Biografia di Salvador Dalí
Nazione: Spagna
Salvador Domingo Felipe Jacinto Dalí i Domènech nacque a Figueres, Spagna il giorno 11 maggio 1904 e morì sempre a Figueres, il 23 gennaio 1989. Fu pittore, scultore e saggista, ma anche fotografo, designer, stilista, e sceneggiatore.
Figlio di Salvador Dalí Cusí, un notaio dalla personalità autoritaria, e di Felipa Domènech Ferrés, la sua nascita fu segnata da un'ombra fin dal principio: nove mesi prima della sua venuta al mondo era infatti morto un fratello maggiore, anch'egli chiamato Salvador, e i genitori decisero di dare al nuovo figlio lo stesso nome.
Questo fatto alimentò in lui, secondo quanto lo stesso artista avrebbe raccontato in età adulta, una persistente sensazione di essere in qualche modo la reincarnazione, o comunque il sostituto, di quel fratello scomparso. Fu un bambino viziato e assecondato in ogni suo capriccio, che iniziò gli studi nel 1908 alla Scuola Pubblica dell'Infanzia di Figueres, per proseguire poi al collegio dei Fratelli Maristi e all'Istituto di Figueres.
Fin da giovanissimo manifestò un talento artistico precoce, incoraggiato dal padre che gli allestì in casa uno studio personale, e nel 1916 trascorse un'estate memorabile a Cadaqués ospite della famiglia Pichot, un ambiente colto e artisticamente stimolante che contribuì a risvegliare in lui la vocazione pittorica.
Nel 1922 si trasferì a Madrid per frequentare la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, alloggiando alla celebre Residencia de Estudiantes, dove strinse amicizie destinate a segnare tutta la sua vita: fu qui che conobbe il poeta Federico García Lorca, con cui visse un rapporto intenso e ambiguo mai del tutto chiarito, e il futuro regista Luis Buñuel.
Il suo percorso accademico fu tuttavia turbolento: nel 1923 fu sospeso per un anno dall'Accademia con l'accusa di aver istigato una protesta studentesca, e nello stesso periodo trascorse alcuni giorni in carcere a Figueres per ragioni mai del tutto chiarite, prima di essere condotto a Girona e rilasciato. Nel 1926 fu infine espulso definitivamente dall'Accademia, pochi giorni prima degli esami finali, dopo aver dichiarato che nessuno dei suoi esaminatori era all'altezza di giudicarlo.
Nel 1926 compì il suo primo viaggio a Parigi, dove incontrò Pablo Picasso, un artista che ammirava profondamente e al quale guardò come punto di riferimento nei primi anni della propria formazione. Nel 1927 ricevette a Cadaqués la visita di García Lorca e di Buñuel, e con quest'ultimo diede vita a una collaborazione cinematografica che avrebbe fatto epoca: nacque così Un chien andalou ("Un cane andaluso"), film del 1929 dai toni inquietanti e onirici, capace di riversare sullo schermo, con un linguaggio volutamente irrazionale, le ossessioni adolescenziali legate al sesso e alla morte; ai due sarebbe seguito, nel 1930, un secondo film scandaloso, L'età dell'oro.
Nel 1929, tornato a Parigi, Dalí entrò in contatto, tramite Joan Miró, con André Breton e il gruppo dei surrealisti, rimanendo colpito dall'idea che la surrealtà fosse in realtà contenuta nella realtà stessa; imparò così a introdurre nella propria pittura, attraverso un linguaggio apparentemente oggettivo e minuzioso, tutto il materiale irrazionale dell'inconscio, dando vita a dipinti come Carne di gallina inaugurale, tra i primi della sua produzione propriamente surrealista.
Fu sempre nel 1929 che conobbe, sempre a Cadaqués, la donna che sarebbe diventata il centro assoluto della sua vita: Elena Diakonova, detta Gala, all'epoca ancora sposata al poeta Paul Éluard, con cui Dalí strinse un legame che si sarebbe rivelato inscindibile, tanto sentimentale quanto professionale, dato che Gala ne divenne ben presto musa, compagna e abilissima manager degli affari.
