Frasi di Nicolás Gómez Dávila

51/83

Ogni civiltà è un dialogo con la morte.

52/83

Ogni nuova generazione accusa le generazioni precedenti di non aver redento l'uomo. Ma l'abiezione con cui la nuova generazione si adatta al mondo, dopo il fallimento di turno, è proporzionale alla veemenza delle sue accuse.

53/83

Ogni scrittore glossa all'infinito il suo breve testo originale.

54/83

Ogni verità è tensione tra evidenze contrarie che esigono simultaneo rispetto.

55/83

Ogni verità va dalla carne alla carne.

56/83

Pensare come i nostri contemporanei è la ricetta della prosperità e della stupidità.

57/83

Per Dio non ci sono che individui.

58/83

Per il lettore che sa leggere tutta la letteratura è contemporanea.

59/83

Per sfidare Dio l'uomo gonfia il proprio vuoto.

60/83

Più che ragioni per credere, ci sono ragioni per dubitare del dubbio.

61/83

Pochi uomini sopporterebbero la propria vita se non si sentissero vittime della sorte.

62/83

Predicano le verità in cui credono o le verità in cui credono di dover credere?

63/83

Qualsiasi filosofo risulta indecifrabile per chi ne indaghi le risposte senza conoscerne prima le domande.

64/83

Quando l'amore raggiunge la sua perfetta maturità, l'impudicizia è la sua unica espressione adeguata.

65/83

Quando le cose ci sembrano essere solo quel che sembrano, presto ci sembreranno essere ancora meno.

66/83

Quando lo spirito si adagia per assopirsi in una "armonia più alta", il rumore del conflitto lo risveglia.

67/83

Quando si è giovani si teme di passare per stupidi; nell'età matura si teme di esserlo.

68/83

Quanto più gravi sono i problemi, tanto maggiore è il numero di inetti che la democrazia chiama a risolverli.

69/83

Quanto più l'uomo crede di essere libero, tanto più facile è indottrinarlo.

70/83

Quanto più una cosa è importante, tanto meno importa il numero dei suoi difensori. Se per difendere una nazione c'è bisogno di un esercito, per difendere un'idea basta un solo uomo.

71/83

Questo secolo di pedagogia proletaria predica la dignità del lavoro, come uno schiavo che calunnia l'ozio intelligente e voluttuoso.

72/83

Questo secolo sprofonda lentamente in un pantano di sperma e di merda. Per maneggiare gli avvenimenti attuali gli storici futuri dovranno mettersi i guanti.

73/83

Rassegnarsi all'errore è il principio della saggezza.

74/83

Respingiamo l'abominevole esortazione a rinunciare all'amicizia e all'amore per evitare la sventura. Mescoliamo piuttosto le nostre anime come intrecciamo i nostri corpi. Che la persona amata sia la terra delle nostre radici divelte.

75/83

Respiro male in un mondo non attraversato da ombre sacre.

76/83

Riformare la società per mezzo di leggi è il sogno del cittadino incauto e il preambolo discreto di ogni tirannia.

77/83

Ritenere di non avere pregiudizi è il più comune dei pregiudizi.

78/83

Sarebbe interessante verificare se c'è mai stata predica che non sia sfociata in assassinio.

79/83

Se Dio fosse il punto d'arrivo di un ragionamento, non sentirei alcuna necessità di adorarlo. Ma Dio non è solo la sostanza di ciò che spero, è anche la sostanza di ciò che vivo.

80/83

Sensuale, scettico e religioso non sarebbe una cattiva definizione di ciò che sono.

81/83

Si comincia scegliendo perché si ammira e si finisce ammirando perché si è scelto.

82/83

Si deve leggere solo per scoprire ciò che va eternamente riletto.

83/83

Società totalitaria è il nome volgare di quella specie sociale la cui denominazione scientifica è società industriale.


Biografia di Nicolás Gómez Dávila