Frasi di Jules Renard

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È più facile essere generosi che non rimpiangerlo.

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Non tutti possono essere orfani.

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Verlaine, un Socrate da letamaio.

104/141

L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.

105/141

L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà d'essere schiavo.

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Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio, per la sua reputazione, se non esistesse.

107/141

Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

108/141

So che la letteratura non dà da mangiare all'uomo che vi si dedica. Per fortuna io non ho mai molto appetito.

109/141

Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.

110/141

Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

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La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.

112/141

Mallarmé è intraducibile anche in francese.

113/141

Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte.

114/141

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna. Essa ha un suo modo molto cattivo di essere buona.

115/141

I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

116/141

L'ironia è un elemento della felicità.

117/141

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

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Tirando fuori dal pozzo la loro verità gli indiscreti bagnano dappertutto.

119/141

I contadini guardano troppo il cimitero e non abbastanza la morte.

120/141

Mia madre tossisce sempre, non perché abbia bisogno di tossire, ma per far sapere che c'è.

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Anche i funerali hanno qualcosa di buono: servono per far riconciliare le famiglie.

122/141

Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle non oseremmo più lamentarci.

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I moralisti che decantano il lavoro mi fanno pensare a quei tipi che sono stati ingannati dal richiamo di un baraccone di fiera e, per vendicarsi, cercano di farci entrare gli altri.

124/141

Per un occhio che guardi un po' in fondo alle cose, la modestia non è che una forma, anche più visibile, della vanità.

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Come sindaco devo preoccuparmi della buona manutenzione delle strade di campagna: come poeta preferirei che fossero trascuratissime.

126/141

Lo stile deve purificarsi come l'acqua che diventa chiara, a forza di lavoro, e per così dire, a furia di consumarsi sui ciottoli.

127/141

Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.

128/141

Da quando ho conosciuto i veri contadini, ogni bucolica mi è sembrata una bugia: anche le mie.

129/141

Quella donna aveva tanto amato che, quando ci si avvicinava troppo a lei, si udiva, in fondo alla delicata conchiglia del suo orecchio, un lontano stormire di parole d'amore.

130/141

In quel viso segnato del vaiolo sembra che ci sia scritto qualcosa con i caratteri Braille, coi caratteri per i ciechi.

131/141

So finalmente cosa distingue l'uomo dalle bestie; le difficoltà pecuniarie.

132/141

Quando penso che forse non sarei socialista se avessi potuto scrivere una commedia in tre atti!

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Slavi: scrittori che scrivono fra le righe invece che scriverci sopra.

134/141

Ho l'anima anticlericale e un cuore da monaco.

135/141

Femminismo. Sì: credo che sia giusto, prima di far fare un figlio a una donna, domandarle se lo vuole.

136/141

Se temi la solitudine, cerca di non essere giusto.

137/141

E il vento? Tutte le folate di vento vengono a lamentarsi alla sua porta.

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Vivo chiuso nella mia pigrizia come dentro una prigione.

139/141

Non scrivo troppo perché non mi arrischio mai troppo.

140/141

Ci si fida tanto della posterità. Ma perché gli uomini di domani dovrebbero essere meno stupidi di quelli di oggi?

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La parola più vera, la parola più esatta, quella più densa di significato è la parola "nulla".


Biografia di Jules Renard