Negli anni Trenta la fama di Dalí crebbe rapidamente, complice anche il suo temperamento istrionico e la sua abilità nel costruirsi un personaggio pubblico eccentrico, fatto di baffi arricciati all'insù in omaggio al pittore Diego Velázquez e di uscite pubbliche studiate per stupire; risale al 1931 il suo dipinto più celebre, La persistenza della memoria, con i famosi orologi molli che sarebbero diventati uno dei simboli più riconoscibili dell'intera arte del Novecento.
Il suo rapporto con il movimento surrealista, tuttavia, si incrinò progressivamente a causa delle sue posizioni politiche ambigue, in particolare per un atteggiamento percepito come troppo indulgente verso il nazifascismo, tanto che nel 1934 fu formalmente espulso dal gruppo guidato da Breton, episodio che Dalí commentò con la celebre battuta secondo cui la differenza tra lui e i surrealisti era che lui, il surrealismo, lo era davvero. Sempre nel 1934 sposò civilmente Gala a Parigi.
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1940 Dalí ripiegò negli Stati Uniti, dove trascorse otto anni tra grande successo commerciale e crescente sospetto da parte della critica più severa, che iniziò a rimproverargli un eccessivo compiacimento per il denaro, tanto da valergli da parte dello stesso Breton il soprannome dispregiativo, anagramma del suo nome, di "Avida Dollars".
In questo periodo collaborò anche con Alfred Hitchcock, realizzando nel 1945 le celebri scenografie oniriche per il film Spellbound ("Io ti salverò"), e con Walt Disney, per il quale lavorò a un progetto d'animazione, Destino, rimasto incompiuto per decenni. Nel 1942 pubblicò la sua autobiografia dal titolo La vita segreta di Salvador Dalí.
Rientrati in Europa, Dalí e Gala tornarono a stabilirsi in Catalogna nel 1951 e l'8 agosto 1958 la coppia rinnovò le proprie nozze con un matrimonio religioso celebrato a Sant Martí Vell, in provincia di Girona. Negli anni Cinquanta la sua pittura entrò in quella che fu definita la fase "mistico-nucleare", segnata da un rinnovato interesse per la religione, la scienza e la matematica, e da opere come la Madonna di Port-Lligat, il Corpus Hypercubus e il Torero allucinogeno.
Questa continua tensione verso la sperimentazione avrebbe influenzato in seguito artisti come Andy Warhol, che indicò pubblicamente Dalí come uno dei precursori della pop art. Nel 1960 iniziò a Figueres la costruzione del Teatro-Museo Dalí, un progetto interamente concepito e diretto da lui stesso, destinato a diventare non solo un museo ma una sorta di opera d'arte totale e, in seguito, il proprio luogo di sepoltura.
Gli ultimi anni della vita di Dalí furono segnati dal progressivo declino fisico dovuto al morbo di Parkinson, che ne compromise sempre più la capacità di dipingere, e soprattutto dalla morte di Gala, avvenuta nel 1982, che lo gettò in una profonda depressione; l'artista si trasferì allora nel castello di Púbol, che aveva acquistato appositamente per lei, dove subì un grave episodio di disidratazione, forse volontario, che ne aggravò ulteriormente le condizioni di salute.
Quegli ultimi anni furono inoltre offuscati da polemiche legate all'autenticità di alcune opere tarde, quando si diffuse il sospetto che amici e collaboratori avessero fatto firmare all'artista, ormai debilitato, tele bianche poi vendute come dipinti originali.
Salvador Dalí morì nel 1989 a Figueres, nell'ospedale della città che gli aveva dato i natali, a causa di un arresto cardiaco, e fu sepolto nella cripta del proprio museo, a pochi passi dalla casa natale e dalla chiesa di Sant Pere in cui era stato battezzato: un'ultima, involontaria coincidenza che chiuse simbolicamente il cerchio di una vita interamente consacrata, fin dal nome ereditato da un fratello mai conosciuto, al gioco fra identità, memoria e immaginazione.
