Biografia di Jean Moréas
Nazione: Grecia
Ioannis Papadiamantopoulos nacque ad Atene il 15 aprile 1856 e morì a Saint-Mandé, Francia il 30 marzo 1910, Fu poeta e critico letterario.
Nacque in una famiglia dell'alta borghesia greca, figlio di un magistrato della Corte suprema ellenica, e trascorse l'infanzia in un ambiente colto e agiato che gli permise di ricevere un'educazione raffinata, arricchita fin da giovanissimo da un profondo amore per la lingua e la cultura francese, coltivato anche grazie ai soggiorni familiari in Francia e alla frequentazione di precettori che gli trasmisero una solida formazione classica accanto a quella tipicamente greca.
Concluse le scuole superiori ad Atene, si trasferì per un periodo in Germania per approfondire gli studi giuridici, ma ben presto, spinto da una vocazione letteraria sempre più imperiosa, decise di stabilirsi definitivamente a Parigi nel 1875, dove scelse di adottare lo pseudonimo con cui sarebbe diventato celebre nella storia della letteratura francese, Jean Moréas.
Abbandonò così anche formalmente, almeno sul piano della propria identità pubblica, le proprie origini elleniche per abbracciare in toto la lingua e la cultura francese, di cui divenne anzi in seguito uno dei più strenui difensori in chiave classicista.
Nella Parigi degli anni Ottanta dell'Ottocento, Moréas si inserì rapidamente negli ambienti letterari d'avanguardia, frequentando i circoli e i caffè letterari del Quartiere Latino e di Montmartre, e le sue prime raccolte poetiche, tra cui Les Syrtes del 1884 e Les cantilènes del 1886, si collocarono pienamente all'interno della temperie simbolista allora dominante, caratterizzate da un linguaggio raffinato, musicale e volutamente oscuro, che gli valsero un posto di primo piano tra i poeti del movimento.
Fu proprio a Moréas che si deve, nel 1886, la pubblicazione sul supplemento letterario del quotidiano Le Figaro del celebre Manifeste du symbolisme, un testo fondamentale che per la prima volta codificò in modo sistematico i principi teorici ed estetici del Simbolismo, dando così un nome ufficiale e definito a una sensibilità poetica che fino a quel momento si era manifestata in modo più frammentario attraverso l'opera di poeti come Stéphane Mallarmé, Paul Verlaine e lo stesso Charles Baudelaire, considerato il precursore ispiratore del movimento.
Proprio grazie a questo manifesto e alla propria produzione poetica di quegli anni, Moréas entrò in stretto contatto con i principali protagonisti della scena simbolista parigina, in particolare Mallarmé, del cui celebre salotto di rue de Rome divenne un frequentatore abituale, e Verlaine, con il quale condivise per un periodo un rapporto di stima reciproca, sebbene i due caratteri, entrambi orgogliosi e talvolta polemici, non mancarono di generare anche momenti di attrito e di rivalità letteraria.
Con il passare degli anni, tuttavia, Moréas maturò un progressivo allontanamento dalle posizioni simboliste, che giunse a considerare eccessivamente vaghe e prive di disciplina formale, e proprio in reazione a questa evoluzione fondò nel 1891, insieme ad altri giovani poeti tra cui Maurice du Plessys, Ernest Raynaud e Raymond de la Tailhède, il movimento dell'École romane ("Scuola romanza"), che si proponeva un ritorno consapevole alla chiarezza, alla misura e alla tradizione classica greco-latina e rinascimentale francese, in aperta polemica non soltanto con il simbolismo ma anche, più in generale, con ogni forma di sperimentalismo ritenuto eccessivo o disordinato.
Fu proprio in quella nuova fase della sua produzione, più contenuta e classicheggiante nello stile, che compose l'opera considerata da molti critici il proprio capolavoro, Stances, pubblicata in più raccolte successive tra il 1899 e il 1901, caratterizzata da una forma sobria ed elegante che si rifaceva dichiaratamente ai modelli della poesia classica francese e greco-latina, in particolare a Ronsard e ai poeti della Pléiade.
Negli ultimi anni della propria vita Moréas divenne una figura di riferimento e quasi un patriarca per una nuova generazione di giovani scrittori e poeti che si riunivano attorno a lui in occasione dei celebri incontri tenuti al Closerie des Lilas, tra cui merita di essere ricordato in particolare un giovane Guillaume Apollinaire, che in quegli anni di formazione ebbe modo di frequentare il poeta greco-francese traendone spunti e suggestioni non trascurabili per il proprio successivo percorso poetico.
Jean Moréas morì a Saint-Mandé, alle porte di Parigi, il 30 marzo 1910, lasciando un'opera che, pur non avendo mai raggiunto una fama paragonabile a quella dei grandi maestri del simbolismo francese come Mallarmé o Verlaine, resta un tassello fondamentale per comprendere sia la genesi teorica del movimento simbolista attraverso il celebre manifesto del 1886, sia il successivo tentativo di recupero della tradizione classica portato avanti con l'École romane negli ultimi decenni dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento.
Avendo scelto di essere cremato, durante la cerimonia lo scrittore Paul Valéry espresse il suo commiato con la seguente frase: Che bella fine! Se ne va come un sigaro.... Nonostante la cremazione, esiste una tomba commemorativa di Moréas al cimitero di Père-Lachaise, a Parigi.
