Frasi di Jules Renard

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È più facile essere generosi che non rimpiangerlo.

102/151

Non tutti possono essere orfani.

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Verlaine, un Socrate da letamaio.

104/151

L'invidia, il sentimento più fortificante e più puro.

105/151

L'uomo libero deve prendersi qualche volta la libertà d'essere schiavo.

106/151

Non so se Dio esiste, ma sarebbe meglio, per la sua reputazione, se non esistesse.

107/151

Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

108/151

So che la letteratura non dà da mangiare all'uomo che vi si dedica. Per fortuna io non ho mai molto appetito.

109/151

Balzac è forse il solo scrittore che abbia il diritto di scrivere male.

110/151

Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

111/151

La posterità apparterrà agli scrittori secchi, agli scrittori stitici.

112/151

Mallarmé è intraducibile anche in francese.

113/151

Tanto io che il povero maiale non saremo apprezzati che dopo la nostra morte.

114/151

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna. Essa ha un suo modo molto cattivo di essere buona.

115/151

I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

116/151

L'ironia è un elemento della felicità.

117/151

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

118/151

Tirando fuori dal pozzo la loro verità gli indiscreti bagnano dappertutto.

119/151

I contadini guardano troppo il cimitero e non abbastanza la morte.

120/151

Mia madre tossisce sempre, non perché abbia bisogno di tossire, ma per far sapere che c'è.

121/151

Anche i funerali hanno qualcosa di buono: servono per far riconciliare le famiglie.

122/151

Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle non oseremmo più lamentarci.

123/151

I moralisti che decantano il lavoro mi fanno pensare a quei tipi che sono stati ingannati dal richiamo di un baraccone di fiera e, per vendicarsi, cercano di farci entrare gli altri.

124/151

Per un occhio che guardi un po' in fondo alle cose, la modestia non è che una forma, anche più visibile, della vanità.

125/151

Come sindaco devo preoccuparmi della buona manutenzione delle strade di campagna: come poeta preferirei che fossero trascuratissime.

126/151

Lo stile deve purificarsi come l'acqua che diventa chiara, a forza di lavoro, e per così dire, a furia di consumarsi sui ciottoli.

127/151

Piangiamo sulla povertà, ma non inteneriamoci per l'avarizia nemmeno se è l'avarizia di un povero.

128/151

Da quando ho conosciuto i veri contadini, ogni bucolica mi è sembrata una bugia: anche le mie.

129/151

Quella donna aveva tanto amato che, quando ci si avvicinava troppo a lei, si udiva, in fondo alla delicata conchiglia del suo orecchio, un lontano stormire di parole d'amore.

130/151

In quel viso segnato del vaiolo sembra che ci sia scritto qualcosa con i caratteri Braille, coi caratteri per i ciechi.

131/151

So finalmente cosa distingue l'uomo dalle bestie; le difficoltà pecuniarie.

132/151

Quando penso che forse non sarei socialista se avessi potuto scrivere una commedia in tre atti!

133/151

Slavi: scrittori che scrivono fra le righe invece che scriverci sopra.

134/151

Ho l'anima anticlericale e un cuore da monaco.

135/151

Femminismo. Sì: credo che sia giusto, prima di far fare un figlio a una donna, domandarle se lo vuole.

136/151

Se temi la solitudine, cerca di non essere giusto.

137/151

E il vento? Tutte le folate di vento vengono a lamentarsi alla sua porta.

138/151

Vivo chiuso nella mia pigrizia come dentro una prigione.

139/151

Non scrivo troppo perché non mi arrischio mai troppo.

140/151

Ci si fida tanto della posterità. Ma perché gli uomini di domani dovrebbero essere meno stupidi di quelli di oggi?

141/151

La parola più vera, la parola più esatta, quella più densa di significato è la parola "nulla".

142/151

Per fare teatro, occorre avere l'entusiasmo della menzogna.

143/151

La donna non dovrebbe vivere che una stagione su quattro. Dovrebbe ricomparire tutti gli anni.

144/151

Attrici. Bisogna sempre imparare l'arte di scavalcare le mani che vi porgono da baciare.

145/151

La vecchia attrice con la faccia di pesce cerca sempre di parlarvi in controluce.

146/151

Sono un albero secco che aspetta solamente le foglie degli altri.

147/151

Gli abbaini sembrano gli occhi quadrati dei tetti.

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Bisogna che la tua pagina sull'autunno ti dia lo stesso piacere che ti darebbe passeggiare sulle foglie morte.

149/151

Immaginate la vita senza la morte. Per la disperazione si tenterebbe tutti i giorni di uccidersi.

150/151

Certi amici diffidano di noi come se credessero che noi si conosca il fondo della loro anima.


Biografia di Jules Renard