Frasi di Jules Renard

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È più facile essere generosi che non rimpiangerlo.

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Non tutti possono essere orfani.

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Verlaine, un Socrate da letamaio.

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L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.

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L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà d'essere schiavo.

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Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio, per la sua reputazione, se non esistesse.

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Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

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So che la letteratura non dà da mangiare all'uomo che vi si dedica. Per fortuna io non ho mai molto appetito.

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Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.

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Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

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La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.

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Mallarmé è intraducibile anche in francese.

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Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte.

114/131

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna. Essa ha un suo modo molto cattivo di essere buona.

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I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

116/131

L'ironia è un elemento della felicità.

117/131

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

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Tirando fuori dal pozzo la loro verità gli indiscreti bagnano dappertutto.

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I contadini guardano troppo il cimitero e non abbastanza la morte.

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Mia madre tossisce sempre, non perché abbia bisogno di tossire, ma per far sapere che c'è.

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Anche i funerali hanno qualcosa di buono: servono per far riconciliare le famiglie.

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Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle non oseremmo più lamentarci.

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I moralisti che decantano il lavoro mi fanno pensare a quei tipi che sono stati ingannati dal richiamo di un baraccone di fiera e, per vendicarsi, cercano di farci entrare gli altri.

124/131

Per un occhio che guardi un po' in fondo alle cose, la modestia non è che una forma, anche più visibile, della vanità.

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Come sindaco devo preoccuparmi della buona manutenzione delle strade di campagna: come poeta preferirei che fossero trascuratissime.

126/131

Lo stile deve purificarsi come l'acqua che diventa chiara, a forza di lavoro, e per così dire, a furia di consumarsi sui ciottoli.

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Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.

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Da quando ho conosciuto i veri contadini, ogni bucolica mi è sembrata una bugia: anche le mie.

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Quella donna aveva tanto amato che, quando ci si avvicinava troppo a lei, si udiva, in fondo alla delicata conchiglia del suo orecchio, un lontano stormire di parole d'amore.

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In quel viso segnato del vaiolo sembra che ci sia scritto qualcosa con i caratteri Braille, coi caratteri per i ciechi.

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So finalmente cosa distingue l'uomo dalle bestie; le difficoltà pecuniarie.


Biografia di Jules Renard