Biografia di Arthur Eddington

Arthur Eddington
Nazione: Regno Unito    
Arthur Stanley Eddington nacque a Kendal, Inghilterra il 28 dicembre 1882 e morì a Cambridge, Inghilterra il 22 novembre 1944. Fu un astrofisico.

Nacque da genitori quaccheri; il padre Arthur Henry, insegnante e preside di una scuola quacchera, morì di un'epidemia di tifo nel 1884 quando il figlio aveva solo due anni, lasciando la famiglia in difficoltà economiche.
La madre, Sarah Ann Shout, anch'essa educatrice, le affrontò trasferendosi con i figli a Weston-super-Mare.

Fin dalla giovinezza Arthur manifestò un talento eccezionale per la matematica e la letteratura, studiando come alunno esterno alla Brynmelyn School dove eccelse in entrambe le discipline, e nel 1898 ottenne una borsa di studio dalla Contea di Somerset che gli permise di iscriversi all'Owens College di Manchester (poi Università).

Troppo giovane per l'ingresso regolare, venne ammesso grazie alle sue doti, seguendo fisica e le lezioni di matematica di Horace Lamb, ottenendo sussidi per mantenersi e laureandosi B.Sc. con lode nel 1902.

Trasferitosi al Trinity College di Cambridge nel 1902 con un'altra borsa, studiò matematica con Edmund Whittaker, Alfred North Whitehead e Ernest William Barnes, completando il M.A. nel 1905 e vincendo premi come lo Smith Prize nel 1907 per un saggio sul moto proprio delle stelle.

Iniziò la carriera al Cavendish Laboratory con ricerche sull'emissione termoionica, ma presto virò sull'astronomia, passione infantile alimentata da un piccolo telescopio prestatogli a dieci anni. Nel 1906 ottenne un posto temporaneo all'Osservatorio Reale di Greenwich per analizzare foto dell'asteroide Eros volte a misurare la parallasse solare, guadagnando un Fellowship al Trinity College e nel 1913 la cattedra Plumian di Astronomia e la direzione dell'Osservatorio di Cambridge.

I suoi primi lavori (1906-1916) sulla distribuzione e sul moto stellare culminarono nel modello dinamico della Via Lattea, ma il 1915 segnò una svolta con la lettura dei lavori di Einstein sulla relatività generale, che spiegava la precessione del perielio di Mercurio.

Eddington ne fu entusiasta, tenne conferenze alla British Association nel 1916 e collaborò con Willem de Sitter per diffondere la teoria in lingua inglese. Organizzò la spedizione del 1919 all'isola di Príncipe nel Golfo di Guinea per l'eclissi solare, confermando la deflessione della luce dal Sole prevista da Einstein

Il risultato venne annunciato alla Royal Society con J.J. Thomson presidente e pubblicato su Philosophical Transactions; diresse poi l'altra spedizione di Andrew Crommelin a Sobral in Brasile.

Negli anni '20 Eddington sviluppò la teoria interna delle stelle con The internal constitution of the stars (1926), introducendo il limite di Eddington sulla massima luminosità stellare per pressione di radiazione, e scrisse opere divulgative come Space, time and gravitation (1920), The nature of the physical world (1928) e The expanding universe (1933), esplorando filosofia quantistica e cosmologia.

Pacifista quacchero, si oppose alla Prima Guerra Mondiale rifiutando servizio militare e sostenne Einstein contro l'antisemitismo nazista. Presidente della Royal Astronomical Society (1921-1923) e della Physical Society (1930-1932), ricevette il titolo di Sir nel 1930. Criticò aspramente il lavoro dello scienziato indiano Subrahmanyan Chandrasekhar sulla degenerazione degli elettroni nelle nane bianche nel 1935, teoria poi rivelatasi corretta, e continuò ricerche su cosmologia e unificazione delle forze fino alla malattia, che lo portò alla morte nel 1944.


Frasi di Arthur Eddington

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Non fidatevi troppo dei risultati di un esperimento, a meno che non siano confermati dalla teoria.


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