Biografia di Sandro Penna
Nazione: Italia
Sandro Penna nacque a Perugia il 12 giugno 1906 e morì a Roma il 21 gennaio 1977. Fu un poeta.
Nacque in una famiglia di commercianti, in un ambiente modesto che segnò la sua giovinezza con studi irregolari interrotti presto da un diploma in ragioneria e impieghi saltuari nella città natale.
Scoprì la passione per la poesia alla fine degli anni Venti, scrivendo versi limpidi e sensuali influenzati dalla lirica greca antica e dai poeti crepuscolari. Trascorse un'adolescenza appartata, segnata da una timidezza profonda e da un crescente interesse per l'amore fisico e gli incontri fugaci, temi che permearono fin da subito la sua produzione.
Nel 1929 si trasferì a Roma dove vivevano la madre e la sorella, e la capitale divenne il centro della sua esistenza e musa ossessiva delle sue poesie. Qui entrò in contatto con intellettuali chiave come Umberto Saba, che nel 1932 incoraggiò la pubblicazione delle sue prime liriche su riviste e lo sostenne per il debutto editoriale.
Collaborò negli anni Trenta con figure come Carlo Emilio Gadda, Cesare Pavese ed Eugenio Montale su testate ermetiche come "Letteratura" e "Il frontespizio", mentre frequentava ambienti letterari come il Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze.
La sua prima raccolta, Poesie, uscì nel 1939 proprio a Firenze grazie all'interessamento di Saba e Sergio Solmi, rivelando uno stile semplice, epigrammatico e melodico dedicato all'amore omosessuale, ai ragazzi di strada, ai tram romani, ai cinema bui e al mare, con una gioia strana e malinconica che rifiutava le ideologie del Novecento.
Negli anni successivi visse in precarietà economica, alternando lavori umili e dipendenza da amici e mecenati, pubblicando sporadicamente prose come il racconto Arrivo al mare nel 1955 e intensificando l'output poetico con Una strana gioia di vivere (1956, edito da Scheiwiller), che entusiasmò Pier Paolo Pasolini, il quale poi curò la raccolta completa Poesie per Garzanti nello stesso anno. Vinse così il Premio Viareggio nel 1957 tra polemiche per la sua tematica esclusiva d'amore sensuale.
Proseguì con opere come Poesie nuove (1963) e Stranezze (1976), che gli valse postumo il Premio Bagutta nel 1977, mantenendo un linguaggio piano e quotidiano che celebrava la bellezza effimera della vita fisica contro le convenzioni sociali.
Nacque in una famiglia di commercianti, in un ambiente modesto che segnò la sua giovinezza con studi irregolari interrotti presto da un diploma in ragioneria e impieghi saltuari nella città natale.
Scoprì la passione per la poesia alla fine degli anni Venti, scrivendo versi limpidi e sensuali influenzati dalla lirica greca antica e dai poeti crepuscolari. Trascorse un'adolescenza appartata, segnata da una timidezza profonda e da un crescente interesse per l'amore fisico e gli incontri fugaci, temi che permearono fin da subito la sua produzione.
Nel 1929 si trasferì a Roma dove vivevano la madre e la sorella, e la capitale divenne il centro della sua esistenza e musa ossessiva delle sue poesie. Qui entrò in contatto con intellettuali chiave come Umberto Saba, che nel 1932 incoraggiò la pubblicazione delle sue prime liriche su riviste e lo sostenne per il debutto editoriale.
Collaborò negli anni Trenta con figure come Carlo Emilio Gadda, Cesare Pavese ed Eugenio Montale su testate ermetiche come "Letteratura" e "Il frontespizio", mentre frequentava ambienti letterari come il Caffè delle Giubbe Rosse a Firenze.
La sua prima raccolta, Poesie, uscì nel 1939 proprio a Firenze grazie all'interessamento di Saba e Sergio Solmi, rivelando uno stile semplice, epigrammatico e melodico dedicato all'amore omosessuale, ai ragazzi di strada, ai tram romani, ai cinema bui e al mare, con una gioia strana e malinconica che rifiutava le ideologie del Novecento.
Negli anni successivi visse in precarietà economica, alternando lavori umili e dipendenza da amici e mecenati, pubblicando sporadicamente prose come il racconto Arrivo al mare nel 1955 e intensificando l'output poetico con Una strana gioia di vivere (1956, edito da Scheiwiller), che entusiasmò Pier Paolo Pasolini, il quale poi curò la raccolta completa Poesie per Garzanti nello stesso anno. Vinse così il Premio Viareggio nel 1957 tra polemiche per la sua tematica esclusiva d'amore sensuale.
Proseguì con opere come Poesie nuove (1963) e Stranezze (1976), che gli valse postumo il Premio Bagutta nel 1977, mantenendo un linguaggio piano e quotidiano che celebrava la bellezza effimera della vita fisica contro le convenzioni sociali.
Frasi di Sandro Penna
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Beato chi è diverso, essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune.
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