Biografia di Francesco Algarotti

Francesco Algarotti
Nazione: Italia    
Francesco Algarotti nacque a Venezia il giorno 11 dicembre 1712 e morì a Pisa il 3 maggio 1764. Fu scrittore, saggista, collezionista d'arte, filosofo e poeta.

Nacque in una famiglia benestante che gli permise un'educazione ampia e cosmopolita, centrata fin da ragazzo sulle scienze filosofiche, matematiche e fisiche oltre che sullo studio delle lingue.

Compì i primi studi a Venezia e poi un anno a Roma sotto la guida del religioso architetto Carlo Lodoli, prima di trasferirsi a Bologna dove, sotto Eustachio Manfredi e Francesco Maria Zanotti, approfondì astronomia, fisica sperimentale e medicina, orientandosi presto verso le teorie di Isaac Newton.

In quegli anni giovanili coltivò anche interessi letterari e artistici, leggendo ampiamente i classici e iniziando a scrivere poesie e testi teatrali, mentre già si delineava in lui il profilo del poligrafo illuminista, aperto alle novità scientifiche e culturali europee.

Dopo aver pubblicato le Rime nel 1733, Algarotti lasciò l'Italia per intraprendere un'intensa attività di viaggiatore e uomo di mondo: nel 1735 si stabilì a Parigi, dove entrò in contatto con Voltaire, diventando suo amico e collaboratore e partecipando alla vita intellettuale della capitale francese, frequentando salotti e circoli scientifici.

Da Parigi passò a Londra, dove fu accolto nella Royal Society e strinse amicizia con il poeta Alexander Pope, con cui condivise interessi per la poesia, la scienza e la critica letteraria.

Quelle esperienze arricchirono il suo orizzonte culturale e lo portarono a compiere un vero e proprio Grand Tour che lo condusse in Olanda, Danimarca, Svezia, Russia e poi da Pietroburgo a Lipsia e Dresda, viaggi che nutrirono il suo gusto cosmopolita e la sua visione europea della cultura.

Nel 1737 pubblicò il suo capolavoro divulgativo, Il Newtonianismo per le dame, poi ampliato come Dialoghi sopra l'ottica newtoniana, una serie di conversazioni salottiere che spiegavano in forma brillante e accessibile le teorie di Newton sulla luce e i colori, contribuendo in modo significativo alla diffusione del newtonianesimo in Europa e rivelando la sua abilità di rendere la scienza attraente anche per un pubblico femminile e non specialistico.

A quest'opera seguirono altri saggi come il Saggio sopra l'Imperio degl'Incas, il Saggio sopra la lingua francese e il Saggio sopra la necessità di scrivere nella propria lingua, nei quali affrontava temi di storia, linguistica, critica letteraria e riflessione sul ruolo della letteratura nazionale, mostrando un eclettismo che spaziava dalla filosofia alla politica culturale.

Nel 1740, dopo aver conosciuto a Rheinsberg il principe ereditario di Prussia, il futuro Federico II, Algarotti fu invitato alla corte di Berlino, dove rimase dal 1740 al 1742 e poi, dopo una breve pausa, per altri cinque anni, diventando consigliere, amico e compagno di studi del re, che lo apprezzava per la sua cultura, la sua eleganza e la sua versatilità.

In questo periodo Algarotti svolse anche incarichi diplomatici, ad esempio presso il re di Sardegna durante la guerra di successione austriaca, e collaborò con Federico nella stesura di testi filosofici e letterari, oltre a curare la sua collezione d'arte e la sua biblioteca.

Alla corte prussiana Algarotti frequentò ancora Voltaire, che vi soggiornò per un periodo, e altri filosofi e scienziati europei, consolidando la sua immagine di "consigliere di re" e di intermediario tra le culture italiana, francese e tedesca.

Dopo il soggiorno a Berlino, Algarotti trascorse qualche tempo in Russia, dove visitò soprattutto San Pietroburgo, e poi fece ritorno in Italia, stabilendosi a Firenze e dedicandosi in modo crescente agli studi artistici e architettonici.

In questi anni scrisse i trattati Sopra l'architettura (1756) e Sopra la pittura (1762), nei quali difendeva un classicismo moderato, influenzato dal gusto palladiano e dalla tradizione italiana, ma aperto alle novità della scena europea, sostenendo con forza la figura di Andrea Palladio come modello di equilibrio e misura.

Continuò inoltre a coltivare rapporti epistolari con una vasta rete di personaggi illustri, tra cui Metastasio, Benedetto XIV, Heinrich von Brühl, Lord Chesterfield, Thomas Gray e altri intellettuali inglesi, francesi e italiani, testimoniando il suo ruolo di nodo centrale nella "repubblica delle lettere" settecentesca.

Negli ultimi anni della sua vita Algarotti si trasferì a Pisa, dove morì il 3 maggio 1764. La sua figura di viaggiatore, poliglotta, consigliere di re e divulgatore scientifico lo ha reso un esempio tipico dello spirito illuminista europeo, capace di unire scienza, letteratura, arte e politica in un progetto culturale unitario e cosmopolita.


Frasi di Francesco Algarotti

Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.

La solitudine è la dieta dell'anima.


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