Biografia di Adam Smith
Nazione: Regno Unito
Adam Smith nacque a Kirkcaldy, Scozia il 5 giugno 1723 e morì a Edimburgo, Scozia il 17 luglio 1790. Fu filosofo ed economista.
Era figlio di un funzionario delle dogane scozzese e di una figlia di un proprietario terriero. La sua giovinezza fu segnata da un evento tragico: il padre morì pochi mesi prima della sua nascita, e Smith crebbe così con la madre, Margaret Douglas, in un ambiente familiare che lo educò con valori di sobrietà e intelligenza.
Iniziò gli studi universitari all'età di 14 anni, nel 1737, presso l'Università di Glasgow, dove studiò filosofia morale sotto la guida di Francis Hutcheson, uno dei maggiori esponenti del pensiero filosofico scozzese del tempo e suo maestro, che influenzò profondamente la sua filosofia morale e sociale. Hutcheson fu per Smith una figura fondamentale, e la filosofia morale di Smith fu influenzata dalle lezioni del suo maestro.
Nel 1740, all'età di 17 anni, accedette al prestigioso Balliol College di Oxford per completare la sua formazione, ma non conservò un buon ricordo di quell'esperienza: a quei tempi Oxford era un'università molto conservatrice e con un modello educativo fortemente autoritario.
Dopo il ritorno in Scozia, nel 1750 si trasferì a Edimburgo, dove conobbe David Hume, grande filosofo noto come il padre dell'empirismo. Tra i due nacque una grande amicizia che durò tutta la vita. Hume fu uno dei personaggi più importanti con cui Smith ebbe contatti, e il loro rapporto di amicizia e collaborazione intellettuale fu fondamentale per il pensiero di entrambi.
Nel 1751, Smith ottenne la cattedra di logica all'Università di Glasgow, e nel 1752 divenne professore di filosofia morale nella stessa università, la stessa che era stata del suo maestro Hutcheson. Durante questo periodo, nel 1755, fondò con altri studiosi il periodico The Edinburgh Review, dimostrando il suo interesse per la divulgazione intellettuale.
Nel 1759 pubblicò la sua prima opera importante: Theory of moral sentiments ("Teoria dei sentimenti morali"), che gli procurò una certa notorietà nel mondo intellettuale scozzese ed europeo. Questa opera esplorava la natura dell'etica, fondando la sua filosofia morale su basi empiriche e psicologiche.
Nel 1763 Smith intraprese un viaggio in Europa in qualità di precettore privato del giovane duca di Buccleuch, rampollo di una prestigiosa famiglia scozzese. Questo viaggio in Francia, durato dal 1764 al 1766, fu un periodo fondamentale per la sua formazione intellettuale.
Durante l'itinerario, in particolare a Parigi, venne in contatto con alcune delle menti più brillanti dell'epoca, tra cui Voltaire, il famoso filosofo e scrittore francese, d'Alembert, e soprattutto François Quesnay e Anne Robert Jacques Turgot, economisti sostenitori di un modello di sviluppo basato sull'agricoltura, i fisiocratici. Smith fu influenzato dal loro pensiero e da quello di altri economisti come Locke, Petty, Hume e Steuart, che gli offrirono spunti per la sua teoria della moneta e della finanza pubblica.
Rientrato in Scozia, Smith si dedicò per dieci anni agli studi, ritirandosi a Kirkcaldy dove lavorò intensamente alla sua opera più importante. Nel 1767 pubblicò, in appendice alla terza edizione della Theory of moral sentiments, il saggio Considerations concerning the first formation of languages ("Considerazioni sulla prima formazione dei linguaggi").
Il 1776 fu l'anno del suo capolavoro: pubblicò An inquiry into the nature and causes of the wealth of nations ("La ricchezza delle nazioni"), opera che ebbe subito immensa diffusione anche all'estero e che rappresenta il primo sistema completo di economia politica. Questa opera è considerata il testo fondatore della scienza economica moderna, e Smith è universalmente riconosciuto come il "padre" dell'economia politica e il fondatore della scuola classica economica.
La ricchezza delle nazioni rappresenta il tentativo sistematico di spiegare in qual modo il libero esplicarsi delle forze individuali sul terreno economico dia luogo alla costituzione e allo sviluppo della società economica.
Nel 1778 Smith accettò l'incarico di commissario alle dogane a Edimburgo, carica che conservò fino alla morte, insieme a quella di rettore dell'Università di Glasgow, conferitagli nel 1787. Questo incarico pubblico dimostrava il prestigio che aveva acquisito nella società scozzese.
Nel 1795 vennero pubblicati, postumi, gli Essays on philosophical subjects ("Saggi filosofici"), e nel 1795 anche Lectures on justice, police, revenue and arms (1763).
Adam Smith morì a Edimburgo all'età di 67 anni. Per consenso quasi unanime è considerato il fondatore della scienza economica moderna: uno dei pochi studiosi che contestano tale affermazione è Joseph Schumpeter. Smith merita l'appellativo di "padre" dell'economia politica per avere genialmente intuito la natura del processo economico, per aver assimilato le più importanti idee del passato e per averle rielaborate in un unico corpo organico, dove è rintracciabile ogni problema che ha formato l'oggetto dell'analisi successiva.
