Frasi di Honoré de Balzac

51/97

Mai nessuno sforzo amministrativo o scolastico sostituirà i miracoli del caso cui si debbono i grandi uomini.

52/97

L'uomo di buon gusto dev'essere semplice nei suoi bisogni.

53/97

Un sentimento non è il mondo in un pensiero?

54/97

Tutti i sentimenti sono così: il nostro cuore è un tesoro, spendetelo in un sol colpo e sarete rovinati. Non perdoniamo a un sentimento di essersi mostrato tutt'intero, più di quanto perdoniamo a un uomo di non possedere più un soldo.

55/97

Forse che la società non fa dell'uomo, a seconda dell'ambiente dove si svolge la sua attività, uomini diversi, tanti quante sono le varietà zoologiche? Sono dunque sempre esistite e sempre esisteranno specie sociali, così ci sono specie zoologiche.

56/97

Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri?

57/97

"Il giornale", disse Lousteau, "dà per vero tutto ciò che è probabile. Questo è il nostro punto di partenza."

58/97

La malattia del nostro tempo è la superiorità. Ci sono più santi che nicchie.

59/97

I fatti non sono mai assoluti, i loro effetti dipendono interamente dagli individui: la sventura è un marciapiede per il genio, una piscina per il cristiano, un tesoro per l'uomo abile, per i deboli un abisso.

60/97

Uno strappo è una disgrazia, una macchia è un vizio.

61/97

Otto giorni di febbre! Avrei avuto il tempo di scrivere ancora un libro.

62/97

La gioventù non osa guardarsi nello specchio della coscienza, quando inclina dalla parte dell'ingiustizia, mentre l'età matura vi si è vista: qui sta tutta la differenza fra queste due età della vita.

63/97

Quei vasti sentimenti concentrati che gli ingenui chiamano vizi.

64/97

Le vocazioni mancate stingono su tutta l'esistenza.

65/97

La volontà può e deve essere motivo d'orgoglio più dell'ingegno.

66/97

Tutte le cose vere somigliano a favole, tanto più che al nostro tempo le favole fanno l'impossibile per somigliare alla verità.

67/97

Gli uomini riuniti in gregge sono ancora più ipocriti di quanto non siano quando il loro interesse li spinge a recitare la commedia.

68/97

Le donne che si ravvedono delle loro follie si pentono del loro amore.

69/97

Questa grande, nobile, deliziosa passione, l'unico simbolo autentico dell'amore, se non addirittura il suo alter ego.

70/97

Il giornalismo è un inferno, un abisso d'iniquità, di menzogne, di tradimenti, che non si può traversare e dal quale non si può uscire puri a meno di essere protetti, come Dante, dal divino alloro di Virgilio.

71/97

Ah! La gloria, pessima merce. Si paga cara e non si conserva. Non sarebbe l'egoismo dei grandi uomini, come la felicità è quello degli sciocchi?

72/97

La gloria è il sole dei morti.

73/97

Quei bordelli del pensiero che si chiamano giornali.

74/97

Tutti moriamo incompresi: è il destino delle donne e degli scrittori.

75/97

L'interesse e il talento sono i soli consiglieri coscienziosi e utili.

76/97

Il dispotismo fa illegalmente grandi cose, la libertà non si dà neppure la briga di farne legalmente di piccolissime.

77/97

La stampa, come la donna, è ammirevole e sublime quando sostiene una bugia, non vi molla finché non vi ha costretti a crederci e mette in opera le più grandi qualità in questa lotta in cui il pubblico, stupido come il marito, soccombe sempre.

78/97

Una mania, è il piacere passato allo stato di idea.

79/97

È un'immensa prova d'inferiorità in un uomo non sapere fare della moglie la propria amante.

80/97

Il matrimonio deve continuamente combattere contro un mostro che tutto divora: l'abitudine.

81/97

La misantropia, specie di vanità nascosta sotto una pelle di porcospino, non è una virtù cattolica.

82/97

Una moglie è uno schiavo che bisogna saper mettere su un trono.

83/97

Nella vita, nulla richiede più attenzione delle cose che sembrano naturali; di quelle straordinarie si diffida già sempre abbastanza.

84/97

L'opinione pubblica? La più viziosa delle prostitute!

85/97

I parvenu sono come le scimmie, delle quali hanno l'agilità: durante la scalata si ammira la loro destrezza, ma una volta che sono arrivate in cima non se ne vedono più che le parti vergognose.

86/97

Il problema dell'abbigliamento ha un'importanza enorme per coloro che vogliono avere l'aria di possedere quel che non possiedono affatto; perché è spesso il mezzo migliore per arrivare a possederlo davvero.

87/97

L'abbigliamento è l'espressione della società.

88/97

L'adulazione non viene mai dalle anime grandi; è appannaggio degli spiriti piccini, che riescono a rimpicciolirsi ancor più per meglio entrare nella sfera vitale delle persone intorno a cui gravitano.

89/97

L'amore ha orrore di tutto ciò che non è se stesso.

90/97

L'amore è un lusso.

91/97

L'amore ha orrore del lavoro e della miseria. Preferisce morire anziché vivacchiare.

92/97

Una grande speranza è prova di un grande amore.

93/97

Chi dice arte, dice menzogna.

94/97

Uno sguardo che bisogna chiamare lo sguardo del banchiere, e che ha qualcosa di quello degli avvoltoi e degli avvocati: è avido e indifferente, chiaro e scuro, brillante e cupo.

95/97

Mai un marito sarà così ben vendicato come dall'amante di sua moglie.

96/97

La fortuna che uno s'acquista è in proporzione con i bisogni che uno si crea.

97/97

La carità che non costa niente il cielo l'ignora.


Biografia di Honoré de Balzac