101/295
Ahimè, ora soffro per le ferite fattemi coi miei stessi dardi!
102/295
Heu, patior telis vulnera facta meis.
103/295
Oh! Com'è difficile che il delitto non traspaia dal volto.
104/295
Heu! Quam difficile est crimen non provere vultu.
105/295
Quel santo e venerabile nome dell'amicizia.
106/295
Illud amicitiae sanctum ac venerabile nomen.
107/295
Sotto il dolce miele si nascondono tremendi veleni.
108/295
Impia sub dulci melle venena latent.
109/295
In una causa facile tutti possono essere eloquenti.
110/295
In causa facili cuivis licet esse diserto.
111/295
L'invidia disprezza anche i meriti del sommo Omero.
112/295
Ingenium magni livor detractat homeri.
113/295
Spesso i mali scuotono l'ingegno.
114/295
Ingenium mala saepe movent.
115/295
L'uccellatore era caduto nei suoi stessi lacci.
116/295
In laqueos auceps deciderat suos.
117/295
L'abbondanza mi rese povero.
119/295
Ciascuno deve rimanere entro i limiti del destino.
120/295
Intra fortunam debet quisque manere.
121/295
Oserei andare attraverso il fuoco e le spade.
122/295
Ire per ignes et gladios ausim.
123/295
Scivola di nascosto e fugge il tempo che vola.
124/295
Labitur occulte fallitque volubilis aetas.
125/295
È lieve il carico per chi sa sopportarlo pazientemente.
126/295
Leve fit quod bene fertur onus.
127/295
Vi è una grande lita tra bellezza e pudicizia.
128/295
Lis est cum forma magna pudicitiae.
129/295
Quante sono le conchiglie sulla spiaggia, altrettanti sono in amore i dolori.
130/295
Litore quot conchae, toto sunt in amore dolores.
131/295
La cerva vecchia vedrà le insidie da lontano.
132/295
Longius insidias cerva videbit anus.
133/295
Grande era un tempo il rispetto per il capo canuto.
134/295
Magna fuit quondam capitis reverentia cani.
135/295
Sono troppo forte perchè la fortuna possa nuocermi.
136/295
Maior sum quam cui possit fortuna nocere.
137/295
Il lavoro supera la materia.
139/295
Il medico sta male se nessuno sta male.
140/295
Medico male est si nemini male est.
141/295
Nel mezzo andrai sicurissimo.
143/295
La messe è ancora in erba.
145/295
Le cose tristi si mescolano a quelle liete.
146/295
Miscentur tristitia laetis.
147/295
Riposino dolcemente le ossa.
149/295
I doni catturano uomini e dei.
150/295
Munera capiunt hominesque deosque.