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Da un certo punto in poi non c'è più ritorno.
È questo il punto da raggiungere.
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L'uomo, torturato dai propri diavoli, si vendica insensatamente contro il prossimo.
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Per qualche motivo che ignoro, mi piaci moltissimo.
Molto, niente di irragionevole,
direi quel poco che basta a far sì che di notte, da solo, mi svegli e, non riuscendo a riaddormentarmi, inizi a sognarti.
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I genitori che si aspettano riconoscenza dai figli (e ce ne sono che addirittura la pretendono) sono come quegli usurai che rischiano volentieri il capitale per incassare gli interessi.
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Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo.
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Da un certo punto in avanti non c'è più modo di tornare indietro. È quello il punto al quale si deve arrivare.
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L'uomo legge per fare domande.
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Credere al progresso non significa credere che un progresso ci sia già stato.
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Il poeta è sempre più piccolo e più debole della media degli uomini. Per questo sente più intensamente, con più forza degli altri la pesantezza della sua presenza nel mondo. Il suo canto, per lui personalmente, è soltanto un grido. Per l'artista, l'arte è sofferenza dalla quale si libera in vista di una sofferenza nuova.
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Non esiste altro mondo fuorché il mondo spirituale. Quello che noi chiamiamo mondo sensibile è il Male nel mondo spirituale.
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Mentre si ride, si pensa che c'è sempre tempo per la serietà.
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Quando mi siedo al tavolo di lavoro, non mi sento più a mio agio, d'uno che fosse caduto sulla piazza dell'Opera in pieno traffico rompendosi le gambe.
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Scrivere come una forma di preghiera.
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La sofferenza è l'elemento positivo di questo mondo, è anzi l'unico legame fra questo mondo e il positivo.
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Il suicida è il prigioniero che, vedendo un patibolo in cortile, crede che sia destinato a lui; durante la notte evade dalla cella, scende nella corte e s'impicca da solo.
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La maggior parte dei vecchi hanno qualcosa di malfido, di menzognero nel loro modo di comportarsi con le persone più giovani di loro.
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La vita è una perpetua distrazione, che non lascia neppure prender coscienza di ciò da cui distrae.
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Il punto di vista dell'arte e quello della vita sono anche nell'artista punti di vista diversi.
20/34
L'istante decisivo dell'evoluzione umana dura sempre. Perciò i movimenti spirituali e rivoluzionari, che dichiarano nullo tutto ciò che è stato, lo fanno a giusto titolo, perché nulla è ancora successo.
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L'evoluzione umana, un crescere della potenza della morte.
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Tutte le fiabe sono uscite dalle profondità del sangue e della paura.
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Chi la possiede non la può definire, e quando uno la possiede, la sua definizione è gravata dalla mancanza di grazia. Il credente quindi non può e il miscredente non dovrebbe parlarne.
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Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.
25/34
I genitori che si aspettano gratitudine dai figli, e c'è persino chi la pretende, sono come usurai: rischiano volentieri il capitale pur di incassare gli interessi.
26/34
Il giornale presenta gli avvenimenti nel mondo, pietra accanto a pietra, lordura su lordura. Si tratta di un mucchio di terra e di sabbia. Che senso ha? Vedere la storia come un cumulo di avvenimenti non vuol dir niente. Ciò che conta è il senso degli avvenimenti.
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La giovinezza eterna è impossibile: anche se non ci fossero altri ostacoli, la renderebbe impossibile l'osservazione di sé stessi.
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Solo la nostra concezione del tempo ci permette di parlare del Giorno del Giudizio chiamandolo con quel nome; in effetti è un tribunale sommario in seduta perpetua.
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Ci sono due peccati cardinali dai quali derivano tutti gli altri: impazienza e pigrizia.
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Il lavoro intellettuale strappa l'uomo alla comunità umana. Il lavoro manuale, invece, conduce l'uomo verso gli uomini.
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I martiri non sottovalutano il corpo, lo fanno innalzare sulla croce. In ciò sono d'accordo con i loro nemici.
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Il celibato e il suicidio si situano a un livello di conoscenza analogo, il suicidio e il martirio assolutamente no, il martirio e il matrimonio forse.
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Il bisogno di metafisica non è altro che bisogno della morte.
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Le metafore sono una delle cose che mi fanno disperare della letteratura.