Era figlio di un funzionario delle dogane scozzese e di una figlia di un proprietario terriero. La sua giovinezza fu segnata da un evento tragico: il padre morì pochi mesi prima della sua nascita, e Smith crebbe così con la madre, Margaret Douglas, in un ambiente familiare che lo educò con valori di sobrietà e intelligenza.
Iniziò gli studi universitari all'età di 14 anni, nel 1737, presso l'Università di Glasgow, dove studiò filosofia morale sotto la guida di Francis Hutcheson, uno dei maggiori esponenti del pensiero filosofico scozzese del tempo e suo maestro, che influenzò profondamente la sua filosofia morale e sociale. Hutcheson fu per Smith una figura fondamentale, e la filosofia morale di Smith fu influenzata dalle lezioni del suo maestro.
Nel 1740, all'età di 17 anni, accedette al prestigioso Balliol College di Oxford per completare la sua formazione, ma non conservò un buon ricordo di quell'esperienza: a quei tempi Oxford era un'università molto conservatrice e con un modello educativo fortemente autoritario.
Dopo il ritorno in Scozia, nel 1750 si trasferì a Edimburgo, dove conobbe David Hume, grande filosofo noto come il padre dell'empirismo. Tra i due nacque una grande amicizia che durò tutta la vita. Hume fu uno dei personaggi più importanti con cui Smith ebbe contatti, e il loro rapporto di amicizia e collaborazione intellettuale fu fondamentale per il pensiero di entrambi.
Nel 1751, Smith ottenne la cattedra di logica all'Università di Glasgow, e nel 1752 divenne professore di filosofia morale nella stessa università, la stessa che era stata del suo maestro Hutcheson. Durante questo periodo, nel 1755, fondò con altri studiosi il periodico The Edinburgh Review, dimostrando il suo interesse per la divulgazione intellettuale.
Nel 1759 pubblicò la sua prima opera importante: Theory of moral sentiments ("Teoria dei sentimenti morali"), che gli procurò una certa notorietà nel mondo intellettuale scozzese ed europeo. Questa opera esplorava la natura dell'etica, fondando la sua filosofia morale su basi empiriche e psicologiche.
Nel 1763 Smith intraprese un viaggio in Europa in qualità di precettore privato del giovane duca di Buccleuch, rampollo di una prestigiosa famiglia scozzese. Questo viaggio in Francia, durato dal 1764 al 1766, fu un periodo fondamentale per la sua formazione intellettuale.
Durante l'itinerario, in particolare a Parigi, venne in contatto con alcune delle menti più brillanti dell'epoca, tra cui Voltaire, il famoso filosofo e scrittore francese, d'Alembert, e soprattutto François Quesnay e Anne Robert Jacques Turgot, economisti sostenitori di un modello di sviluppo basato sull'agricoltura, i fisiocratici. Smith fu influenzato dal loro pensiero e da quello di altri economisti come Locke, Petty, Hume e Steuart, che gli offrirono spunti per la sua teoria della moneta e della finanza pubblica.
Rientrato in Scozia, Smith si dedicò per dieci anni agli studi, ritirandosi a Kirkcaldy dove lavorò intensamente alla sua opera più importante. Nel 1767 pubblicò, in appendice alla terza edizione della Theory of moral sentiments, il saggio Considerations concerning the first formation of languages ("Considerazioni sulla prima formazione dei linguaggi").
Il 1776 fu l'anno del suo capolavoro: pubblicò An inquiry into the nature and causes of the wealth of nations ("La ricchezza delle nazioni"), opera che ebbe subito immensa diffusione anche all'estero e che rappresenta il primo sistema completo di economia politica. Questa opera è considerata il testo fondatore della scienza economica moderna, e Smith è universalmente riconosciuto come il "padre" dell'economia politica e il fondatore della scuola classica economica.
La ricchezza delle nazioni rappresenta il tentativo sistematico di spiegare in qual modo il libero esplicarsi delle forze individuali sul terreno economico dia luogo alla costituzione e allo sviluppo della società economica.
Nel 1778 Smith accettò l'incarico di commissario alle dogane a Edimburgo, carica che conservò fino alla morte, insieme a quella di rettore dell'Università di Glasgow, conferitagli nel 1787. Questo incarico pubblico dimostrava il prestigio che aveva acquisito nella società scozzese.
Nel 1795 vennero pubblicati, postumi, gli Essays on philosophical subjects ("Saggi filosofici"), e nel 1795 anche Lectures on justice, police, revenue and arms (1763).
Adam Smith morì a Edimburgo all'età di 67 anni. Per consenso quasi unanime è considerato il fondatore della scienza economica moderna: uno dei pochi studiosi che contestano tale affermazione è Joseph Schumpeter. Smith merita l'appellativo di "padre" dell'economia politica per avere genialmente intuito la natura del processo economico, per aver assimilato le più importanti idee del passato e per averle rielaborate in un unico corpo organico, dove è rintracciabile ogni problema che ha formato l'oggetto dell'analisi successiva.
Frasi di Adam Smith
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Non vi è arte che un governo impari prima che cavare soldi dalle tasche della gente.
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