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Ahimè, ora soffro per le ferite fattemi coi miei stessi dardi!
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Heu, patior telis vulnera facta meis.
103/293
Oh! Com'è difficile che il delitto non traspaia dal volto.
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Heu! Quam difficile est crimen non provere vultu.
105/293
Quel santo e venerabile nome dell'amicizia.
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Illud amicitiae sanctum ac venerabile nomen.
107/293
Sotto il dolce miele si nascondono tremendi veleni.
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Impia sub dulci melle venena latent.
109/293
In una causa facile tutti possono essere eloquenti.
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In causa facili cuivis licet esse diserto.
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L'invidia disprezza anche i meriti del sommo Omero.
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Ingenium magni livor detractat homeri.
113/293
Spesso i mali scuotono l'ingegno.
114/293
Ingenium mala saepe movent.
115/293
L'uccellatore era caduto nei suoi stessi lacci.
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In laqueos auceps deciderat suos.
117/293
L'abbondanza mi rese povero.
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Ciascuno deve rimanere entro i limiti del destino.
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Intra fortunam debet quisque manere.
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Oserei andare attraverso il fuoco e le spade.
122/293
Ire per ignes et gladios ausim.
123/293
Scivola di nascosto e fugge il tempo che vola.
124/293
Labitur occulte fallitque volubilis aetas.
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È lieve il carico per chi sa sopportarlo pazientemente.
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Leve fit quod bene fertur onus.
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Vi è una grande lita tra bellezza e pudicizia.
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Lis est cum forma magna pudicitiae.
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Quante sono le conchiglie sulla spiaggia, altrettanti sono in amore i dolori.
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Litore quot conchae, toto sunt in amore dolores.
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La cerva vecchia vedrà le insidie da lontano.
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Longius insidias cerva videbit anus.
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Grande era un tempo il rispetto per il capo canuto.
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Magna fuit quondam capitis reverentia cani.
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Sono troppo forte perchè la fortuna possa nuocermi.
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Maior sum quam cui possit fortuna nocere.
137/293
Il lavoro supera la materia.
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Il medico sta male se nessuno sta male.
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Medico male est si nemini male est.
141/293
Nel mezzo andrai sicurissimo.
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La messe è ancora in erba.
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Le cose tristi si mescolano a quelle liete.
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Miscentur tristitia laetis.
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Riposino dolcemente le ossa.
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I doni catturano uomini e dei.
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Munera capiunt hominesque deosque.