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Il potere dà alla testa anche a chi non lo possiede ma in questo caso la sbornia svanisce più in fretta.
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La promessa dell'immortalità basta a mettere in piedi una religione.
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La retorica altrui e l'avversione che suscita ci servono a trovare la strada per uscire dalla nostra.
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La maledizione del dover morire dovrà diventare una benedizione: che si possa ancora morire quando vivere è insopportabile.
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La megalomania dell'interprete: nella sua interpretazione si sente più ricco dell'opera.
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Leggendo i grandi autori di aforismi, si ha l'impressione che si conoscano tutti bene fra loro.
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L'elemento pericoloso dei divieti: che ci si fida di essi e non si riflette su quando sarebbero da cambiare.
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Vile, veramente vile è solo chi ha paura dei suoi ricordi.
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Chi obbedisce a se stesso soffoca non meno di chi obbedisce ad altri. Soltanto l'incoerente non soffoca, colui che si dà ordini ai quali si sottrae. Talvolta, in circostanze particolari, è giusto soffocare.
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L'invenzione dell'inferno è la cosa più orrenda, ed è difficile concepire come, dopo questa invenzione, ci si possa ancora aspettare qualcosa di buono dagli uomini.
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Soltanto il sapere che esita conta. Questo è ciò che, più di ogni altra cosa, manca al computer: l'esitazione.
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Gli occhi molto belli sono insostenibili, bisogna guardarli sempre, ci si affoga dentro, ci si perde, non si sa più dove si è.
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I libri che recensiva, li leggeva soltanto in seguito. Così sapeva già quello che ne pensava.
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I pessimisti non sono noiosi. I pessimisti hanno ragione. I pessimisti sono superflui.
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Che ci siano lingue diverse è il fatto più misterioso dell'umanità.
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Nei libri che ricordiamo c'è tutta la sostanza di quelli che abbiamo dimenticato.
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Non c'è fede tanto disgustosa da prevenirne una più disgustosa.
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Uno che deve sempre mentire scopre che ognuna delle sue bugie è vera.
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Gli assetati d'amore sono tutti così simili tra loro, che per studiarli ne basta uno. Ancora piú semplice: se quell'uno siamo noi.
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Ognuno dovrebbe vedersi mentre mangia.
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Ogni decisione è liberatoria, anche se conduce al disastro. Perché altrimenti così tante persone correrebbero diretti e con gli occhi aperti incontro alle loro sventure?
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Gli uomini possono salvarsi solo fra loro. Per questo Dio si traveste da uomo.
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Per quanti varrà ancora la pena di vivere appena non si morirà più?
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Sembra che gli uomini provino più sensi di colpa per i terremoti che per le guerre che essi stessi fomentano.
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Il progresso ha i suoi svantaggi: di tanto in tanto esplode.
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I veri scrittori incontrano i loro personaggi solo dopo che li hanno creati.
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Tutte le religioni soffrono del fatto che i predicatori possano parlare a lungo e soddisfatti di sé. Così le loro parole diventano sempre più lontane e scaldano la loro vanità, anziché penetrare nel cuore di chi ascolta.
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La paura dei ladri non è solo la paura di esserederubati, ma anche il timore che qualcuno spunti dal buio e ci afferri inaspettatamente.
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Non ci può essere un creatore, perché la sua tristezza per il destino del suo creato sarebbe impensabile e insopportabile.
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Una noia mortale emana da quelli che hanno ragione e lo sanno.
81/123
Il potere è più grande ma anche più fuggevole che mai. Tutti sopravviveranno, o nessuno.
82/123
Chi ha troppe parole non può che essere solo.
83/123
Non c'è dubbio: lo studio dell'uomo è appena agli inizi, nel momento stesso in cui la sua fine è in vista.
84/123
Il modesto compito dello scrittore è forse, alla fine, il più importante di tutti: trasmettere ciò che ha letto.
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Dare un nome alle cose è la grande e seria consolazione concessa agli uomini.
86/123
L'infantilismo del pregare: si prega per ciò che comunque si ottiene, anziché per l'irraggiungibile.
87/123
Se avesse usato bene il suo tempo, non sarebbe diventato nessuno.
88/123
D'improvviso i risorti, in tutte le lingue, accusano Dio: il vero Giudizio Universale.
89/123
Alcuni raggiungono la loro massima cattiveria nel silenzio.
90/123
Dio fu un errore. Ma è difficile stabilire se fu commesso troppo presto o troppo tardi.
91/123
Le religioni si trasmettono il contagio. Appena ci si addentra in una, subito sentiamo che se ne risveglia un'altra in noi.
92/123
Non possiamo fare qualcosa peggiore a qualcuno che occuparci esclusivamente di lui.
93/123
L'arte sta nel leggere sufficientemente poco.
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Chi ha conosciuto i propri accessi di odio, contro se stesso, come fa a meravigliarsi dell'odio altrui?
95/123
Chi è ossessionato dalla morte, a causa d'essa diviene colpevole.
96/123
Lei lo sposò per averlo sempre con sé. Lui la sposò per dimenticarla.
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L'importanza di un'anima si misura dal numero di anni che può permettersi di perdere.
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Tre atteggiamenti fondamentali dell'uomo che corteggia una donna: il millantatore, quello che fa promesse, quello che implora la mamma.
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Ognuno vuole amici potenti. Ma loro ne vogliono di più potenti.
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Per quanto sgradevoli siano i nemici, non diventeranno mai noiosi come i seguaci.