Frasi di Jules Renard

101/121

È più facile essere generosi che non rimpiangerlo.

102/121

Non tutti possono essere orfani.

103/121

Verlaine, un Socrate da letamaio.

104/121

L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.

105/121

L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà d'essere schiavo.

106/121

Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio, per la sua reputazione, se non esistesse.

107/121

Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

108/121

So che la letteratura non dà da mangiare all'uomo che vi si dedica. Per fortuna io non ho mai molto appetito.

109/121

Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.

110/121

Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

111/121

La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.

112/121

Mallarmé è intraducibile anche in francese.

113/121

Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte.

114/121

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna. Essa ha un suo modo molto cattivo di essere buona.

115/121

I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

116/121

L'ironia è un elemento della felicità.

117/121

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

118/121

Tirando fuori dal pozzo la loro verità gli indiscreti bagnano dappertutto.

119/121

I contadini guardano troppo il cimitero e non abbastanza la morte.

120/121

Mia madre tossisce sempre, non perché abbia bisogno di tossire, ma per far sapere che c'è.

121/121

Anche i funerali hanno qualcosa di buono: servono per far riconciliare le famiglie.


Biografia di Jules Renard