Nacque in una famiglia dell'alta borghesia greca, figlio di un magistrato della Corte suprema ellenica, e trascorse l'infanzia in un ambiente colto e agiato che gli permise di ricevere un'educazione raffinata, arricchita fin da giovanissimo da un profondo amore per la lingua e la cultura francese, coltivato anche grazie ai soggiorni familiari in Francia e alla frequentazione di precettori che gli trasmisero una solida formazione classica accanto a quella tipicamente greca.
Concluse le scuole superiori ad Atene, si trasferì per un periodo in Germania per approfondire gli studi giuridici, ma ben presto, spinto da una vocazione letteraria sempre più imperiosa, decise di stabilirsi definitivamente a Parigi nel 1875, dove scelse di adottare lo pseudonimo con cui sarebbe diventato celebre nella storia della letteratura francese, Jean Moréas.
Abbandonò così anche formalmente, almeno sul piano della propria identità pubblica, le proprie origini elleniche per abbracciare in toto la lingua e la cultura francese, di cui divenne anzi in seguito uno dei più strenui difensori in chiave classicista.
Nella Parigi degli anni Ottanta dell'Ottocento, Moréas si inserì rapidamente negli ambienti letterari d'avanguardia, frequentando i circoli e i caffè letterari del Quartiere Latino e di Montmartre, e le sue prime raccolte poetiche, tra cui Les Syrtes del 1884 e Les cantilènes del 1886, si collocarono pienamente all'interno della temperie simbolista allora dominante, caratterizzate da un linguaggio raffinato, musicale e volutamente oscuro, che gli valsero un posto di primo piano tra i poeti del movimento.
Fu proprio a Moréas che si deve, nel 1886, la pubblicazione sul supplemento letterario del quotidiano Le Figaro del celebre Manifeste du symbolisme, un testo fondamentale che per la prima volta codificò in modo sistematico i principi teorici ed estetici del Simbolismo, dando così un nome ufficiale e definito a una sensibilità poetica che fino a quel momento si era manifestata in modo più frammentario attraverso l'opera di poeti come Stéphane Mallarmé, Paul Verlaine e lo stesso Charles Baudelaire, considerato il precursore ispiratore del movimento.
Proprio grazie a questo manifesto e alla propria produzione poetica di quegli anni, Moréas entrò in stretto contatto con i principali protagonisti della scena simbolista parigina, in particolare Mallarmé, del cui celebre salotto di rue de Rome divenne un frequentatore abituale, e Verlaine, con il quale condivise per un periodo un rapporto di stima reciproca, sebbene i due caratteri, entrambi orgogliosi e talvolta polemici, non mancarono di generare anche momenti di attrito e di rivalità letteraria.
Con il passare degli anni, tuttavia, Moréas maturò un progressivo allontanamento dalle posizioni simboliste, che giunse a considerare eccessivamente vaghe e prive di disciplina formale, e proprio in reazione a questa evoluzione fondò nel 1891, insieme ad altri giovani poeti tra cui Maurice du Plessys, Ernest Raynaud e Raymond de la Tailhède, il movimento dell'École romane ("Scuola romanza"), che si proponeva un ritorno consapevole alla chiarezza, alla misura e alla tradizione classica greco-latina e rinascimentale francese, in aperta polemica non soltanto con il simbolismo ma anche, più in generale, con ogni forma di sperimentalismo ritenuto eccessivo o disordinato.
Fu proprio in quella nuova fase della sua produzione, più contenuta e classicheggiante nello stile, che compose l'opera considerata da molti critici il proprio capolavoro, Stances, pubblicata in più raccolte successive tra il 1899 e il 1901, caratterizzata da una forma sobria ed elegante che si rifaceva dichiaratamente ai modelli della poesia classica francese e greco-latina, in particolare a Ronsard e ai poeti della Pléiade.
Negli ultimi anni della propria vita Moréas divenne una figura di riferimento e quasi un patriarca per una nuova generazione di giovani scrittori e poeti che si riunivano attorno a lui in occasione dei celebri incontri tenuti al Closerie des Lilas, tra cui merita di essere ricordato in particolare un giovane Guillaume Apollinaire, che in quegli anni di formazione ebbe modo di frequentare il poeta greco-francese traendone spunti e suggestioni non trascurabili per il proprio successivo percorso poetico.
Jean Moréas morì a Saint-Mandé, alle porte di Parigi, il 30 marzo 1910, lasciando un'opera che, pur non avendo mai raggiunto una fama paragonabile a quella dei grandi maestri del simbolismo francese come Mallarmé o Verlaine, resta un tassello fondamentale per comprendere sia la genesi teorica del movimento simbolista attraverso il celebre manifesto del 1886, sia il successivo tentativo di recupero della tradizione classica portato avanti con l'École romane negli ultimi decenni dell'Ottocento e nei primi anni del Novecento.
Avendo scelto di essere cremato, durante la cerimonia lo scrittore Paul Valéry espresse il suo commiato con la seguente frase: Che bella fine! Se ne va come un sigaro.... Nonostante la cremazione, esiste una tomba commemorativa di Moréas al cimitero di Père-Lachaise, a Parigi.
Frasi di Jean Moréas
Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La vita è il fumo e la morte è la sua ombra.
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