Biografia di Abel Hermant
Nazione: Francia
Abel Hermant nacque a Parigi il 3 febbraio 1862 e morì a Chantilly, Francia il 29 settembre 1950. Fu scrittore e drammaturgo.
Era figlio dell'architetto Achille Hermant, fratellastro dell'architetto Jacques Hermant e fratello del musicista Pierre Hermant. Per parte di nonna paterna, Geneviève Redouté, contava nella sua famiglia anche i pittori Henri-Joseph Redouté e Pierre-Joseph Redouté. Crebbe dunque in un ambiente familiare impregnato di arte e cultura e dimostrò fin da giovane un'intelligenza fuori dal comune.
Allievo brillante al liceo Bonaparte, poi rinominato liceo Fontanes e infine Condorcet, ottenne il primo premio di dissertazione francese al concorso generale, e fu ammesso primo all'École Normale Supérieure, dove ebbe come amici e condiscepoli Jean Jaurès e René Doumic.
Tuttavia, come un sacerdote che scopre di non avere la vocazione nell'istante stesso di ricevere gli ordini, si accorse ben presto di non avere il temperamento dell'insegnante e si dimise alla fine del primo anno per consacrarsi interamente alla letteratura.
Fu la frequentazione del mondo letterario parigino a definire la sua formazione intellettuale. Invitato a Champrosay da Alphonse Daudet, di cui aveva fatto la conoscenza, vi incontrò tra gli altri i fratelli Goncourt, Émile Zola e Joris-Karl Huysmans.
Frequentò il celebre "Grenier" dei Goncourt, fu ricevuto da Zola a Médan e figurò tra gli ospiti abituali del salotto di madame Charpentier, moglie dell'editore Georges Charpentier. Proprio in quel salotto incontrò la donna che sarebbe diventata sua moglie: dopo il fidanzamento celebrato nella residenza di campagna dei Charpentier, sposò il 26 novembre 1888 Georgette Charpentier, figlia dell'editore, la stessa bambina che figura nel celebre dipinto di Renoir "Madame Georges Charpentier e i suoi figli". I testimoni del matrimonio religioso celebrato nella chiesa di Saint-Thomas d'Aquin furono Alphonse Daudet, Edmond de Goncourt, Émile Zola e Théodore de Banville.
Il primo lavoro pubblicato da Hermant fu un volume di versi, Les Mépris (1883), dopodiché si orientò verso il romanzo. Esordì con romanzi concepiti secondo l'estetica naturalista, con un tono di polemica sociale peculiare di quella scuola.
Il libro che lo rivelò al grande pubblico fu Le Cavalier Miserey (1887), storia di un giovane ufficiale di cavalleria che, nel tentativo di sfuggire alla mediocrità dell'ambiente militare, si ritrova travolto da una serie di vicende drammatiche. L'opera suscitò uno scandalo considerevole per la sua critica impietosa all'istituzione militare, ma tra i difensori di Hermant comparve un capitano destinato a diventare maresciallo di Francia, Hubert Lyautey, che avrebbe poi favorito la sua entrata all'Académie française. Lo scandalo finì per giovare al libro, che conobbe un ampio successo.
A partire dal 1890, sotto l'influenza del romanzo psicologico di Paul Bourget, Hermant portò il proprio interesse sull'analisi dei sentimenti e affermò la sua originalità come osservatore di un mondo elegante e aristocratico, rivelando una sorta di vocazione alla Saint-Simon nella lunga serie di volumi riuniti sotto il titolo Mémoires pour servir à l'histoire d'une société.
Questa serie, che comprendeva tra gli altri Les souvenirs du vicomte de Courpière (1901), La confession d'un enfant d'hier, La confession d'un enfant d'aujourd'hui e Monsieur de Courpière marié, costituì la sua creazione più riuscita e duratura. Nel 1897 pubblicò Les transatlantiques, romanzo dialogato che ritraeva con sarcasmo le avventure di una ricchissima famiglia americana trapiantata nell'alta società francese, opera che consolidò la sua fama di ritrattista feroce dei costumi della Belle Époque.
La vita privata di quegli anni fu segnata da una tragedia: il loro figlio unico, Marcel, morì a ventotto giorni di vita il 20 gennaio 1890, e la coppia divorziò nel 1892. Quel dolore non spense tuttavia l'energia creativa di Hermant, che continuò a produrre con ritmo instancabile romanzi, pièces teatrali e cronache.
