Biografia di Ella Wheeler Wilcox
Nazione: Stati Uniti d'America
Ella Wheeler Wilcox nacque a Johnstown, Wisconsin il 5 novembre 1850 e morì a Branford, Connecticut il 30 ottobre 1919. Fu poetessa e giornalista.
Era l'ultima di quattro figli; poco dopo la famiglia si trasferì più a nord, nei pressi di Madison. Il padre, un editore di giornali e commerciante che coltivava anche velleità di musicista, incoraggiò fin da piccola l'educazione della figlia, sebbene la famiglia dovesse fare i conti con ristrettezze economiche non indifferenti, una condizione di difficoltà pratica unita a una vivace curiosità intellettuale che avrebbe segnato profondamente il carattere e l'opera futura della poetessa.
Ella cominciò a scrivere versi fin da bambina, e già prima del diploma di scuola superiore era conosciuta come poetessa nel proprio Stato natale, pubblicando alcuni componimenti su riviste come il Waverly Magazine e Leslie's Weekly. Si iscrisse per un anno all'Università del Wisconsin, ma abbandonò rapidamente gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.
Nel 1872, a soli ventidue anni, pubblicò il suo primo libro, Drops of water, una raccolta di versi improntata alla predicazione della temperanza, che le valse un primo riconoscimento pubblico; l'anno seguente uscì Shells (1873).
Fu però nel 1883 che diede alle stampe la raccolta che ne consacrò la fama, Poems of passion, un volume di versi dai toni audacemente sentimentali ed erotici per l'epoca, che il primo editore a cui fu proposto rifiutò di pubblicare giudicandolo immorale, ma che una volta uscito vendette in breve tempo circa sessantamila copie, trasformando Ella Wheeler in una delle poetesse più lette e discusse d'America.
Proprio in quel periodo, nel febbraio 1883, compose il componimento che sarebbe rimasto il suo più celebre, Solitude, pubblicato sul New York Sun: l'ispirazione le venne, secondo un aneddoto spesso raccontato, durante un viaggio in treno verso il ballo inaugurale del governatore a Madison.
Si trovò seduta accanto a una giovane donna vestita a lutto e in lacrime, che cercò di consolare per l'intero tragitto; una volta arrivata a destinazione, osservando il proprio viso raggiante allo specchio in contrasto con la disperazione della sconosciuta appena incontrata, scrisse di getto i celebri versi d'apertura, secondo cui ridere fa ridere il mondo con te, mentre piangere si piange da soli, perché la vecchia e triste terra deve prendere in prestito la propria allegria, avendo già abbastanza guai suoi.
Nel 1884 Ella Wheeler sposò Robert Wilcox, un uomo d'affari originario del Connecticut, Stato in cui la coppia si trasferì subito dopo le nozze stabilendosi infine a Branford; il matrimonio, che durò fino alla morte di lui, fu descritto come sereno e sostenuto da un reciproco interesse condiviso per le tematiche spirituali e occulte.
Negli anni successivi la produzione della scrittrice, ormai nota con il nome del marito, proseguì instancabile: pubblicò infatti oltre quaranta volumi di versi nel corso della sua carriera, alternando componimenti di carattere didascalico-morale a testi dai toni più apertamente sentimentali, oltre a un'intensa attività come editorialista per riviste di larga diffusione come Cosmopolitan.
Negli ultimi decenni della sua vita Ella Wheeler Wilcox si avvicinò sempre più a dottrine spiritualiste e teosofiche (sul finire del 1800 Madame Blavatsky fondò a New York la Società Teosofica), sviluppando un vivo interesse per il New Thought e per la possibilità di comunicare con l'aldilà, un percorso che si intensificò ulteriormente dopo la morte del marito Robert, avvenuta nel 1916.
Addolorata dalla perdita, la poetessa si dedicò con crescente convinzione a pratiche spiritiche nel tentativo di mettersi in contatto con lui, elaborando anche proprie formule di preghiera affermativa incentrate sulla convinzione della sopravvivenza dei defunti e della loro capacità di comunicare con i vivi. Nel 1918, un anno prima di morire, pubblicò la propria autobiografia, The worlds and I, nella quale ripercorse l'intero arco della propria vita e della propria evoluzione spirituale.
Morì nel 1919. La sua opera non fu mai accolta dalla critica più esigente, che la considerò sempre una poetessa "popolare" più che una vera innovatrice della forma letteraria: il suo nome non compare tra quelli scelti da F. O. Matthiessen per l'autorevole antologia Oxford book of American verse, ma la sua popolarità presso il grande pubblico rimase amplissima.
Ben quattordici sue poesie furono scelte da Hazel Felleman per l'antologia Best loved poems of the American people, e ancora oggi il verso più celebre di Solitude continua a essere citato e persino riprodotto su targhe pubbliche, come quella visibile nella Jack Kerouac Alley di San Francisco, a testimonianza di una fama popolare che ha saputo attraversare, sostanzialmente intatta, oltre un secolo di storia letteraria americana.
