Biografia di Guido Piovene
Nazione: Italia
Guido Piovene nacque a Vicenza il 27 luglio 1907 e morì a Londra il 12 novembre 1974. Fu scrittore e giornalista.
Nacque da una famiglia aristocratica veneta, figlio unico del conte Francesco Piovene di Porto Godi e di Stefania di Valmarana; crebbe in un ambiente di rigido moralismo cattolico che ne segnò la sensibilità verso le contraddizioni umane e sociali.
Fin dalla giovinezza mostrò un'intelligenza precoce, studiando a Milano dove si laureò in filosofia all'Università Statale nel 1929, per poi esordire come giornalista corrispondente estero per L'Ambrosiano dalla Germania nel 1930. Si trasferì poi a Firenze come caporedattore di Pan nel 1933 e collaborò a riviste letterarie come Pegaso, Solaria e Leonardo.
In quegli anni giovanili aderì inizialmente al fascismo scrivendo articoli antisemiti e firmando il Manifesto della razza, ma già nel 1935 entrò al Corriere della Sera come inviato da Londra, Parigi e Spagna, affinando uno stile analitico influenzato dai moralisti francesi del Seicento e da un cattolicesimo sensuale aperto al freudismo.
Esordì in letteratura nel 1931 con la raccolta di racconti La vedova allegra, pubblicata dai Fratelli Buratti, ma ci vollero dieci anni per il suo primo romanzo Lettere di una novizia (1941), storia epistolare di passione lesbica e vocazione religiosa che rivelò la sua introspezione psicologica, seguita da La gazzetta nera (1943) e Pietà contro pietà (1946), opere che esplorano vizi, peccati e sensi di colpa in personaggi ambigui.
Negli anni Quaranta e Cinquanta viaggiò come corrispondente per La Stampa, producendo reportage come De America (1953, frutto di un viaggio di 32000 chilometri a bordo di una Buick insieme alla moglie) sugli Stati Uniti e il celebre Viaggio in Italia (1957), nato da trasmissioni radiofoniche RAI tra il 1953 e il 1956 che documentavano l'Italia del boom economico tra industrializzazione caotica e mutamenti sociali.
Tra i contatti importanti spiccano Indro Montanelli, con cui fondò Il Giornale nuovo nel 1974, e intellettuali come Eugenio Montale e Alberto Moravia. Collaborò inoltre con L'Espresso e Epoca.
Negli anni Sessanta tornò alla narrativa con Le furie (1963), romanzo-saggio sul confronto con i fantasmi del passato a Vicenza, e raggiunse l'apice con Le stelle fredde (1970), analisi morale premiata con lo Strega sullo sfondo di una trama esile, mentre pubblicava saggi come Processo dell'Islam alla civiltà occidentale (1957), La coda di paglia (1962) e Idilli e ragione (1975, postumo). Colpito da sclerosi laterale amiotrofica dal 1969, visse gli ultimi anni tra Italia e Londra come presidente di giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1968. Venne sepolto nel famedio di Vicenza, lasciando un'eredità di intellettuale conservatore autocritico sul fascismo e narratore delle ambiguità umane.
Nacque da una famiglia aristocratica veneta, figlio unico del conte Francesco Piovene di Porto Godi e di Stefania di Valmarana; crebbe in un ambiente di rigido moralismo cattolico che ne segnò la sensibilità verso le contraddizioni umane e sociali.
Fin dalla giovinezza mostrò un'intelligenza precoce, studiando a Milano dove si laureò in filosofia all'Università Statale nel 1929, per poi esordire come giornalista corrispondente estero per L'Ambrosiano dalla Germania nel 1930. Si trasferì poi a Firenze come caporedattore di Pan nel 1933 e collaborò a riviste letterarie come Pegaso, Solaria e Leonardo.
In quegli anni giovanili aderì inizialmente al fascismo scrivendo articoli antisemiti e firmando il Manifesto della razza, ma già nel 1935 entrò al Corriere della Sera come inviato da Londra, Parigi e Spagna, affinando uno stile analitico influenzato dai moralisti francesi del Seicento e da un cattolicesimo sensuale aperto al freudismo.
Esordì in letteratura nel 1931 con la raccolta di racconti La vedova allegra, pubblicata dai Fratelli Buratti, ma ci vollero dieci anni per il suo primo romanzo Lettere di una novizia (1941), storia epistolare di passione lesbica e vocazione religiosa che rivelò la sua introspezione psicologica, seguita da La gazzetta nera (1943) e Pietà contro pietà (1946), opere che esplorano vizi, peccati e sensi di colpa in personaggi ambigui.
Negli anni Quaranta e Cinquanta viaggiò come corrispondente per La Stampa, producendo reportage come De America (1953, frutto di un viaggio di 32000 chilometri a bordo di una Buick insieme alla moglie) sugli Stati Uniti e il celebre Viaggio in Italia (1957), nato da trasmissioni radiofoniche RAI tra il 1953 e il 1956 che documentavano l'Italia del boom economico tra industrializzazione caotica e mutamenti sociali.
Tra i contatti importanti spiccano Indro Montanelli, con cui fondò Il Giornale nuovo nel 1974, e intellettuali come Eugenio Montale e Alberto Moravia. Collaborò inoltre con L'Espresso e Epoca.
Negli anni Sessanta tornò alla narrativa con Le furie (1963), romanzo-saggio sul confronto con i fantasmi del passato a Vicenza, e raggiunse l'apice con Le stelle fredde (1970), analisi morale premiata con lo Strega sullo sfondo di una trama esile, mentre pubblicava saggi come Processo dell'Islam alla civiltà occidentale (1957), La coda di paglia (1962) e Idilli e ragione (1975, postumo). Colpito da sclerosi laterale amiotrofica dal 1969, visse gli ultimi anni tra Italia e Londra come presidente di giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1968. Venne sepolto nel famedio di Vicenza, lasciando un'eredità di intellettuale conservatore autocritico sul fascismo e narratore delle ambiguità umane.
Frasi di Guido Piovene
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Una virtù è sempre un vizio trasformato.
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