Biografia di Niccolò Tommaseo

Nazione: Italia
Niccolò Tommaseo nacque a Sebenico (attualmente Sibenik, Croazia) il 9 ottobre 1802 e morì a Firenze il giorno 1 maggio 1874. Fu patriota, linguista e scrittore.
I suoi genitori erano Girolamo Tommaseo, commerciante, e Caterina Chevessich, massaia e la sua educazione fu rigorosamente cattolica. Compì i suoi primi studi con lo zio Antonio, un frate francescano, e successivamente frequentò il seminario di Spalato tra il 1811 e il 1814.
A Spalato fu influenzato dal padre vicentino Bernardino Bicego, che gli trasmise l'amore per la letteratura latina. Si trasferì poi a Padova per studiare diritto, dove conobbe Antonio Rosmini, con cui strinse un'amicizia fondata su una reciproca stima.
Tommaseo fu un intellettuale versatile, impegnato sia nella letteratura che nella politica. Iniziò la sua carriera collaborando a diverse imprese giornalistiche e visse in varie città, tra cui Rovereto, Milano, dove conobbe Alessandro Manzoni, e Firenze.
Nel 1840 si stabilì a Venezia, dove intensificò il suo impegno politico e continuò la sua produzione editoriale. Nel 1848 fu uno degli ispiratori della rivolta veneziana e ricoprì importanti incarichi nella Repubblica di Venezia, tra cui quello di ministro della Pubblica Istruzione e ambasciatore in Francia. Dopo la caduta della repubblica, fu costretto all'esilio a Corfù.
Tra le sue opere più significative ci sono il Nuovo dizionario de' sinonimi della lingua italiana (1830), il commento alla Divina Commedia (1837), il romanzo autobiografico Fede e bellezza, e la raccolta di Canti popolari toscani, corsi, illirici e greci (1841-42). Tommaseo lavorò anche al monumentale Dizionario della lingua italiana, completato dopo la sua morte grazie alla collaborazione di Bernardo Bellini.
Nel corso della sua vita, Tommaseo fu un acceso sostenitore della libertà di stampa e della causa patriottica italiana. Morì a Firenze, dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua vita in condizioni di cecità e isolamento, rifiutando sia il seggio di senatore che la cattedra universitaria offertigli da Francesco De Sanctis.
I suoi genitori erano Girolamo Tommaseo, commerciante, e Caterina Chevessich, massaia e la sua educazione fu rigorosamente cattolica. Compì i suoi primi studi con lo zio Antonio, un frate francescano, e successivamente frequentò il seminario di Spalato tra il 1811 e il 1814.
A Spalato fu influenzato dal padre vicentino Bernardino Bicego, che gli trasmise l'amore per la letteratura latina. Si trasferì poi a Padova per studiare diritto, dove conobbe Antonio Rosmini, con cui strinse un'amicizia fondata su una reciproca stima.
Tommaseo fu un intellettuale versatile, impegnato sia nella letteratura che nella politica. Iniziò la sua carriera collaborando a diverse imprese giornalistiche e visse in varie città, tra cui Rovereto, Milano, dove conobbe Alessandro Manzoni, e Firenze.
Nel 1840 si stabilì a Venezia, dove intensificò il suo impegno politico e continuò la sua produzione editoriale. Nel 1848 fu uno degli ispiratori della rivolta veneziana e ricoprì importanti incarichi nella Repubblica di Venezia, tra cui quello di ministro della Pubblica Istruzione e ambasciatore in Francia. Dopo la caduta della repubblica, fu costretto all'esilio a Corfù.
Tra le sue opere più significative ci sono il Nuovo dizionario de' sinonimi della lingua italiana (1830), il commento alla Divina Commedia (1837), il romanzo autobiografico Fede e bellezza, e la raccolta di Canti popolari toscani, corsi, illirici e greci (1841-42). Tommaseo lavorò anche al monumentale Dizionario della lingua italiana, completato dopo la sua morte grazie alla collaborazione di Bernardo Bellini.
Nel corso della sua vita, Tommaseo fu un acceso sostenitore della libertà di stampa e della causa patriottica italiana. Morì a Firenze, dopo aver trascorso gli ultimi anni della sua vita in condizioni di cecità e isolamento, rifiutando sia il seggio di senatore che la cattedra universitaria offertigli da Francesco De Sanctis.
Frasi di Niccolò Tommaseo
Abbiamo un totale di 6 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Mio Dio, tutte le donne pubbliche con le quali ho peccato, beatele!
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