Figlio di Salvador Dalí Cusí, un notaio dalla personalità autoritaria, e di Felipa Domènech Ferrés, la sua nascita fu segnata da un'ombra fin dal principio: nove mesi prima della sua venuta al mondo era infatti morto un fratello maggiore, anch'egli chiamato Salvador, e i genitori decisero di dare al nuovo figlio lo stesso nome.
Questo fatto alimentò in lui, secondo quanto lo stesso artista avrebbe raccontato in età adulta, una persistente sensazione di essere in qualche modo la reincarnazione, o comunque il sostituto, di quel fratello scomparso. Fu un bambino viziato e assecondato in ogni suo capriccio, che iniziò gli studi nel 1908 alla Scuola Pubblica dell'Infanzia di Figueres, per proseguire poi al collegio dei Fratelli Maristi e all'Istituto di Figueres.
Fin da giovanissimo manifestò un talento artistico precoce, incoraggiato dal padre che gli allestì in casa uno studio personale, e nel 1916 trascorse un'estate memorabile a Cadaqués ospite della famiglia Pichot, un ambiente colto e artisticamente stimolante che contribuì a risvegliare in lui la vocazione pittorica.
Nel 1922 si trasferì a Madrid per frequentare la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, alloggiando alla celebre Residencia de Estudiantes, dove strinse amicizie destinate a segnare tutta la sua vita: fu qui che conobbe il poeta Federico García Lorca, con cui visse un rapporto intenso e ambiguo mai del tutto chiarito, e il futuro regista Luis Buñuel.
Il suo percorso accademico fu tuttavia turbolento: nel 1923 fu sospeso per un anno dall'Accademia con l'accusa di aver istigato una protesta studentesca, e nello stesso periodo trascorse alcuni giorni in carcere a Figueres per ragioni mai del tutto chiarite, prima di essere condotto a Girona e rilasciato. Nel 1926 fu infine espulso definitivamente dall'Accademia, pochi giorni prima degli esami finali, dopo aver dichiarato che nessuno dei suoi esaminatori era all'altezza di giudicarlo.
Nel 1926 compì il suo primo viaggio a Parigi, dove incontrò Pablo Picasso, un artista che ammirava profondamente e al quale guardò come punto di riferimento nei primi anni della propria formazione. Nel 1927 ricevette a Cadaqués la visita di García Lorca e di Buñuel, e con quest'ultimo diede vita a una collaborazione cinematografica che avrebbe fatto epoca: nacque così Un chien andalou ("Un cane andaluso"), film del 1929 dai toni inquietanti e onirici, capace di riversare sullo schermo, con un linguaggio volutamente irrazionale, le ossessioni adolescenziali legate al sesso e alla morte; ai due sarebbe seguito, nel 1930, un secondo film scandaloso, L'età dell'oro.
Nel 1929, tornato a Parigi, Dalí entrò in contatto, tramite Joan Miró, con André Breton e il gruppo dei surrealisti, rimanendo colpito dall'idea che la surrealtà fosse in realtà contenuta nella realtà stessa; imparò così a introdurre nella propria pittura, attraverso un linguaggio apparentemente oggettivo e minuzioso, tutto il materiale irrazionale dell'inconscio, dando vita a dipinti come Carne di gallina inaugurale, tra i primi della sua produzione propriamente surrealista.
Fu sempre nel 1929 che conobbe, sempre a Cadaqués, la donna che sarebbe diventata il centro assoluto della sua vita: Elena Diakonova, detta Gala, all'epoca ancora sposata al poeta Paul Éluard, con cui Dalí strinse un legame che si sarebbe rivelato inscindibile, tanto sentimentale quanto professionale, dato che Gala ne divenne ben presto musa, compagna e abilissima manager degli affari.
