Biografia di Tommaso Campanella
Nazione: Italia
Giovanni Domenico Campanella nacque a Stilo (RC) il 5 settembre 1568 e morì a Parigi il 21 maggio 1639. Fu filosofo, frate, teologo e poeta.
Nacque da una famiglia modesta di artigiani, e fin da ragazzo mostrò un'intelligenza straordinaria che lo portò a entrare nel convento domenicano di Placanica a 14 anni, assumendo il nome di Tommaso da fra' Domenico. Studiò avidamente Aristotele, Platone, Telesio e la filosofia della natura, viaggiando presto a Napoli dove strinse amicizia con Giovan Battista Della Porta e si immerse nello studio di magia naturale, astrologia e cabala.
Processato dall'Inquisizione nel 1592 per eresia tomista e averismo, fu assolto ma confinato due anni a Firenze, dove scrisse poesie filosofiche come il sonetto O gloriosa Virginum, mentre nel 1599 a Stilo organizzò una congiura contro il dominio spagnolo per creare una repubblica teocratica egualitaria ispirata a Solone e al Vangelo.
Scoperta dai viceré che lo arrestarono con 70 complici, venne torturato con la corda e la ruota, simulò la pazzia per 27 anni nelle carceri di Napoli, Roma e Castel Nuovo, componendo lì le opere maggiori come La monarchia di Spagna (1600), Aforismi politici (1601), Atheismus triumphatus (1605-1607), Metafisica (1609-1623) e Teologia (1613-1624).
In carcere completò La Città del Sole (1602, edita 1623), dialogo utopico tra un navigatore genovese e l'ammiraglio spagnolo su un'isola americana retta da un sacerdote-re (il Sole, mentre le 7 cerchie di mura della città prendono il nome dei pianeti), dove scienza, agricoltura collettiva e uguaglianza aboliscono proprietà e matrimonio forzato in armonia cosmica.
Difese Galileo con l'Apologia pro Galileo (1616, stampata 1622 a Francoforte), primo trattato copernicano contro il tribunale.
Liberato nel 1626 dal cardinale Francesco Barberini per intercessione di papa Urbano VIII, fuggì a Parigi nel 1634 temendo ritorsioni; venne accolto da Luigi XIII che gli offrì una pensione e la protezione del cardinale Richelieu, e passò gli ultimi anni della sua vita pubblicando opere residue come Poetica; morì per gotta e idropisia, e venne sepolto nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, una delle principali chiese dell'ordine domenicano a Roma.
Nacque da una famiglia modesta di artigiani, e fin da ragazzo mostrò un'intelligenza straordinaria che lo portò a entrare nel convento domenicano di Placanica a 14 anni, assumendo il nome di Tommaso da fra' Domenico. Studiò avidamente Aristotele, Platone, Telesio e la filosofia della natura, viaggiando presto a Napoli dove strinse amicizia con Giovan Battista Della Porta e si immerse nello studio di magia naturale, astrologia e cabala.
Processato dall'Inquisizione nel 1592 per eresia tomista e averismo, fu assolto ma confinato due anni a Firenze, dove scrisse poesie filosofiche come il sonetto O gloriosa Virginum, mentre nel 1599 a Stilo organizzò una congiura contro il dominio spagnolo per creare una repubblica teocratica egualitaria ispirata a Solone e al Vangelo.
Scoperta dai viceré che lo arrestarono con 70 complici, venne torturato con la corda e la ruota, simulò la pazzia per 27 anni nelle carceri di Napoli, Roma e Castel Nuovo, componendo lì le opere maggiori come La monarchia di Spagna (1600), Aforismi politici (1601), Atheismus triumphatus (1605-1607), Metafisica (1609-1623) e Teologia (1613-1624).
In carcere completò La Città del Sole (1602, edita 1623), dialogo utopico tra un navigatore genovese e l'ammiraglio spagnolo su un'isola americana retta da un sacerdote-re (il Sole, mentre le 7 cerchie di mura della città prendono il nome dei pianeti), dove scienza, agricoltura collettiva e uguaglianza aboliscono proprietà e matrimonio forzato in armonia cosmica.
Difese Galileo con l'Apologia pro Galileo (1616, stampata 1622 a Francoforte), primo trattato copernicano contro il tribunale.
Liberato nel 1626 dal cardinale Francesco Barberini per intercessione di papa Urbano VIII, fuggì a Parigi nel 1634 temendo ritorsioni; venne accolto da Luigi XIII che gli offrì una pensione e la protezione del cardinale Richelieu, e passò gli ultimi anni della sua vita pubblicando opere residue come Poetica; morì per gotta e idropisia, e venne sepolto nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva, una delle principali chiese dell'ordine domenicano a Roma.
Frasi di Tommaso Campanella
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Gabbia de' matti è il mondo.
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