Biografia di James Oppenheim

James Oppenheim
Nazione: Stati Uniti d'America    
James Oppenheim nacque a Saint Paul, Minnesota il 24 maggio 1882 e morì a New York il 4 agosto 1932. Fu poeta, editore e scrittore.

Nacque in una famiglia ebraica di origine tedesca che non navigava nell'agiatezza. Il padre era un commerciante e la famiglia si trasferì presto a New York, città che divenne il vero orizzonte della sua formazione.

Crebbe nell'ambiente vivace e multiforme della comunità ebraica newyorkese di fine Ottocento, un mondo segnato dall'immigrazione, dal lavoro faticoso e dalle tensioni sociali, che avrebbe lasciato una traccia profonda nella sua sensibilità di scrittore. Frequentò il City College e poi la Columbia University, ma non portò a termine gli studi, attratto più dalla scrittura e dalla vita culturale della città che dalla carriera accademica.

Per mantenersi lavorò come insegnante e assistente sociale in istituzioni destinate ai giovani della comunità ebraica, tra cui un orfanotrofio e una scuola tecnica, e questa esperienza a contatto con ragazzi di famiglie povere rafforzò la sua attenzione per le condizioni dei lavoratori e per i temi della giustizia sociale.

Nel frattempo scriveva con assiduità e nel 1909 esordì con la raccolta di versi Monday morning and other poems e con il romanzo Doctor Rast, opera in cui già emergeva l'interesse per la psicologia e per l'interiorità dei personaggi, che sarebbe diventato uno dei fili conduttori della sua produzione.

Gli anni successivi furono i più fecondi e i più legati all'impegno sociale. Nel 1911 pubblicò la raccolta di racconti Pay envelopes, dedicata alle vite dei lavoratori e delle persone comuni, e il volume di versi The nine-tenths, in cui figurava la poesia Bread and roses.

Il testo, uscito sull'American Magazine nel dicembre del 1911, fu poi associato dall'immaginario collettivo allo sciopero delle operaie tessili di Lawrence, nel Massachusetts, del 1912, nel quale si sarebbe affermato lo slogan "pane e rose", e divenne uno dei testi più celebri della tradizione sindacale e femminista americana.

Rimase negli anni a venire la sua composizione più nota, ripresa da cantautori e movimenti di protesta fino ai giorni nostri. Nel 1914 uscì Songs for the New Age, raccolta in cui il poeta cercava di unire una visione progressista e quasi profetica del futuro a un linguaggio ampio e vicino al verso libero di Walt Whitman, di cui si considerava erede spirituale.

Nel 1916 Oppenheim fondò a New York, insieme a Waldo Frank e Van Wyck Brooks, la rivista The seven arts, che nacque con il sostegno finanziario della mecenate Annette Rankine e con l'ambizione di favorire un rinnovamento della cultura americana, libera dal provincialismo e aperta alle voci nuove.

La rivista ospitò scrittori e intellettuali di primo piano, tra cui Robert Frost, Sherwood Anderson, John Dos Passos, Theodore Dreiser, Amy Lowell, Louis Untermeyer e D.H. Lawrence, e pubblicò gli scritti pacifisti di Randolph Bourne, che si opponevano all'entrata degli Stati Uniti nella Prima guerra mondiale.

Fu proprio questa posizione contro la guerra a decretarne la fine, poiché la Rankine ritirò il proprio finanziamento e la rivista chiuse nell'autunno del 1917, dopo appena un anno di vita. Nonostante la brevità, The seven arts è oggi ricordata come una delle riviste più influenti nella storia della letteratura americana del Novecento.

Parallelamente alla sua attività editoriale, Oppenheim si avvicinò con grande interesse alla psicoanalisi, interessandosi alle teorie di Freud e soprattutto di Jung, e fu tra i primi poeti americani a incorporare questi temi nella propria scrittura.

Il suo percorso personale di ricerca interiore influenzò le opere degli anni successivi, tra cui The book of self, del 1917, e vari libri di versi e prose in cui l'analisi del sé, il sogno e l'inconscio occupavano un posto centrale. Negli anni Venti continuò a pubblicare raccolte poetiche come The mystic warrior, Night e The sea, oltre a opere in prosa di taglio psicologico e divulgativo, tra cui Behind your front, del 1928, ma il suo successo di pubblico declinò e la sua fama rimase legata soprattutto agli anni prima della guerra.

Gli ultimi anni li trascorse in relativa riservatezza, lontano dalle grandi battaglie culturali della sua giovinezza. Morì a New York a cinquant'anni. Pur avendo conosciuto un lento oblio, Oppenheim è tornato a essere ricordato nel secondo Novecento grazie alla riscoperta di Bread and roses, divenuta una vera e propria bandiera del movimento operaio e delle rivendicazioni femminili, e grazie al riconoscimento del ruolo fondamentale svolto da The seven arts nella nascita della moderna letteratura americana.


Frasi di James Oppenheim

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Lo sciocco cerca la felicità lontano, il saggio la fa crescere ai suoi piedi.


Leggi le frasi di James Oppenheim