Negli anni Trenta la fama di Dalí crebbe rapidamente, complice anche il suo temperamento istrionico e la sua abilità nel costruirsi un personaggio pubblico eccentrico, fatto di baffi arricciati all'insù in omaggio al pittore Diego Velázquez e di uscite pubbliche studiate per stupire; risale al 1931 il suo dipinto più celebre, La persistenza della memoria, con i famosi orologi molli che sarebbero diventati uno dei simboli più riconoscibili dell'intera arte del Novecento.
Il suo rapporto con il movimento surrealista, tuttavia, si incrinò progressivamente a causa delle sue posizioni politiche ambigue, in particolare per un atteggiamento percepito come troppo indulgente verso il nazifascismo, tanto che nel 1934 fu formalmente espulso dal gruppo guidato da Breton, episodio che Dalí commentò con la celebre battuta secondo cui la differenza tra lui e i surrealisti era che lui, il surrealismo, lo era davvero. Sempre nel 1934 sposò civilmente Gala a Parigi.
Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1940 Dalí ripiegò negli Stati Uniti, dove trascorse otto anni tra grande successo commerciale e crescente sospetto da parte della critica più severa, che iniziò a rimproverargli un eccessivo compiacimento per il denaro, tanto da valergli da parte dello stesso Breton il soprannome dispregiativo, anagramma del suo nome, di "Avida Dollars".
In questo periodo collaborò anche con Alfred Hitchcock, realizzando nel 1945 le celebri scenografie oniriche per il film Spellbound ("Io ti salverò"), e con Walt Disney, per il quale lavorò a un progetto d'animazione, Destino, rimasto incompiuto per decenni. Nel 1942 pubblicò la sua autobiografia dal titolo La vita segreta di Salvador Dalí.
Rientrati in Europa, Dalí e Gala tornarono a stabilirsi in Catalogna nel 1951 e l'8 agosto 1958 la coppia rinnovò le proprie nozze con un matrimonio religioso celebrato a Sant Martí Vell, in provincia di Girona. Negli anni Cinquanta la sua pittura entrò in quella che fu definita la fase "mistico-nucleare", segnata da un rinnovato interesse per la religione, la scienza e la matematica, e da opere come la Madonna di Port-Lligat, il Corpus Hypercubus e il Torero allucinogeno.
Questa continua tensione verso la sperimentazione avrebbe influenzato in seguito artisti come Andy Warhol, che indicò pubblicamente Dalí come uno dei precursori della pop art. Nel 1960 iniziò a Figueres la costruzione del Teatro-Museo Dalí, un progetto interamente concepito e diretto da lui stesso, destinato a diventare non solo un museo ma una sorta di opera d'arte totale e, in seguito, il proprio luogo di sepoltura.
Gli ultimi anni della vita di Dalí furono segnati dal progressivo declino fisico dovuto al morbo di Parkinson, che ne compromise sempre più la capacità di dipingere, e soprattutto dalla morte di Gala, avvenuta nel 1982, che lo gettò in una profonda depressione; l'artista si trasferì allora nel castello di Púbol, che aveva acquistato appositamente per lei, dove subì un grave episodio di disidratazione, forse volontario, che ne aggravò ulteriormente le condizioni di salute.
Quegli ultimi anni furono inoltre offuscati da polemiche legate all'autenticità di alcune opere tarde, quando si diffuse il sospetto che amici e collaboratori avessero fatto firmare all'artista, ormai debilitato, tele bianche poi vendute come dipinti originali.
Salvador Dalí morì nel 1989 a Figueres, nell'ospedale della città che gli aveva dato i natali, a causa di un arresto cardiaco, e fu sepolto nella cripta del proprio museo, a pochi passi dalla casa natale e dalla chiesa di Sant Pere in cui era stato battezzato: un'ultima, involontaria coincidenza che chiuse simbolicamente il cerchio di una vita interamente consacrata, fin dal nome ereditato da un fratello mai conosciuto, al gioco fra identità, memoria e immaginazione.
Frasi di Salvador Dalí
Per ora abbiamo un totale di 2 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Non aver paura della perfezione: non la raggiungerai mai.
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