Frasi di Jules Renard

101/118

È più facile essere generosi che non rimpiangerlo.

102/118

Non tutti possono essere orfani.

103/118

Verlaine, un Socrate da letamaio.

104/118

L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.

105/118

L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà d'essere schiavo.

106/118

Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio, per la sua reputazione, se non esistesse.

107/118

Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

108/118

So che la letteratura non dà da mangiare all'uomo che vi si dedica. Per fortuna io non ho mai molto appetito.

109/118

Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.

110/118

Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

111/118

La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.

112/118

Mallarmé è intraducibile anche in francese.

113/118

Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte.

114/118

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna. Essa ha un suo modo molto cattivo di essere buona.

115/118

I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

116/118

L'ironia è un elemento della felicità.

117/118

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

118/118

Tirando fuori dal pozzo la loro verità gli indiscreti bagnano dappertutto.


Biografia di Jules Renard