Biografia di Alfred Hitchcock
Nazione: Regno Unito
Alfred Joseph Hitchcock nacque a Londra il 13 agosto 1899 e morì a Los Angeles il 29 aprile 1980. Fu regista e produttore cinematografico.
Era il terzo figlio di un commerciante di generi alimentari e pollame di origini irlandesi e di religione cattolica. Crebbe in un ambiente familiare rigido e severo, educato secondo i dettami della Chiesa cattolica in un contesto britannico prevalentemente protestante, elemento che secondo molti biografi contribuì a formare in lui un senso precoce di isolamento e di colpa, temi che sarebbero poi tornati costantemente nella sua opera.
Fu proprio il padre, quando Hitchcock era ancora bambino, a mandarlo con un biglietto dal locale commissario di polizia, che lo tenne rinchiuso per alcuni minuti in una cella dicendogli che così si trattavano i bambini cattivi: un episodio che lo stesso regista avrebbe più volte raccontato come fondativo della sua ossessione per la paura, la colpa e il controllo.
Studiò presso il collegio gesuita di Saint Ignatius a Londra, dove subì una disciplina scolastica altrettanto severa, per poi frequentare una scuola di ingegneria ed elettronica, la School of Engineering and Navigation, che lo avviò a un primo impiego come disegnatore tecnico presso una società di cavi elettrici, la Henley Telegraph and Cable Company.
Fu proprio in quegli anni giovanili che Hitchcock iniziò a coltivare un interesse crescente per il disegno, la grafica pubblicitaria e il cinema, disegnando le didascalie illustrate per i film muti prodotti dalla filiale britannica della Famous Players-Lasky, la futura Paramount, con sede agli studios di Islington a Londra.
Da quel ruolo tecnico passò gradualmente a incarichi di crescente responsabilità, occupandosi di sceneggiature, scenografie e infine della regia vera e propria: il suo esordio come regista completo avvenne nel 1925 con Il giardino del piacere, seguito l'anno successivo da Aquile bianche, ma fu soprattutto con L'inquilino (1927), storia di un sospetto assassino seriale nella Londra nebbiosa, che Hitchcock iniziò a definire i temi e lo stile visivo che lo avrebbero reso celebre.
Nello stesso periodo, nel 1926, sposò la montatrice e sceneggiatrice Alma Reville, che fu per tutta la vita la sua più stretta collaboratrice creativa e con cui ebbe l'unica figlia, Patricia, anch'essa in seguito attrice.
Negli anni trenta, ancora in Inghilterra, Hitchcock consolidò la propria fama con una serie di thriller di grande successo, tra cui Ricatto (1929), primo film sonoro britannico, L'uomo che sapeva troppo (1934), I 39 scalini (1935), tratto dal romanzo di John Buchan, Sabotaggio (1936) e La signora scompare (1938), pellicole che gli valsero l'appellativo di "maestro del brivido" e attirarono su di lui l'attenzione di Hollywood.
Fu il produttore David O. Selznick a portarlo negli Stati Uniti alla fine degli anni trenta, dove Hitchcock diresse nel 1940 Rebecca - La prima moglie, tratto dal romanzo di Daphne du Maurier, film che gli fece vincere il premio Oscar come miglior film (unico Oscar vinto da una sua pellicola, poiché Hitchcock stesso non ricevette mai personalmente la statuetta come miglior regista, nonostante cinque candidature).
Nei decenni successivi, lavorando prevalentemente per gli studios americani, Hitchcock realizzò alcuni dei film più influenti della storia del cinema, spesso avvalendosi di attori con cui instaurò collaborazioni ricorrenti, come Cary Grant, con cui girò Il sospetto (1941), Notorious - L'amante perduta (1946) e Caccia al ladro (1955), e James Stewart, protagonista di Nodo alla gola (1948), La finestra sul cortile (1954), L'uomo che sapeva troppo, nella versione rifatta nel 1956, e soprattutto La donna che visse due volte (1958), oggi considerato da molti critici uno dei più grandi film mai realizzati.