Era l'ultima di quattro figli; poco dopo la famiglia si trasferì più a nord, nei pressi di Madison. Il padre, un editore di giornali e commerciante che coltivava anche velleità di musicista, incoraggiò fin da piccola l'educazione della figlia, sebbene la famiglia dovesse fare i conti con ristrettezze economiche non indifferenti, una condizione di difficoltà pratica unita a una vivace curiosità intellettuale che avrebbe segnato profondamente il carattere e l'opera futura della poetessa.
Ella cominciò a scrivere versi fin da bambina, e già prima del diploma di scuola superiore era conosciuta come poetessa nel proprio Stato natale, pubblicando alcuni componimenti su riviste come il Waverly Magazine e Leslie's Weekly. Si iscrisse per un anno all'Università del Wisconsin, ma abbandonò rapidamente gli studi per dedicarsi a tempo pieno alla scrittura.
Nel 1872, a soli ventidue anni, pubblicò il suo primo libro, Drops of water, una raccolta di versi improntata alla predicazione della temperanza, che le valse un primo riconoscimento pubblico; l'anno seguente uscì Shells (1873).
Fu però nel 1883 che diede alle stampe la raccolta che ne consacrò la fama, Poems of passion, un volume di versi dai toni audacemente sentimentali ed erotici per l'epoca, che il primo editore a cui fu proposto rifiutò di pubblicare giudicandolo immorale, ma che una volta uscito vendette in breve tempo circa sessantamila copie, trasformando Ella Wheeler in una delle poetesse più lette e discusse d'America.
Proprio in quel periodo, nel febbraio 1883, compose il componimento che sarebbe rimasto il suo più celebre, Solitude, pubblicato sul New York Sun: l'ispirazione le venne, secondo un aneddoto spesso raccontato, durante un viaggio in treno verso il ballo inaugurale del governatore a Madison.
Si trovò seduta accanto a una giovane donna vestita a lutto e in lacrime, che cercò di consolare per l'intero tragitto; una volta arrivata a destinazione, osservando il proprio viso raggiante allo specchio in contrasto con la disperazione della sconosciuta appena incontrata, scrisse di getto i celebri versi d'apertura, secondo cui ridere fa ridere il mondo con te, mentre piangere si piange da soli, perché la vecchia e triste terra deve prendere in prestito la propria allegria, avendo già abbastanza guai suoi.
Nel 1884 Ella Wheeler sposò Robert Wilcox, un uomo d'affari originario del Connecticut, Stato in cui la coppia si trasferì subito dopo le nozze stabilendosi infine a Branford; il matrimonio, che durò fino alla morte di lui, fu descritto come sereno e sostenuto da un reciproco interesse condiviso per le tematiche spirituali e occulte.
Negli anni successivi la produzione della scrittrice, ormai nota con il nome del marito, proseguì instancabile: pubblicò infatti oltre quaranta volumi di versi nel corso della sua carriera, alternando componimenti di carattere didascalico-morale a testi dai toni più apertamente sentimentali, oltre a un'intensa attività come editorialista per riviste di larga diffusione come Cosmopolitan.
Negli ultimi decenni della sua vita Ella Wheeler Wilcox si avvicinò sempre più a dottrine spiritualiste e teosofiche (sul finire del 1800 Madame Blavatsky fondò a New York la Società Teosofica), sviluppando un vivo interesse per il New Thought e per la possibilità di comunicare con l'aldilà, un percorso che si intensificò ulteriormente dopo la morte del marito Robert, avvenuta nel 1916.
Addolorata dalla perdita, la poetessa si dedicò con crescente convinzione a pratiche spiritiche nel tentativo di mettersi in contatto con lui, elaborando anche proprie formule di preghiera affermativa incentrate sulla convinzione della sopravvivenza dei defunti e della loro capacità di comunicare con i vivi. Nel 1918, un anno prima di morire, pubblicò la propria autobiografia, The worlds and I, nella quale ripercorse l'intero arco della propria vita e della propria evoluzione spirituale.
Morì nel 1919. La sua opera non fu mai accolta dalla critica più esigente, che la considerò sempre una poetessa "popolare" più che una vera innovatrice della forma letteraria: il suo nome non compare tra quelli scelti da F. O. Matthiessen per l'autorevole antologia Oxford book of American verse, ma la sua popolarità presso il grande pubblico rimase amplissima.
Ben quattordici sue poesie furono scelte da Hazel Felleman per l'antologia Best loved poems of the American people, e ancora oggi il verso più celebre di Solitude continua a essere citato e persino riprodotto su targhe pubbliche, come quella visibile nella Jack Kerouac Alley di San Francisco, a testimonianza di una fama popolare che ha saputo attraversare, sostanzialmente intatta, oltre un secolo di storia letteraria americana.
Frasi di Ella Wheeler Wilcox
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Ridi, e il mondo riderà con te; piangi, e piangerai da solo.
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