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Mio Dio, tutte le donne pubbliche con le quali ho peccato, beatele!
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Non sempre chi s'arrabbia ha torto; il vile non va in collera mai.
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Certe carezze ai sinceri fanno schifo, ai cauti paura.
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Certuni si lascerebbero prima tagliare la mano che perdere un guanto.
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L'abito è grande maestro, ma di per sé insufficiente, se non vi si aggiunga la ragione pensata e la volontà di quello a che l'uomo si viene abituando.
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Dignità del vecchio è la sua canizie: e la vecchiaia è corona al suo capo, se accompagnata a bontà.
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Nelle cose del mondo, non è il sapere, ma il volere che può; e laddove molti hanno volere fiacchissimo, giunge a poter di molto anche un fiacco che voglia.
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L'arte di farsi amare e stimare è l'arte di ben conoscere il fine non delle azioni altrui ma sì delle proprie.
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Le fornaie son use proverbiarsi e non le sacre muse.
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Non è coraggio senza pazienza, non è gioia senza fatica, non è forza senza dolcezza, senza umiltà non è gloria.
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La poesia è la parola de' secoli.
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Nelle cose del mondo, non è il sapere, ma il volere che può.
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Il riposo a voi non sia letargo, ma preparamento di nuove forze e pensieri.
14/18
Una signora già di là de' quaranta, in quel dubbio autunno della vita, che non sai se aprir le finestre al sole o chiuderle al vento.
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Son più le noie comperate a contanti che le gratuite.
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Tra il piacere e il dolore è un vuoto che si chiama noia.
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Le circostanze che risultino evidentemente dalle cose premesse, bisogna saperle omettere.
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Spesso accade che gl'infelici avviliti dal prepotente s'ingegnino di più e più avvilirsi tra loro.