Biografia di Raffaele Carrieri

Raffaele Carrieri
Nazione: Italia    
Raffaele Carrieri nacque a Taranto il 23 febbraio 1905 e morì a Lombrici di Camaiore (LU) il 14 settembre 1984. Fu scrittore, poeta e critico d'arte.

Era figlio di Aldo Giuseppe Carrieri e di Maria Immacolata Petruzzi. Le notizie sulla sua infanzia restano scarse e in gran parte ricavabili solo da passaggi autobiografici sparsi nelle sue opere, in particolare in Brogliaccio, una sorta di zibaldone misto di prosa e poesia pubblicato nel 1947.

Fu un'infanzia già segnata dall'irrequietezza: a tredici anni abbandonò la scuola tecnica e fuggì di casa, imbarcandosi clandestinamente su un battello che lo portò sulla costa albanese; da lì proseguì a piedi fino al Montenegro, dove si fermò per qualche tempo a vivere tra i pastori sulle montagne.

Tornato a Taranto, vi rimase poco, perché all'inizio del 1920, ancora giovanissimo, fu attratto dai proclami di Gabriele D'Annunzio e partecipò all'impresa fiumana, prendendo parte agli scontri noti come il "Natale di sangue"; in quell'occasione rimase ferito, riportando un'invalidità permanente alla mano sinistra.

Trascorse la convalescenza nella città natale, ma non vi si fermò a lungo: si imbarcò come marinaio su bastimenti mercantili, un'esperienza che gli permise di conoscere numerosi porti del Mediterraneo, delle coste africane e d'Europa.

Rientrato in Italia, lavorò per circa due anni, tra il 1921 e il 1923 (secondo alcune fonti tra il 1924 e il 1925), come gabelliere presso gli uffici della dogana di Palermo; da questa esperienza sarebbe nata, anni dopo, la sua prima raccolta poetica, Il lamento del gabelliere, pubblicata solo nel 1945. Ma il suo temperamento inquieto ebbe di nuovo il sopravvento, e nel 1923 si trasferì a Parigi, dove rimase per circa un quinquennio, intervallando il soggiorno parigino con frequenti viaggi in Italia e nel resto d'Europa.

Fu proprio a Parigi, nella capitale culturale d'Europa di quegli anni, che Carrieri entrò in contatto con i principali intellettuali e artisti d'avanguardia del tempo, stringendo tra l'altro amicizia con Pablo Picasso e coltivando un vivo interesse per la poesia di Guillaume Apollinaire; fu, come lui stesso avrebbe poi dichiarato, un periodo che considerò sempre fondamentale per la sua formazione, per i molti incontri fatti con artisti e poeti d'avanguardia destinati poi a diventare famosi.

Nel 1930, forte delle conoscenze e delle esperienze accumulate in Francia, Carrieri si stabilì a Milano, dove iniziò a lavorare come critico d'arte per numerose testate giornalistiche, tra cui il Corriere della Sera: un'attività che lo avrebbe impegnato per il resto della vita.

In questo ruolo pubblicò anche numerose monografie di successo dedicate a grandi artisti contemporanei, tra cui Amedeo Modigliani, lo stesso Picasso, Blaise Cendrars, Massimo Campigli, Mario Tozzi, Salvatore Fiume, Renato Guttuso e Domenico Cantatore, così come ad alcuni poeti e intellettuali, tra cui l'esule armeno Hrand Nazariantz.

Fu solo nel dopoguerra che Carrieri affiancò all'attività di critico d'arte quella di poeta vero e proprio, pubblicando una serie di raccolte di versi che gli valsero l'apprezzamento generale della critica: oltre al già citato Lamento del gabelliere (1945), uscirono Circo (1943), Souvenir caporal (1946), Manuale per gli amorosi (1948), La civetta (1949) e Il trovatore, che nel 1953 gli fece vincere il prestigioso Premio Viareggio.

Negli anni Cinquanta collaborò inoltre a diverse riviste letterarie, tra cui Esperienza poetica di Vittorio Bodini, attiva tra il 1954 e il 1956, alla quale scrissero anche nomi importanti del rinnovamento poetico italiano come Luciano Erba, Carlo Betocchi, Rocco Scotellaro, Giorgio Caproni, Paolo Volponi e Andrea Zanzotto.

La sua opera poetica più matura e compiuta fu probabilmente il Canzoniere amoroso, pubblicato nel 1959, una raccolta di poesie d'amore che coronò una produzione sempre dichiaratamente autobiografica, ispirata, come lui stesso ebbe a dire, a fatti realmente accaduti, a viaggi e a soggiorni in paesi stranieri.

Nel corso della sua carriera, oltre al già citato premio Viareggio, ricevette numerosi riconoscimenti letterari, tra i quali i premi Chianciano, Tarquinia-Cardarelli e Taormina, che confermarono la sua fama di poeta e di scrittore d'arte tra i più sensibili e acuti del suo tempo.

Definito dallo storico dell'arte Mario Praz "un eccentrico", negli ultimi anni della sua vita si ritirò a Lombrici di Camaiore, in Versilia, vicino a Pietrasanta, dove morì nel 1984, lasciando un'opera segnata per intero dal nomadismo esistenziale e artistico che ne aveva caratterizzato fin dall'adolescenza il percorso umano e letterario.


Frasi di Raffaele Carrieri

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Molto invidio la seppia
che si eclissa nel suo nero.
Bianca si ritrova e salva
nel variabile azzurro.


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