Biografia di Arnold Bennett

Arnold Bennett
Nazione: Regno Unito    
Enoch Arnold Bennett nacque a Hanley, Inghilterra il 27 maggio 1867 e morì a Londra il 27 marzo 1931. Fu scrittore, drammaturgo e giornalista.

Nacque in una delle "Cinque Città" (Five Towns) dello Staffordshire, cuore industriale delle Potteries, figlio di Enoch Bennett, sarto metodista poi diventato ragioniere legale, e di Sarah Ann.

Visse in un ambiente piccolo-borghese e rigido; da bambino balbettava ma divorava Dickens e Scott e frequentò scuole locali prima di entrare a 17 anni nello studio paterno come impiegato, sognando già la fuga verso la letteratura.

A 21 anni si trasferì a Londra come commesso legale, ma abbandonò presto per il giornalismo: subeditore a Woman dal 1893, ne divenne direttore nel 1896, scrivendo serials rosa con lo pseudonimo "Jacquetta Tam" ed esordendo con il romanzo Un uomo del Nord (1898), crudo ritratto di fallimento provinciale, mentre passava le sue notti insonni a leggere Flaubert e Maupassant.

Nel 1902 pubblicò Anna delle Cinque Città, affresco realista sulle donne oppresse nelle fabbriche di ceramiche, e L'albergo Gran Babilonia, thriller frivolo di spie e hotel lussuosi, rivelando la sua duplice vena tra impegno sociale e intrattenimento commerciale.

Dopo la morte del padre nel 1903 si stabilì a Parigi, studiando i naturalisti francesi e sposando nel 1907 l'attrice Marguerite Soulié (da cui poi si separò nel 1921), dove produsse il capolavoro La vecchia signora ("The old wives' tale", 1908), epopea doppia di due sorelle, Sophia e Constance, dal 1860 al nuovo secolo tra corsetti, negozi di ceramiche e scandali coniugali nelle Five Towns, celebrato come vertice del realismo inglese.

Seguì la trilogia Clayhanger (1910), Hilda Lessways (1911) e These Twain (1916), cronaca minuziosa della vita di Edwin Clayhanger, tipografo ambizioso, dalla giovinezza repressa al matrimonio conflittuale, con descrizioni ossessive di interni, tè e nevrosi piccolo-borghesi.

Divenne autore teatrale di successo con The great adventure (1913) e Milestones (1912, a quattro mani con Edward Knoblock) e mentre era a Parigi lavorò anche come recensore per la rivista The new age, con lo pseudonimo di Jacob Tonson.

Sminuito e criticato da Virginia Woolf come "materialista" nel suo saggio Mr. Bennett and Mrs. Brown, tornò a Londra negli anni '20 vivendo a Chiltern Court con Dorothy Cheston, madre dei suoi figli. Scrisse Riceyman Steps (1923), cupo romanzo londinese su avarizia e tubercolosi, e un diario monumentale di oltre un milione di parole.

Morì a 63 anni di tifo, contratto bevendo l'acqua di Parigi durante un reportage, e venne sepolto a Burslem, lasciando 34 romanzi che fissarono il provincialismo industriale inglese con prosa densa e ironica.


Frasi di Arnold Bennett

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Il pessimismo, quando uno ci si abitua, è tanto gradevole quanto l'ottimismo.


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