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I libri seri non istruiscono, interrogano.
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Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.
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La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.
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Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.
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Chi scrive per convincere mente sempre.
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L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.
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La forma sublime del disprezzo è il perdono.
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Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.
9/68
Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.
10/68
L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.
11/68
Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.
12/68
Ogni soddisfazione è una forma di oblio.
13/68
Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.
14/68
Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.
15/68
Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.
16/68
Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.
17/68
Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.
18/68
Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.
19/68
Il mito emenda la precisione del concetto.
20/68
Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.
21/68
Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.
22/68
Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.
23/68
Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.
24/68
Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.
25/68
Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.
26/68
"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.
27/68
Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.
28/68
Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.
29/68
Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.
30/68
L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.
31/68
Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.
32/68
Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.
33/68
Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.
34/68
Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.
35/68
Non c'è cosa più deprimente dell'appartenere a una moltitudine nello spazio. Né più esaltante dell'appartenere a una moltitudine nel tempo.
36/68
Non c'è fraternità politica che valga un odio condiviso.
37/68
Non c'è retorica che prolunghi l'amore tra le anime oltre l'istante in cui la carne si placa.
38/68
Non c'è vittoria spirituale che non sia necessario ogni giorno vincere di nuovo.
39/68
Non è la sensualità che allontana da Dio ma l'astrazione.
40/68
Non è stato un Dio ventriloquo a ispirare la Bibbia. La voce divina attraversa il testo sacro come un vento tempestoso il folto di un bosco.
41/68
Non la sintesi, ma la tensione dei contrari appaga l'intelligenza.
42/68
Non l'originalità della dottrina ma la divinità di Cristo determina l'importanza del cristianesimo.
43/68
Non parlo di Dio, per convertire qualcuno, ma perché è l'unico tema di cui valga la pena parlare.
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Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali.
45/68
Non riuscendo a realizzare le sue aspirazioni, il "progresso" chiama aspirazione ciò che si realizza.
46/68
Nulla è più difficile del non fingere di capire.
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Nulla è più pericoloso che risolvere problemi transitori con soluzioni permanenti.
48/68
Oggi a partecipare si finisce per essere complici.
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Ogni verità è un rischio che ci pare valga la pena di correre.
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Ogni bene che si possa dimostrare è un bene a metà. Il Bene si può solo mostrare.