1/6
Si dissolva quanto è composto, il disordine succeda all'ordine.
2/6
Ma tu ricorda, popolo ucciso mio:
libertà è quella che i santi scolpiscono sempre
per i deserti, le caverne, in sé stessi.
3/6
Noi non crediamo più agli dèi lontani
né agli idoli e agli spettri che ci abitano.
La nostra fede è la croce della terra
dov'è crocifisso il figliuolo dell'uomo.
4/6
Come d'autunno si levano le foglie, di coetanei ne hai visti troppi volteggiare prima di posarsi. Era quel loro planare, più del cadere, che ti faceva paura.
5/6
La narrazione si situa sempre dopo, mai prima, di un atto critico.
6/6
La narrazione si situa sempre dopo, mai prima, di un atto critico; ecco perché la continua presenza del saggista Mann, la sua ironia culturale, possono essere tanto indisponenti, far sospettare la fabbricazione. Paragonatelo a Cechov, a Joyce, a Proust, a Kafka; vi parrà un filisteo.