François Mauriac avrebbe scritto di lui: "Se Proust non fosse esistito, ci si sarebbe forse accorti che i Mémoires d'un enfant d'hier di Abel Hermant e il suo Monsieur de Courpière non erano poi niente di poco conto".
Parallelamente alla narrativa, Hermant coltivò una vera e propria ossessione per la purezza della lingua francese. Purista accanito, difese la correttezza nell'uso del linguaggio non soltanto nei suoi libri, ma anche attraverso articoli giornalistici, raccolti in volumi come Les samedis de M. Lancelot (1932), Savoir parler (1935) e Défense de la langue française (1938). Questo suo impegno lo rese uno dei principali collaboratori alla stesura della Grammatica pubblicata nel 1932 dall'Académie française.
Fu eletto all'Académie française il 30 giugno 1927, al seggio di René Boylesve, dopo tre insuccessi e sei elezioni in bianco; fu ricevuto il 19 gennaio 1928 da Henri-Robert, e avrebbe a sua volta accolto Jacques de Lacretelle nel 1938. Quella consacrazione istituzionale sembrò il coronamento di una lunga carriera dedicata alle lettere francesi.
Ma la Seconda guerra mondiale avrebbe ribaltato tutto. Durante l'Occupazione collaborò alla stampa parigina fiancheggiando il regime nazista. Fu arrestato dopo la Liberazione, condannato il 15 dicembre 1945 e, di conseguenza, escluso dall'Académie française e radiato dalla Légion d'honneur, di cui era Comandante. La sua poltrona accademica, insieme a quella di Abel Bonnard, fu messa straordinariamente a disposizione benché egli fosse ancora in vita.
Graziato e liberato nel 1948, Abel Hermant tentò di giustificarsi della sua condotta durante l'Occupazione nell'opera Le treizième cahier. Morì a Chantilly nel 1950, lasciando un'eredità letteraria ingombrante e contraddittoria: quella di uno scrittore che aveva saputo ritrarre con acume e ironia i vizi di una società elegante e fatua, salvo cedere egli stesso, nella vecchiaia, alle lusinghe del potere più oscuro del suo tempo.
Era figlio dell'architetto Achille Hermant, fratellastro dell'architetto Jacques Hermant e fratello del musicista Pierre Hermant. Per parte di nonna paterna, Geneviève Redouté, contava nella sua famiglia anche i pittori Henri-Joseph Redouté e Pierre-Joseph Redouté. Crebbe dunque in un ambiente familiare impregnato di arte e cultura e dimostrò fin da giovane un'intelligenza fuori dal comune.
Allievo brillante al liceo Bonaparte, poi rinominato liceo Fontanes e infine Condorcet, ottenne il primo premio di dissertazione francese al concorso generale, e fu ammesso primo all'École Normale Supérieure, dove ebbe come amici e condiscepoli Jean Jaurès e René Doumic.
Tuttavia, come un sacerdote che scopre di non avere la vocazione nell'istante stesso di ricevere gli ordini, si accorse ben presto di non avere il temperamento dell'insegnante e si dimise alla fine del primo anno per consacrarsi interamente alla letteratura.
Fu la frequentazione del mondo letterario parigino a definire la sua formazione intellettuale. Invitato a Champrosay da Alphonse Daudet, di cui aveva fatto la conoscenza, vi incontrò tra gli altri i fratelli Goncourt, Émile Zola e Joris-Karl Huysmans.
Frequentò il celebre "Grenier" dei Goncourt, fu ricevuto da Zola a Médan e figurò tra gli ospiti abituali del salotto di madame Charpentier, moglie dell'editore Georges Charpentier. Proprio in quel salotto incontrò la donna che sarebbe diventata sua moglie: dopo il fidanzamento celebrato nella residenza di campagna dei Charpentier, sposò il 26 novembre 1888 Georgette Charpentier, figlia dell'editore, la stessa bambina che figura nel celebre dipinto di Renoir "Madame Georges Charpentier e i suoi figli". I testimoni del matrimonio religioso celebrato nella chiesa di Saint-Thomas d'Aquin furono Alphonse Daudet, Edmond de Goncourt, Émile Zola e Théodore de Banville.
