Biografia di Karl Kautsky

Karl Kautsky
Nazione: Austria    
Karl Johann Kautsky nacque a Praga il 16 ottobre 1854 e morì ad Amsterdam il 17 ottobre 1938. Fu filosofo, politologo, economista e uomo politico.

Nacque in quello che allora era l'Impero austriaco, in una famiglia legata al mondo dell'arte e del teatro. Il padre, Johann, era un pittore scenografo che lavorava per i teatri di Praga e poi di Vienna, e la madre, Minna Jaich, era un'attrice che si dedicò anche alla scrittura di romanzi.

Quando Karl aveva sette anni la famiglia si trasferì a Vienna, dove il padre ottenne un incarico presso i teatri imperiali. Crebbe quindi in un ambiente culturalmente stimolante, ma con risorse economiche non abbondanti, e fin da giovane si dimostrò un lettore vorace, attratto dalla storia, dalle scienze naturali e dalla filosofia.

Frequentò il ginnasio di Vienna e, nel 1874, si iscrisse all'università della città, dove seguì corsi di storia, filosofia ed economia. In quegli anni subì l'influenza delle teorie darwiniane, che lo affascinarono profondamente e che avrebbero lasciato un segno duraturo nel suo modo di intendere la storia come processo di evoluzione.

Si avvicinò al socialismo ancora studente, entrando in contatto con gli ambienti socialdemocratici austriaci, e cominciò a scrivere i primi articoli per la stampa di partito. Nel 1875 aderì al movimento socialista e collaborò con diverse pubblicazioni, mentre la sua attenzione si rivolgeva sempre più alla questione sociale e alla teoria economica.

Alla fine degli anni Settanta si trasferì a Zurigo, dove entrò in contatto con il gruppo di socialisti tedeschi in esilio, tra cui Eduard Bernstein, che sarebbe diventato per lungo tempo suo amico e poi suo avversario teorico. A Zurigo fu influenzato anche dal ricco mecenate socialista Karl Höchberg, che finanziava la stampa del movimento.

Nel 1880 si recò a Londra e incontrò Karl Marx e Friedrich Engels, con i quali sviluppò un rapporto di stima, soprattutto con Engels, di cui divenne stretto collaboratore e amico, tanto che questi lo considerò uno dei suoi principali discepoli. Nel 1883 fondò a Stoccarda la rivista Die Neue Zeit, che diresse per oltre trent'anni e che divenne l'organo teorico più autorevole della socialdemocrazia tedesca e internazionale.

Gli anni Ottanta e Novanta furono il periodo della sua affermazione come principale teorico del marxismo dopo la morte dei fondatori. Nel 1887 pubblicò La dottrina economica di Karl Marx, un'esposizione divulgativa del Capitale che ebbe grande diffusione e fu tradotta in molte lingue. Dopo la morte di Engels, nel 1895, Kautsky ne fu uno dei principali eredi intellettuali e curò la pubblicazione postuma del quarto libro del Capitale, noto come Teorie sul plusvalore.

Nel 1891 contribuì in modo decisivo alla stesura del programma di Erfurt della socialdemocrazia tedesca, insieme a Bernstein, un documento che per decenni fu il riferimento programmatico del partito e che fu considerato un modello per molti partiti socialisti europei. Il testo conciliava la prospettiva rivoluzionaria di lungo periodo con le rivendicazioni immediate della classe lavoratrice, una impostazione che sarebbe stata al centro di molte discussioni successive.

All'inizio del Novecento Kautsky si trovò al centro del dibattito sul revisionismo, sollevato dal suo vecchio amico Bernstein, che metteva in discussione l'inevitabilità del crollo del capitalismo e proponeva una via riformista al socialismo. Kautsky difese l'ortodossia marxista con scritti polemici ma finì per trovarsi anche in contrasto con l'ala più radicale del partito, rappresentata da Rosa Luxemburg, che lo accusava di eccessiva prudenza.

Tra le sue opere di questo periodo vanno ricordate La questione agraria del 1899, analisi dei mutamenti dell'agricoltura sotto il capitalismo, e La via al potere del 1909, in cui sosteneva che il partito dovesse prepararsi alla conquista del potere senza avventure insurrezionali. In questi anni si consolidò la sua posizione di "papa del marxismo", come lo definirono alcuni contemporanei.

Lo scoppio della Prima guerra mondiale mise in crisi la Seconda Internazionale e lo stesso Kautsky. Inizialmente cercò una posizione intermedia, ma si oppose poi alla politica di sostegno ai crediti di guerra e nel 1917 aderì al Partito Socialdemocratico Indipendente, nato dalla scissione di chi rifiutava la linea maggioritaria.

Dopo la caduta dell'impero e la rivoluzione del 1918 fu per breve tempo sottosegretario agli Esteri nel governo tedesco e si occupò di pubblicare i documenti sulle responsabilità dello scoppio della guerra. Nel frattempo entrò in dura polemica con i bolscevichi, criticando la rivoluzione d'Ottobre e la dittatura del proletariato nei saggi Dittatura del proletariato e Terrorismo e comunismo, che gli valsero la risposta feroce di Lenin nel pamphlet La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautsky, nel quale lo accusava di tradire Marx.

Negli anni Venti tornò nelle file della socialdemocrazia maggioritaria e si dedicò soprattutto alla riflessione storica e teorica, pubblicando tra l'altro La concezione materialistica della storia nel 1927. Con l'ascesa del nazismo, e soprattutto dopo l'annessione dell'Austria nel 1938, lasciò Vienna, dove viveva, e riparò prima a Praga e poi ad Amsterdam, dove la sua salute declinò rapidamente.

Morì nel 1938, quando aveva ormai ottantaquattro anni. La sua figura è rimasta controversa: per alcuni fu il fedele custode dell'eredità marxista, per altri il teorico di un determinismo troppo passivo, ma il suo ruolo nella formazione della socialdemocrazia europea è difficilmente contestabile.


Frasi di Karl Kautsky

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

La circolazione del denaro è la conseguenza della circolazione delle merci, e non, come spesso si sostiene, la causa di essa.


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