Frasi di Jules Renard

101/125

È più facile essere generosi che non rimpiangerlo.

102/125

Non tutti possono essere orfani.

103/125

Verlaine, un Socrate da letamaio.

104/125

L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.

105/125

L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà d'essere schiavo.

106/125

Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio, per la sua reputazione, se non esistesse.

107/125

Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

108/125

So che la letteratura non dà da mangiare all'uomo che vi si dedica. Per fortuna io non ho mai molto appetito.

109/125

Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.

110/125

Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

111/125

La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.

112/125

Mallarmé è intraducibile anche in francese.

113/125

Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte.

114/125

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna. Essa ha un suo modo molto cattivo di essere buona.

115/125

I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

116/125

L'ironia è un elemento della felicità.

117/125

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

118/125

Tirando fuori dal pozzo la loro verità gli indiscreti bagnano dappertutto.

119/125

I contadini guardano troppo il cimitero e non abbastanza la morte.

120/125

Mia madre tossisce sempre, non perché abbia bisogno di tossire, ma per far sapere che c'è.

121/125

Anche i funerali hanno qualcosa di buono: servono per far riconciliare le famiglie.

122/125

Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle non oseremmo più lamentarci.

123/125

I moralisti che decantano il lavoro mi fanno pensare a quei tipi che sono stati ingannati dal richiamo di un baraccone di fiera e, per vendicarsi, cercano di farci entrare gli altri.

124/125

Per un occhio che guardi un po' in fondo alle cose, la modestia non è che una forma, anche più visibile, della vanità.

125/125

Come sindaco devo preoccuparmi della buona manutenzione delle strade di campagna: come poeta preferirei che fossero trascuratissime.


Biografia di Jules Renard