Il primo lavoro pubblicato da Hermant fu un volume di versi, Les Mépris (1883), dopodiché si orientò verso il romanzo. Esordì con romanzi concepiti secondo l'estetica naturalista, con un tono di polemica sociale peculiare di quella scuola.
Il libro che lo rivelò al grande pubblico fu Le Cavalier Miserey (1887), storia di un giovane ufficiale di cavalleria che, nel tentativo di sfuggire alla mediocrità dell'ambiente militare, si ritrova travolto da una serie di vicende drammatiche. L'opera suscitò uno scandalo considerevole per la sua critica impietosa all'istituzione militare, ma tra i difensori di Hermant comparve un capitano destinato a diventare maresciallo di Francia, Hubert Lyautey, che avrebbe poi favorito la sua entrata all'Académie française. Lo scandalo finì per giovare al libro, che conobbe un ampio successo.
A partire dal 1890, sotto l'influenza del romanzo psicologico di Paul Bourget, Hermant portò il proprio interesse sull'analisi dei sentimenti e affermò la sua originalità come osservatore di un mondo elegante e aristocratico, rivelando una sorta di vocazione alla Saint-Simon nella lunga serie di volumi riuniti sotto il titolo Mémoires pour servir à l'histoire d'une société.
Questa serie, che comprendeva tra gli altri Les souvenirs du vicomte de Courpière (1901), La confession d'un enfant d'hier, La confession d'un enfant d'aujourd'hui e Monsieur de Courpière marié, costituì la sua creazione più riuscita e duratura. Nel 1897 pubblicò Les transatlantiques, romanzo dialogato che ritraeva con sarcasmo le avventure di una ricchissima famiglia americana trapiantata nell'alta società francese, opera che consolidò la sua fama di ritrattista feroce dei costumi della Belle Époque.
La vita privata di quegli anni fu segnata da una tragedia: il loro figlio unico, Marcel, morì a ventotto giorni di vita il 20 gennaio 1890, e la coppia divorziò nel 1892. Quel dolore non spense tuttavia l'energia creativa di Hermant, che continuò a produrre con ritmo instancabile romanzi, pièces teatrali e cronache.
François Mauriac avrebbe scritto di lui: "Se Proust non fosse esistito, ci si sarebbe forse accorti che i Mémoires d'un enfant d'hier di Abel Hermant e il suo Monsieur de Courpière non erano poi niente di poco conto".
Parallelamente alla narrativa, Hermant coltivò una vera e propria ossessione per la purezza della lingua francese. Purista accanito, difese la correttezza nell'uso del linguaggio non soltanto nei suoi libri, ma anche attraverso articoli giornalistici, raccolti in volumi come Les samedis de M. Lancelot (1932), Savoir parler (1935) e Défense de la langue française (1938). Questo suo impegno lo rese uno dei principali collaboratori alla stesura della Grammatica pubblicata nel 1932 dall'Académie française.
Fu eletto all'Académie française il 30 giugno 1927, al seggio di René Boylesve, dopo tre insuccessi e sei elezioni in bianco; fu ricevuto il 19 gennaio 1928 da Henri-Robert, e avrebbe a sua volta accolto Jacques de Lacretelle nel 1938. Quella consacrazione istituzionale sembrò il coronamento di una lunga carriera dedicata alle lettere francesi.
Ma la Seconda guerra mondiale avrebbe ribaltato tutto. Durante l'Occupazione collaborò alla stampa parigina fiancheggiando il regime nazista. Fu arrestato dopo la Liberazione, condannato il 15 dicembre 1945 e, di conseguenza, escluso dall'Académie française e radiato dalla Légion d'honneur, di cui era Comandante. La sua poltrona accademica, insieme a quella di Abel Bonnard, fu messa straordinariamente a disposizione benché egli fosse ancora in vita.
Graziato e liberato nel 1948, Abel Hermant tentò di giustificarsi della sua condotta durante l'Occupazione nell'opera Le treizième cahier. Morì a Chantilly nel 1950, lasciando un'eredità letteraria ingombrante e contraddittoria: quella di uno scrittore che aveva saputo ritrarre con acume e ironia i vizi di una società elegante e fatua, salvo cedere egli stesso, nella vecchiaia, alle lusinghe del potere più oscuro del suo tempo.
Frasi di Abel Hermant
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Gli uomini sono i plebei della menzogna, le donne ne sono l'aristocrazia.
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