Frasi di Nicolás Gómez Dávila

1/68

I libri seri non istruiscono, interrogano.

2/68

Civiltà è tutto quello che l'università non può insegnare.

3/68

La stampa non si propone di informare il lettore, bensì di persuaderlo del fatto di essere informato.

4/68

Al volgo non interessa essere libero, ma credersi tale.

5/68

Chi scrive per convincere mente sempre.

6/68

L'idea del "libero sviluppo della personalità" sembra degna di ammirazione finché non incappa in individui la cui personalità si è sviluppata liberamente.

7/68

La forma sublime del disprezzo è il perdono.

8/68

Chi vede diffondersi le proprie idee deve sospettare che siano traditrici.

9/68

Immaginare è percepire ciò che sfugge alla percezione ordinaria.

10/68

L'intelligenza si inventa coerenze per dormire sonni tranquilli. Fin quando non irrompe l'assurdo.

11/68

Lascia stare le tue dimostrazioni. Non ascolto la tua predica, ma la tua voce.

12/68

Ogni soddisfazione è una forma di oblio.

13/68

Lo stile è un ordine cui l'uomo sottomette il caos.

14/68

Il nome con cui siamo conosciuti è solo il più noto dei nostri pseudonimi.

15/68

Le vere opere d'arte stanno alle spalle del proprio tempo, come proiettili dimenticati in un campo di battaglia.

16/68

Vorremmo che certi dipinti ci invitassero dentro il quadro per partecipare al loro modo di essere.

17/68

Rifiutare di stupirsi è il contrassegno della bestia.

18/68

Le celebrità del nostro tempo sono impregnate dell'odore dei laboratori pubblicitari che le fabbricano.

19/68

Il mito emenda la precisione del concetto.

20/68

Non vorremmo limitarci ad accarezzare il corpo amato, ma essere la carezza stessa.

21/68

Il mondo non è un argomento del poeta, ma il dizionario delle sue metafore.

22/68

Autentico scrittore non è chi, in un incontro casuale, ci tiene una concione con voce esotica da commensale stravagante, ma chi ci interpella con la stessa voce con cui parliamo a noi stessi nella nostra solitudine.

23/68

Il pensiero è indefinito in entrambe le direzioni: non conosce conclusioni ultime, né princìpi primi.

24/68

Tutti si sentono superiori a quello che fanno perché si credono superiori a quello che sono. Nessuno crede di essere quel poco che è in realtà.

25/68

Nell'intimità della lettura il grande scrittore non sembra limitarci, ma completarci.

26/68

"Riconciliazione dell'uomo con sé stesso": la più sicura definizione della stupidità.

27/68

Il politico, in una democrazia, si muta in buffone del popolo sovrano.

28/68

Arte classica è quella in cui il sostantivo si leva con l'autorità di una statua.

29/68

Un libro che non abbia Dio, o l'assenza di Dio, come protagonista clandestino, è privo d'interesse.

30/68

L'amore per la povertà è da cristiani, ma l'adulazione del povero è mera tecnica di reclutamento elettorale.

31/68

Ciò che è reale non è razionale e ciò che è razionale non è reale.

32/68

Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.

33/68

Nessuno sa esattamente cosa vuole finché il suo avversario non glielo spiega.

34/68

Non appena le norme che ci rendono civili si allentano, il popolo servile, che grugnisce in ciascuno di noi, scatena i suoi torvi appetiti.

35/68

Non c'è cosa più deprimente dell'appartenere a una moltitudine nello spazio. Né più esaltante dell'appartenere a una moltitudine nel tempo.

36/68

Non c'è fraternità politica che valga un odio condiviso.

37/68

Non c'è retorica che prolunghi l'amore tra le anime oltre l'istante in cui la carne si placa.

38/68

Non c'è vittoria spirituale che non sia necessario ogni giorno vincere di nuovo.

39/68

Non è la sensualità che allontana da Dio ma l'astrazione.

40/68

Non è stato un Dio ventriloquo a ispirare la Bibbia. La voce divina attraversa il testo sacro come un vento tempestoso il folto di un bosco.

41/68

Non la sintesi, ma la tensione dei contrari appaga l'intelligenza.

42/68

Non l'originalità della dottrina ma la divinità di Cristo determina l'importanza del cristianesimo.

43/68

Non parlo di Dio, per convertire qualcuno, ma perché è l'unico tema di cui valga la pena parlare.

44/68

Non potendo parlare sempre della morte, tutti i nostri discorsi sono banali.

45/68

Non riuscendo a realizzare le sue aspirazioni, il "progresso" chiama aspirazione ciò che si realizza.

46/68

Nulla è più difficile del non fingere di capire.

47/68

Nulla è più pericoloso che risolvere problemi transitori con soluzioni permanenti.

48/68

Oggi a partecipare si finisce per essere complici.

49/68

Ogni verità è un rischio che ci pare valga la pena di correre.

50/68

Ogni bene che si possa dimostrare è un bene a metà. Il Bene si può solo mostrare.


Biografia di Nicolás Gómez Dávila