Frasi di Elias Canetti

51/116

Il potere dà alla testa anche a chi non lo possiede ma in questo caso la sbornia svanisce più in fretta.

52/116

La promessa dell'immortalità basta a mettere in piedi una religione.

53/116

La retorica altrui e l'avversione che suscita ci servono a trovare la strada per uscire dalla nostra.

54/116

La maledizione del dover morire dovrà diventare una benedizione: che si possa ancora morire quando vivere è insopportabile.

55/116

La megalomania dell'interprete: nella sua interpretazione si sente più ricco dell'opera.

56/116

Leggendo i grandi autori di aforismi, si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro.

57/116

L'elemento pericoloso dei divieti: che ci si fida di essi e non si riflette su quando sarebbero da cambiare.

58/116

Vile, veramente vile è solo chi ha paura dei suoi ricordi.

59/116

Chi obbedisce a se stesso soffoca non meno di chi obbedisce ad altri. Soltanto l'incoerente non soffoca, colui che si dà ordini ai quali si sottrae. Talvolta, in circostanze particolari, è giusto soffocare.

60/116

L'invenzione dell'inferno è la cosa più orrenda, ed è difficile concepire come, dopo questa invenzione, ci si possa ancora aspettare qualcosa di buono dagli uomini.

61/116

Soltanto il sapere che esita conta. Questo è ciò che, più di ogni altra cosa, manca al computer: l'esitazione.

62/116

Gli occhi molto belli sono insostenibili, bisogna guardarli sempre, ci si affoga dentro, ci si perde, non si sa più dove si è.

63/116

I libri che recensiva, li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava.

64/116

I pessimisti non sono noiosi. I pessimisti hanno ragione. I pessimisti sono superflui.

65/116

Che ci siano lingue diverse è il fatto più misterioso dell'umanità.

66/116

Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.

67/116

Non c'è fede tanto disgustosa da prevenirne una più disgustosa.

68/116

Uno che deve sempre mentire scopre che ognuna delle sue bugie è vera.

69/116

Gli assetati d'amore sono tutti così simili tra loro, che per studiarli ne basta uno. Ancora piú semplice: se quell'uno siamo noi.

70/116

Ognuno dovrebbe vedersi mentre mangia.

71/116

Ogni decisione è liberatoria, anche se conduce al disastro. Perché altrimenti così tante persone correrebbero diretti e con gli occhi aperti incontro alle loro sventure?

72/116

Gli uomini possono salvarsi solo fra loro. Per questo Dio si traveste da uomo.

73/116

Per quanti varrà ancora la pena di vivere appena non si morirà più?

74/116

Sembra che gli uomini provino più sensi di colpa per i terremoti che per le guerre che essi stessi fomentano.

75/116

Il progresso ha i suoi svantaggi: di tanto in tanto esplode.

76/116

I veri scrittori incontrano i loro personaggi solo dopo che li hanno creati.

77/116

Tutte le religioni soffrono del fatto che i predicatori possano parlare a lungo e soddisfatti di sé. Così le loro parole diventano sempre più lontane e scaldano la loro vanità, anziché penetrare nel cuore di chi ascolta.

78/116

La paura dei ladri non è solo la paura di esserederubati, ma anche il timore che qualcuno spunti dal buio e ci afferri inaspettatamente.

79/116

Non ci può essere un creatore, perché la sua tristezza per il destino del suo creato sarebbe impensabile e insopportabile.

80/116

Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.

81/116

Il potere è più grande ma anche più fuggevole che mai. Tutti sopravviveranno, o nessuno.

82/116

Chi ha troppe parole non può che essere solo.

83/116

Non c'è dubbio: lo studio dell'uomo è appena agli inizi, nel momento stesso in cui la sua fine è in vista.

84/116

Il modesto compito dello scrittore è forse, alla fine, il più importante di tutti: trasmettere ciò che ha letto.

85/116

Dare un nome alle cose è la grande e seria consolazione concessa agli uomini.

86/116

L'infantilismo del pregare: si prega per ciò che comunque si ottiene, anziché per l'irraggiungibile.

87/116

Se avesse usato bene il suo tempo, non sarebbe diventato nessuno.

88/116

D'improvviso i risorti, in tutte le lingue, accusano Dio: il vero Giudizio Universale.

89/116

Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio.

90/116

Dio fu un errore. Ma è difficile stabilire se fu commesso troppo presto o troppo tardi.

91/116

Le religioni si trasmettono il contagio. Appena ci si addentra in una, subito sentiamo che se ne risveglia un'altra in noi.

92/116

Non possiamo fare qualcosa peggiore a qualcuno che occuparci esclusivamente di lui.

93/116

L'arte sta nel leggere sufficientemente poco.

94/116

Chi ha conosciuto i propri accessi di odio, contro se stesso, come fa a meravigliarsi dell'odio altrui?

95/116

Chi è ossessionato dalla morte, a causa d'essa diviene colpevole.

96/116

Lei lo sposò per averlo sempre con sé. Lui la sposò per dimenticarla.

97/116

L'importanza di un'anima si misura dal numero di anni che può permettersi di perdere.

98/116

Tre atteggiamenti fondamentali dell'uomo che corteggia una donna: il millantatore, quello che fa promesse, quello che implora la mamma.

99/116

Ognuno vuole amici potenti. Ma loro ne vogliono di più potenti.

100/116

Per quanto sgradevoli siano i nemici, non diventeranno mai noiosi come i seguaci.


Biografia di Elias Canetti