Lavorò inoltre a lungo con la costumista Edith Head e con il compositore Bernard Herrmann, autore delle musiche di numerosi suoi capolavori. Nel 1954 diresse Grace Kelly, che sarebbe diventata una delle sue attrici feticcio prima di lasciare il cinema per diventare principessa di Monaco, protagonista assieme a lei anche di Caccia al ladro e di Delitto perfetto.
Nel 1960 Hitchcock diresse Psyco, tratto da un romanzo di Robert Bloch e interpretato da Anthony Perkins e Janet Leigh, film che, girato con un budget contenuto e una troupe televisiva, rivoluzionò il genere horror e thriller con la celebre scena dell'omicidio nella doccia, divenendo uno dei titoli più celebri e citati della storia del cinema.
Proseguì la propria attività con Gli uccelli__EM2-_ (1963), interpretato da Tippi Hedren, altra attrice con cui instaurò un rapporto di lavoro complesso e controverso, e con Marnie (1964), sempre con la Hedren, dopo il quale la sua produzione, pur continuando fino agli anni settanta con titoli come Frenzy (1972) e Complotto di famiglia (1976), suo ultimo film, non raggiunse più gli stessi vertici artistici e commerciali dei decenni precedenti.
Pur non avendo mai vinto un Oscar personale alla regia, Hitchcock ricevette nel 1968 l'Irving G. Thalberg Memorial Award per l'insieme della sua carriera e nel 1979, pochi mesi prima della morte, fu insignito dall'American Film Institute del premio alla carriera; nello stesso anno la regina Elisabetta II lo nominò cavaliere, rendendolo Sir Alfred Hitchcock.
Morì a Los Angeles, all'età di ottant'anni, lasciando un'eredità artistica enorme: fu tra i primi registi a comprendere appieno il potenziale del suono e del montaggio per costruire la suspense, teorizzò e praticò sistematicamente la distinzione tra sorpresa e tensione narrativa, e influenzò in modo decisivo generazioni di cineasti successivi, tanto da essere universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori del cinema thriller moderno.
Era il terzo figlio di un commerciante di generi alimentari e pollame di origini irlandesi e di religione cattolica. Crebbe in un ambiente familiare rigido e severo, educato secondo i dettami della Chiesa cattolica in un contesto britannico prevalentemente protestante, elemento che secondo molti biografi contribuì a formare in lui un senso precoce di isolamento e di colpa, temi che sarebbero poi tornati costantemente nella sua opera.
Fu proprio il padre, quando Hitchcock era ancora bambino, a mandarlo con un biglietto dal locale commissario di polizia, che lo tenne rinchiuso per alcuni minuti in una cella dicendogli che così si trattavano i bambini cattivi: un episodio che lo stesso regista avrebbe più volte raccontato come fondativo della sua ossessione per la paura, la colpa e il controllo.
Studiò presso il collegio gesuita di Saint Ignatius a Londra, dove subì una disciplina scolastica altrettanto severa, per poi frequentare una scuola di ingegneria ed elettronica, la School of Engineering and Navigation, che lo avviò a un primo impiego come disegnatore tecnico presso una società di cavi elettrici, la Henley Telegraph and Cable Company.
Fu proprio in quegli anni giovanili che Hitchcock iniziò a coltivare un interesse crescente per il disegno, la grafica pubblicitaria e il cinema, disegnando le didascalie illustrate per i film muti prodotti dalla filiale britannica della Famous Players-Lasky, la futura Paramount, con sede agli studios di Islington a Londra.
Da quel ruolo tecnico passò gradualmente a incarichi di crescente responsabilità, occupandosi di sceneggiature, scenografie e infine della regia vera e propria: il suo esordio come regista completo avvenne nel 1925 con Il giardino del piacere, seguito l'anno successivo da Aquile bianche, ma fu soprattutto con L'inquilino (1927), storia di un sospetto assassino seriale nella Londra nebbiosa, che Hitchcock iniziò a definire i temi e lo stile visivo che lo avrebbero reso celebre.
