51/103
La noia è la più sterile delle passioni umane. Com'ella è figlia della nullità, così è madre del nulla: giacché non solo è sterile per se, ma rende tale tutto ciò a cui si mesce o avvicina.
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La noia non è altro che il desiderio puro della felicità non soddisfatto dal piacere, e non offeso apertamente dal dispiacere.
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La noia non è se non di quelli in cui lo spirito è qualche cosa.
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La pazienza è la più eroica delle virtù, giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico.
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Un uomo tanto meno o tanto più difficilmente sarà grande, quanto più sarà dominato dalla ragione.
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La stima non è prezzo di ossequi: oltre che essa, non diversa in ciò dall'amicizia, è come un fiore, che pesto una volta gravemente, o appassito, mai più non ritorna.
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Non basta che lo scrittore sia padrone del proprio stile. Bisogna che lo stile sia padrone delle cose.
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Non si vive al mondo che di prepotenza.
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Non ti accorgi Diavolo, che tu sei bella come un Angelo?
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Tornami in mente il dì che la battaglia d'amor sentii la prima volta e dissi: Oimè, se questo è amor, com'ei travaglia!
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Quasi tutte le principali scoperte che servono alla vita civile sono state opere del caso.
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Se la miglior compagnia è quella dalla quale noi partiamo più soddisfatti di noi medesimi, segue ch'ella è appresso a poco quella che noi lasciamo più annoiata.
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Senza le illusioni non ci sarà quasi mai grandezza di pensieri, né forza, impeto e ardore d'animo, né grandi azioni che per lo più son pazzie.
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Tutto è amor proprio nell'uomo e in qualunque vivente. Amabile non pare e non è se non quegli che lusinga o giova l'amor proprio altrui.
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Sono convinto che anche nell'ultimo istante della nostra vita abbiamo la possibilità di cambiare il nostro destino.
66/103
...e d'altro non brillin gli occhi tuoi se non di pianto.
67/103
Chi ha il coraggio di ridere è padrone del mondo.
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Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze... Perché non cerca la fine, ma va verso l'infinito.
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La morte non è male: perché libera l'uomo da tutti i mali, e insieme coi beni gli toglie i desiderii.
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La vita e l'assoluta mancanza d'illusione, e quindi di speranza, sono cose contraddittorie.
71/103
I fanciulli trovano tutto nel nulla,
gli uomini il nulla nel tutto.
72/103
Chi sa ridere è padrone del mondo.
73/103
Un buon libro è un compagno che ci fa passare dei momenti felici.
74/103
People who laugh are masters of the world.
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Il tale rassomigliava i piaceri umani a un carcioffo, dicendo che conveniva roderne prima e inghiottirne tutte le foglie per arrivare a dar di morso alla castagna. E che anche di questi carcioffi era grandissima carestia, e la più parte di loro senza castagna.
76/103
Piacer figlio d'affanno;
gioia vana, ch'è frutto
del passato timore, onde si scosse
e paventò la morte
chi la vita abborria.
O natura cortese
son questi i doni tuoi,
questi i diletti sono
che tue porgi ai mortali. Uscir di pena
è diletto fra noi.
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Ahi dal dolor comincia e nasce
l'Italo canto.
78/103
Il genere umano e, dal solo individuo in fuori, qualunque minima porzione di esso, si divide in due parti: gli uni usano prepotenza, gli altri la soffrono. Né legge né forza alcuna, né progresso di filosofia né di civiltà potendo impedire che uomo nato o da nascere non sia o degli uni o degli altri, resta che chi può eleggere, elegga.
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Nessuna opinione, vera o falsa, si è mai stabilita nel mondo istantaneamente e in forza di una dimostrazione lucida e palpabile ma a forza di ripetizioni e quindi assuefazioni.
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Non si può essere grandi se non pensando e operando contro ragione, e in quanto si pensa e opera contro ragione.
81/103
La ragione è la facoltà più materiale che sussista in noi.
82/103
L'imperio della pura ragione è quello del dispotismo.
83/103
La natura è grande, la ragione è piccola.
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La ragione è un lume; la Natura vuol essere illuminata dalla ragione, non incendiata.
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Rari sono i birbanti poveri: perché, lasciando tutto l'altro, se un uomo da bene cade in povertà, nessuno lo soccorre e molti se ne rallegrano; ma se un ribaldo diventa povero, tutta la città si solleva per aiutarlo.
86/103
Oh come grato occorre
nel tempo giovane, quando ancor lungo
la speme e breve ha la memoria il corso,
il rimembrar delle passate cose,
ancor che triste, e che l'affanno duri!
87/103
Silvia, rimembri ancora
quel tempo della tua vita mortale,
quando beltà splendea
negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi?
88/103
La rimembranza del piacere, si può paragonare alla speranza, e produce appresso a poco gli stessi effetti. Come la speranza, ella piace più del piacere.
89/103
Grande tra gli uomini e di gran terrore è la potenza del riso: contro il quale nessuno nella sua coscienza trova sé munito da ogni parte. Chi ha coraggio di ridere, è padrone del mondo, poco altrimenti di chi è preparato a morire.
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Tanto l'uomo è gradito e fa fortuna nella conversazione e nella vita, quanto ei sa ridere.
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Le persone non sono ridicole se non quando vogliono parere o essere ciò che non sono.
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I mezzi più semplici e veri e sicuri sono gli ultimi che gli uomini trovano, così nelle arti e nei mestieri come nelle cose usuali della vita, e così in tutto. E così chi sente e vuol esprimere i moti del suo cuore ecc. l'ultima cosa a cui arriva è la semplicità e la naturalezza, e la prima cosa è l'artifizio e l'affettazione.
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La schiettezza allora può giovare, quando è usata ad arte o quando, per la sua rarità, non l'è data fede.
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Tal cosa è la vita, che a portarla, fa di bisogno ad ora ad ora, deponendola, ripigliare un poco di lena, e ristorarsi con un gusto e quasi una particella di morte.
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Nulla è più raro al mondo, che una persona abitualmente sopportabile.
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Non possiamo né contare tutti gli sventurati, né piangere un solo degnamente.
97/103
Quanto più del tempo si tiene a conto, tanto più si dispera d'averne che basti; quanto più se ne gitta, tanto par che n'avanzi.
98/103
I timidi non hanno meno amor proprio che gli arroganti; anzi più, o vogliamo dire più sensitivo; e perciò temono. E si guardano di non pungere gli altri, non per istima che ne facciamo maggiore che gli insolenti e gli arditi, ma per evitare d'esser punti essi, atteso l'estremo dolore che ricevono da ogni puntura.
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Mi fere il Sol che tra lontani monti,
dopo il giorno sereno,
cadendo si dilegua, e par che dica
che la beata gioventù vien meno.
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E fieramente mi si stringe il core,
a pensar come tutto al mondo passa,
e quasi orma non lascia.
Ecco è fuggito
il dì festivo, ed al festivo il giorno
volgar succede, e se ne porta il tempo
ogni umano accidente. Or dov'è il suono
di que' popoli antichi? or dov'è il grido
de' nostri avi famosi, e il grande impero
di quella Roma, e l'armi, e il fragorio
che n'andò per la terra e l'oceano?
Tutto è pace e silenzio, e tutto posa.