1/10
Si dissolva quanto è composto, il disordine succeda all'ordine.
2/10
Ma tu ricorda, popolo ucciso mio:
libertà è quella che i santi scolpiscono sempre
per i deserti, le caverne, in sé stessi.
3/10
Noi non crediamo più agli dèi lontani
né agli idoli e agli spettri che ci abitano.
La nostra fede è la croce della terra
dov'è crocifisso il figliuolo dell'uomo.
4/10
Come d'autunno si levano le foglie, di coetanei ne hai visti troppi volteggiare prima di posarsi. Era quel loro planare, più del cadere, che ti faceva paura.
5/10
La narrazione si situa sempre dopo, mai prima, di un atto critico.
6/10
La narrazione si situa sempre dopo, mai prima, di un atto critico; ecco perché la continua presenza del saggista Mann, la sua ironia culturale, possono essere tanto indisponenti, far sospettare la fabbricazione. Paragonatelo a Cechov, a Joyce, a Proust, a Kafka; vi parrà un filisteo.
7/10
Se si crede in una frase di Brecht che dice: "La tentazione del bene è irresistibile", allora, si crede, anche, che si possano formare degli anticorpi capaci di trasformare lo schifo, la menzogna, le feci coltivate dalla cultura di massa in altro. È possibile, perciò, è doveroso mutare.
8/10
E presto ciò che avremo
tanto amato dovremo abbandonare.
9/10
Film come La dolce vita, mostrandoci con quanta splendida forza un artista possa servire una causa sbagliata, possono indurci, artisti o no, a servir meglio la nostra.
10/10
Avessi studiato da giovane.
Non sapessi la verità.