Biografia di Colette

 Colette
Nazione: Francia    
Sidonie Gabrielle Claudine Colette nacque a Saint-Sauveur-en-Puisaye, Francia il 28 gennaio 1873 e morì a Parigi il 3 agosto 1954. Fu attrice teatrale e scrittrice.

Nacque in un piccolo villaggio della Borgogna, figlia di un capitano di fanteria in pensione e di una madre belga colta e anticonformista, Sido, figura dominante della sua infanzia immersa nella natura, tra giardini rigogliosi e animali.

Già a dieci anni affrontò letture precoci di Balzac, Hugo e Zola, che accesero in lei una passione per la scrittura e l'osservazione sensuale del mondo.

A diciassette anni sposò Henry Gauthier-Villars, noto come Willy, un giornalista parigino di ventisette anni più grande, che la trascinò nella capitale nel 1893, dove inizialmente visse come musa e amante, ma fu lui a chiuderla in una stanza per dettargli i suoi primi romanzi, firmati con il suo nome: la tetralogia Claudine (1900-1903), iniziata con Claudine a scuola, un successo scandaloso per le descrizioni erotiche e trasgressive della vita scolastica e adolescenziale, ispirata alla sua giovinezza.

Separata da Willy nel 1906 dopo un periodo di music-hall come ballerina seminuda nel Rêve de Egyptian, dove affinò il suo fascino fisico e teatrale, Colette pubblicò con il proprio nome La Retifée e Les vrilles de la vigne (1908), esplorando sensualità e natura, mentre nel 1912 sposò Henry de Jouvenel, direttore de Le matin, con cui ebbe una relazione tormentata segnata da un'infedeltà con il figliastro Bertrand, dando vita a L'entrave (1913) e Mitou (1918), romanzi di introspezione femminile.

Giornalista durante la Grande Guerra, inviata al fronte, e poi attrice di prosa con successi come Chéri (1920), tratto dal suo romanzo omonimo su un amore tra un giovane gigolò e una cortigiana, Colette divorziò nel 1924 e sposò il ventiquattrenne Maurice Goudeket, ebreo olandese che la salvò dalla Gestapo nel 1940, vivendo con lui un'unione stabile fino alla morte.

Raggiunse la notorietà con La vagabonde (1910), autobiografico sulla sua vita da artista indipendente, Chéri e La fin de Chéri (1929), capolavori sul declino erotico, Il mio apprendista assassino (1927) e Gigi (1944), adattato per il cinema con grande successo, mentre collaborò con Le matin, Vogue e Harper's Bazaar come cronista mondana, celebrando il corpo femminile, la natura e i sensi in uno stile denso, tattile e privo di censure.

Durante l'occupazione tedesca scrisse Journal à rebours (1945), ambiguo per i suoi contatti con Pierre Drieu La Rochelle, ma dopo la Liberazione fu eletta nel 1945 all'Académie Goncourt, prima donna presidente nel 1949, nominata Grande Ufficiale della Legion d'Onore nel 1953 e candidata al Nobel nel 1948.

Negli ultimi anni, semiparalizzata dall'artrite, ricevette nel suo appartamento al Palais-Royal intellettuali e amici come Jean Cocteau e Paul Valéry, supervisionando l'edizione delle Opere complete in sedici volumi (1948-1950).

Morì a Parigi per insufficienza cardiaca, prima donna sepolta con funerali di Stato nella nazione francese, lasciando un'eredità di emancipazione femminile e sensualità letteraria che influenzò intere generazioni.


Frasi di Colette

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

Farai delle sciocchezze, ma falle con entusiasmo.


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