è uno scrittore di una profondità sempre eguale. Ci si fa il bagno dentro senza paura e si tocca sempre il fondo.

89/131

Sono malato, e vorrei dire cose profonde, un po' storiche, di quelle che gli amici ripeterebbero; ma sono troppo stanco di nervi.

90/131

Non capisco nulla della vita, ma non dico sia impossibile che Dio ci capisca qualcosa.

91/131

Il mare è l'abisso colmo fino al limite.

92/131

Sulla Terra non c'è il paradiso, ma ci sono dei pezzi di esso.

93/131

Chi non ha la malattia dello scrupolo non deve nemmeno sognare di essere onesto.

94/131

Bisogna dire la verità, almeno qualche volta, tanto per essere creduti il giorno in cui mentiremo.

95/131

L'uomo è un animale che alza gli occhi al cielo e non vede che i ragni del soffitto.

96/131

Ci sono persone così noiose che ci fanno perdere una giornata in cinque minuti.

97/131

George Sand, la vacca bretone della letteratura.

98/131

Non so se uno si corregge dei suoi difetti, ma certo si disgusta delle sue qualità, specialmente quando le ritrova negli altri.

99/131

Quante persone hanno voluto suicidarsi e si sono contentate di strappare la propria fotografia!

100/131

Ci sono momenti in cui tutto va bene: non ti spaventare, non dura.


Biografia di Jules Renard