Frasi di Anton Cechov



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Una brava persona si vergogna anche davanti a un cane.

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Chi non desidera nulla spera nel nulla ed ha paura del nulla, non può essere un artista.

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Forse solo in paradiso l'umanità vivrà per il presente; finora è sempre vissuta d'avvenire.

4/37

La gente non se ne accorge se è estate o inverno quando è felice.

5/37

Quando mi veniva voglia di capire qualcuno o me stesso, prendevo in esame non le azioni, nelle quali tutto è convenzione, bensì i desideri. Dimmi cosa vuoi e ti dirò chi sei.

6/37

La sola differenza fra medici e avvocati è che gli avvocati si limitano a derubarti, mentre i dottori ti derubano e, per giunta, talvolta ti uccidono.

7/37

I pregiudizi e tutte le brutture e turpitudini della vita sono utili, perché col tempo si trasofrmano in qualcosa di utile, come il letame in humus.

8/37

È più facile chiedere ai poveri che ai ricchi.

9/37

Il dottore guardava Aboghin con quel profondo disprezzo, un po' cinico e non bello, con cui sanno guardare soltanto il dolore e la povertà, quando si vedono davanti la sazietà e l'eleganza.

10/37

In generale una frase, per bella e profonda che sia, agisce soltanto sugli indifferenti, ma non sempre può appagare chi è felice o infelice; perciò, suprema espressione della felicità o dell'infelicità appare più spesso il silenzio.

11/37

La vera felicità è impossibile senza la solitudine. Probabilmente l'angelo caduto tradì Dio perché desiderava la solitudine, che gli angeli non conoscono.

12/37

I solitari leggono molto, ma parlano poco e poco sentono dire: la vita per loro è misteriosa. Sono mistici e spesso vedono il diavolo dove non è.

13/37

Meglio perire per mano degli stupidi che averne gli elogi.

14/37

Chi fatica, chi soffre, quello è superiore.

15/37

Gli sventurati sono egoisti, cattivi, ingiusti, crudeli e ancor meno degli stolti, capaci di comprendersi l'un l'altro. La sventura non già unisce, ma divide gli uomini, e perfin là dove parrebbe che gli uomini dovessero essere legati dall'affinità del dolore, si commettono molte più ingiustizie e crudeltà che fra gente relativamente soddisfatta.

16/37

Forse il nostro universo si trova dentro al dente di qualche gigante.

17/37

Si dice che la verità trionfa sempre, ma questa non è una verità.

18/37

La vita, credete, segue il suo corso naturale e nessuno fa stecche, ognuno nella sua tromba suona quello che deve.

19/37

Koroliòv, come medico che giudicava correttamente dei mali cronici la cui causa originaria era incomprensibile e incurabile, considerava anche le fabbriche come un malinteso, la cui causa prima era del pari oscura e insopprimibile; e tutti i miglioramenti nella vita degli operai non li considerava superflui, ma li paragonava alla cura delle malattie inguaribili.

20/37

La capacità di credere in qualcosa è una facoltà dello spirito. Gli animali non la possiedono, i selvaggi e gli uomini poco evoluti hanno paura e dubbi. La capacità di fede è propria soltanto delle organizzazioni superiori.

21/37

Quando si ha voglia di bere sembra che si berrebbe un mare intero: questa è fede; e quando si comincia a bere, non si bevono più di due bicchieri: questa è scienza.

22/37

Ai miei pensieri sulla felicità umana si era sempre mescolato, chi sa perché, qualcosa di malinconico; ma ora, alla vista di un uomo felice, si impossessò di me un sentimento penoso, vicino alla disperazione.

23/37

Una volta nel gregge, è inutile che abbai: scondinzola.

24/37

Dicono che i filosofi e i veri saggi sono indifferenti. È falso. L'indifferenza è la paralisi dell'anima, è una morte prematura.

25/37

Bisogna rispettare la propria indifferenza e non scambiarla con nessun'altra cosa, perché per una brava persona anche l'indifferenza è una religione.

26/37

Per gli uomini di limitata intelligenza e con molto amor proprio ci sono momenti in cui la coscienza di essere infelici procura un certo godimento, ed essi civettano persino di fronte a sé stessi con le loro sofferenze.

27/37

L'intelligente ama istruirsi, lo stupido istruire.

28/37

Ah, libertà, libertà! Persino un vago accenno, persino una debole speranza che essa sia possibile dà le ali all'anima, non è vero?

29/37

Essere continuamente estasiati dalla natura indica povertà d'immaginazione.

30/37

Se temete la solitudine, non sposatevi.

31/37

La morte non vuole gli stupidi.

32/37

Una volta credevo che un originale fosse un malato e un anormale, ma oggi penso che lo stato normale d'un uomo sia di essere un originale.

33/37

Amare necessariamente i puri è egoismo. Cercare nella donna quel che non c'è in noi non è amore ma venerazione, perché bisogna amare chi ci è uguale.

34/37

Quel che proviamo quando siamo innamorati è forse la nostra condizione normale. L'amore mostra all'uomo quale dovrebbe essere.

35/37

Il sentimento d'autore è astioso, inesorabile, non conosce perdono.

36/37

Può essere bello solo ciò che è grave.

37/37

La capacità di credere a qualcosa è una facoltà dello spirito.




Biografia di Anton Cechov