Biografia di Temistocle
Nazione: Grecia
Temistocle nacque ad Atene tra il 530 e il 520 a.C. e morì a Magnesia, attualmente in Turchia, nel 459 a.C. circa. Fu politico e generale.
Figlio di Neocle, un aristocratico del demo di Freattide di modesta nobiltà, e di una schiava caria di nome Eutusa, crebbe emarginato a causa delle origini materne "basse" in un'Atene democratica nascente. Ciononostante, si fece notare per acume politico e genio strategico, nonostante l'analfabetismo giovanile e un carattere irascibile celebrato da Plutarco.
Eletto arconte nel 493 a.C., fortificò il Pireo, rendendolo un arsenale navale contro la minaccia persiana dopo la rivolta ionica (499-494). Persuase gli Ateniesi nel 483 a.C. a deviare le miniere d'argento di Laurion per costruire 200 triremi, base della flotta che rese Atene talassocratica, in tempo per la seconda invasione persiana di Serse.
Esperto stratega, nel 480 a.C. comandò la flotta greca ad Artemisio in una strenua resistenza contro i 1200 vascelli persiani e orchestrò la vittoria di Salamina con uno stratagemma: inviò falsi messaggi a Serse tramite Sicinnio (suo schiavo persiano) per attirare la flotta nemica nello stretto, dove le triremi ateniesi annientarono le galee persiane, di fattura fenicia, pesanti e poco maneggevoli, salvando la Grecia e spezzando l'invasione (Erodoto lo chiama "salvatore dell'Ellade").
Riformatore democratico contro gli aristocratici (Alcmeonidi, Filaidi), completò le Lunghe Mura (479-465) legando Atene al Pireo e favorì la Lega delo-attica (478), ma sospettato di medismo e ambizioni tiranniche fu ostracizzato nel 471 a.C., rifugiandosi ad Argo da dove complottò con Pausania contro Sparta, venendo accusato di tradimento e condannato a morte in contumacia.
Fuggito in Persia presso Artaserse I, divenne satrapo di Magnesia sul Meandro (460 a.C.), governando Lampsaco, Abido e Miunte con le città "dono di Serse". Secondo una leggenda, si avvelenò con sangue di toro per non tradire i greci e morì intorno al 459 a.C. Venne riabilitato post-mortem da Pericle che ne distrusse i cocci ostracici.
Figlio di Neocle, un aristocratico del demo di Freattide di modesta nobiltà, e di una schiava caria di nome Eutusa, crebbe emarginato a causa delle origini materne "basse" in un'Atene democratica nascente. Ciononostante, si fece notare per acume politico e genio strategico, nonostante l'analfabetismo giovanile e un carattere irascibile celebrato da Plutarco.
Eletto arconte nel 493 a.C., fortificò il Pireo, rendendolo un arsenale navale contro la minaccia persiana dopo la rivolta ionica (499-494). Persuase gli Ateniesi nel 483 a.C. a deviare le miniere d'argento di Laurion per costruire 200 triremi, base della flotta che rese Atene talassocratica, in tempo per la seconda invasione persiana di Serse.
Esperto stratega, nel 480 a.C. comandò la flotta greca ad Artemisio in una strenua resistenza contro i 1200 vascelli persiani e orchestrò la vittoria di Salamina con uno stratagemma: inviò falsi messaggi a Serse tramite Sicinnio (suo schiavo persiano) per attirare la flotta nemica nello stretto, dove le triremi ateniesi annientarono le galee persiane, di fattura fenicia, pesanti e poco maneggevoli, salvando la Grecia e spezzando l'invasione (Erodoto lo chiama "salvatore dell'Ellade").
Riformatore democratico contro gli aristocratici (Alcmeonidi, Filaidi), completò le Lunghe Mura (479-465) legando Atene al Pireo e favorì la Lega delo-attica (478), ma sospettato di medismo e ambizioni tiranniche fu ostracizzato nel 471 a.C., rifugiandosi ad Argo da dove complottò con Pausania contro Sparta, venendo accusato di tradimento e condannato a morte in contumacia.
Fuggito in Persia presso Artaserse I, divenne satrapo di Magnesia sul Meandro (460 a.C.), governando Lampsaco, Abido e Miunte con le città "dono di Serse". Secondo una leggenda, si avvelenò con sangue di toro per non tradire i greci e morì intorno al 459 a.C. Venne riabilitato post-mortem da Pericle che ne distrusse i cocci ostracici.
Frasi di Temistocle
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Chi ha il dominio del mare ha il dominio di tutto.
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