Biografia di abate Galiani

 abate Galiani
Nazione: Italia    
Ferdinando Galiani nacque a Chieti il 2 dicembre 1728 e morì a Napoli il 30 ottobre 1787. Fu un economista.

Nacque da Matteo, regio uditore, e Anna Maria Ciaburri. Rimase orfano di padre a soli due anni e crebbe dallo zio materno Celestino Galiani, abate di Santa Sofia a Benevento, che ne curò l'educazione in un ambiente erudito.

Dotato di una precocità straordinaria, manifestò fin dall'infanzia un talento per la matematica, la filosofia e le lingue classiche mentre studiava presso i barnabiti di Chieti e poi a Napoli sotto la guida del maestro Antonio Genovesi.

A sedici anni prese gli ordini minori divenendo abate di Santa Caterina a Celano nel 1745, diventando noto a tutti come abate Galiani. Non esercitò però il sacerdozio e pubblicò nel 1749-50 il trattato Dell'antichissima storia delle navigazioni nel Mediterraneo, inedito ma rivelatore del suo interesse per l'antiquaria. Questo suo scritto venne seguito nel 1751 da Della moneta, opera rivoluzionaria in cinque libri che anticipava l'utilitarismo individuando il valore economico in relazione a utilità, rarità, lavoro e tempi di produzione, criticando mercantilisti e fisiocratici e rendendolo celebre nei circoli scientifici europei.

Nel 1753-54 collaborò con Bartolomeo Intieri all'opuscolo Della perfetta conservazione del grano e studiò la geologia del Vesuvio classificando 141 pietre, mentre nel 1759 fu nominato, su indicazione di Bernardo Tanucci, segretario dell'ambasciata napoletana a Parigi.

Qui soggiornò fino al 1769 frequentando i philosophes nei salotti di madame d'Épinay, stringendo amicizie profonde con Denis Diderot, che lo definì "il più profondo e lucido degli uomini del suo secolo", Grimm, Rousseau, Marmontel e Helvétius, influenzando il dibattito illuminista con il suo spirito paradossale e il suo francese vivace.

Lì completò i Dialoghi sul commercio dei grani (1770, anonimi e con falso luogo di stampa Londra), polemica contro il liberismo fisiocratico di Quesnay sostenendo l'adattamento delle istituzioni economiche alle specificità storiche, sociali e ambientali dei paesi. L'opera consolidò la sua fama di economista relativista e pragmatico.

Tornato a Napoli, assunse ruoli amministrativi come soprintendente al commercio dei grani e poi al demanio militare nel 1784, collaborando con il cartografo Giovanni Antonio Rizzi Zannoni alla Carta Geografica del Regno di Napoli grazie a pergamene storiche recuperate, e scrisse libretti operistici come Socrate immaginario musicato da Giovanni Paisiello, oltre a vocabolari in dialetto napoletano pubblicati postumi.

Negli ultimi anni, pur malato, fu attivo in Puglia per missioni ufficiali. Quando morì, lasciò manoscritti su linguistica e musica che ne evidenziavano la versatilità di intellettuale poliedrico, ponte tra economia meridionale e Illuminismo europeo, celebrato da Nietzsche e influente sulla tradizione utilitarista italiana.


Frasi di abate Galiani

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Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

La donna è un animale debole e malato per natura.


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