Nello stesso periodo, nel 1926, sposò la montatrice e sceneggiatrice Alma Reville, che fu per tutta la vita la sua più stretta collaboratrice creativa e con cui ebbe l'unica figlia, Patricia, anch'essa in seguito attrice.
Negli anni trenta, ancora in Inghilterra, Hitchcock consolidò la propria fama con una serie di thriller di grande successo, tra cui Ricatto (1929), primo film sonoro britannico, L'uomo che sapeva troppo (1934), I 39 scalini (1935), tratto dal romanzo di John Buchan, Sabotaggio (1936) e La signora scompare (1938), pellicole che gli valsero l'appellativo di "maestro del brivido" e attirarono su di lui l'attenzione di Hollywood.
Fu il produttore David O. Selznick a portarlo negli Stati Uniti alla fine degli anni trenta, dove Hitchcock diresse nel 1940 Rebecca - La prima moglie, tratto dal romanzo di Daphne du Maurier, film che gli fece vincere il premio Oscar come miglior film (unico Oscar vinto da una sua pellicola, poiché Hitchcock stesso non ricevette mai personalmente la statuetta come miglior regista, nonostante cinque candidature).
Nei decenni successivi, lavorando prevalentemente per gli studios americani, Hitchcock realizzò alcuni dei film più influenti della storia del cinema, spesso avvalendosi di attori con cui instaurò collaborazioni ricorrenti, come Cary Grant, con cui girò Il sospetto (1941), Notorious - L'amante perduta (1946) e Caccia al ladro (1955), e James Stewart, protagonista di Nodo alla gola (1948), La finestra sul cortile (1954), L'uomo che sapeva troppo, nella versione rifatta nel 1956, e soprattutto La donna che visse due volte (1958), oggi considerato da molti critici uno dei più grandi film mai realizzati.
Lavorò inoltre a lungo con la costumista Edith Head e con il compositore Bernard Herrmann, autore delle musiche di numerosi suoi capolavori. Nel 1954 diresse Grace Kelly, che sarebbe diventata una delle sue attrici feticcio prima di lasciare il cinema per diventare principessa di Monaco, protagonista assieme a lei anche di Caccia al ladro e di Delitto perfetto.
Nel 1960 Hitchcock diresse Psyco, tratto da un romanzo di Robert Bloch e interpretato da Anthony Perkins e Janet Leigh, film che, girato con un budget contenuto e una troupe televisiva, rivoluzionò il genere horror e thriller con la celebre scena dell'omicidio nella doccia, divenendo uno dei titoli più celebri e citati della storia del cinema.
Proseguì la propria attività con Gli uccelli__EM2-_ (1963), interpretato da Tippi Hedren, altra attrice con cui instaurò un rapporto di lavoro complesso e controverso, e con Marnie (1964), sempre con la Hedren, dopo il quale la sua produzione, pur continuando fino agli anni settanta con titoli come Frenzy (1972) e Complotto di famiglia (1976), suo ultimo film, non raggiunse più gli stessi vertici artistici e commerciali dei decenni precedenti.
Pur non avendo mai vinto un Oscar personale alla regia, Hitchcock ricevette nel 1968 l'Irving G. Thalberg Memorial Award per l'insieme della sua carriera e nel 1979, pochi mesi prima della morte, fu insignito dall'American Film Institute del premio alla carriera; nello stesso anno la regina Elisabetta II lo nominò cavaliere, rendendolo Sir Alfred Hitchcock.
Morì a Los Angeles, all'età di ottant'anni, lasciando un'eredità artistica enorme: fu tra i primi registi a comprendere appieno il potenziale del suono e del montaggio per costruire la suspense, teorizzò e praticò sistematicamente la distinzione tra sorpresa e tensione narrativa, e influenzò in modo decisivo generazioni di cineasti successivi, tanto da essere universalmente riconosciuto come uno dei padri fondatori del cinema thriller moderno.
Frasi di Alfred Hitchcock
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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C'è qualcosa di più importante della logica: l'immaginazione.
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