Biografia di Henri Monnier

Henri Monnier
Nazione: Francia    
Henri-Bonaventure Monnier nacque a Parigi il 7 giugno 1799 e morì sempre a Parigi il 3 marzo 1877. Fu attore teatrale, drammaturgo e illustratore.

Nacque in una famiglia modesta, crescendo nei quartieri popolari della capitale francese dove osservava con occhio acuto le piccole miserie e le vanità della borghesia rampante, iniziando come impiegato in uno studio notarile.

Passò poi al Ministero di Giustizia prima di dedicarsi all'arte sotto la guida dei pittori Girodet e Gros, affinando uno stile caricaturale influenzato da Daumier che lo rese celebre negli anni '20 del XIX secolo.

Nel 1822 soggiornò per un periodo a Londra, dove si stavano sviluppando tecniche di litografia a colori. Tornato in Francia cinque anni dopo, conobbe Alexandre Dumas, Balzac, Merimeé, Delacroix, Gautier, il pittore Louis Boulanger e Stendhal, oltre a diversi altri personaggi illustri che lo aiutarono a conquistare una certa notorietà.

Negli anni 1827-1832 pubblicò album di litografie come Scènes populaires dessinées à la plume (1830), satire impietose su grisettes, bottegai e arrivisti parigini, creando nel 1830 il personaggio iconico di Monsieur Joseph Prudhomme, professore di scrittura pomposo, conformista e ridicolo, grassoccio con bombette e frasi vuote come "Il faut faire bonne contenance!", che Balzac definì "il tipo perfetto del borghese parigino" e che ispirò Verlaine nei Poèmes saturniens, un archetipo universale della mediocrità sociale rappresentato da Monnier anche a teatro con un'abilità magistrale nel travestimento.

Dagli anni '30 alternò illustrazioni, Physiologie du bourgeois (1841), Les bourgeois de Paris (1854), a pièces comiche come La famille improvisée (1831) e Les mendiants (1829), fino al capolavoro teatrale Grandeur et décadence de Monsieur Joseph Prudhomme (1852) al Palais-Royal, dove incarnava il suo eroe con voci nasali e gesti guitti.

Negli anni '50 pubblicò Mémoires de Monsieur Joseph Prudhomme (1857), memorie fittizie narrate in prima persona che fustigavano le ipocrisie piccolo-borghesi, e Les petites gens sullo stesso filone.

Attore versatile nei teatri dei Variétés e dell'Ambigu, scenografo e drammaturgo di Peintres et bourgeois (1855) e Comédies bourgeoises (1858), visse gli ultimi anni tra caffè parigini e critica sociale con Les bas-fonds de la société (1862), meno fortunato. Alla sua morte lasciò un'eredità di oltre 20 opere che fissarono l'immagine satirica del Secondo Impero.


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