Frasi di William Shakespeare

251/297

Si dice che gl'innamorati, per quanto possano essere vigliacchi, pure hanno all'occasione una nobiltà nella loro natura che soverchia quella ch'è in essi nativa.

252/297

Prendi il sembiante d'un casto fiore, ma sii la serpe che si nasconde sotto.

253/297

Noi non dobbiamo fare della legge soltanto uno spauracchio, sbandierandola a intimorire gli uccelli da preda, per poi lasciar che serbi sempre la stessa forma fino a che l'abitudine la muti, dall'oggetto del loro terrore ch'era dianzi, nel loro posatoio.

254/297

Ogni schiavo reca nella sua mano il potere di sopprimere la sua cattività.

255/297

Un focherello acceso ora in mezzo a questa campagna desolata somiglierebbe, ora, proprio al cuore di un vecchio libertino: una piccola favilla, nel mentre che tutt'il resto del corpo rimane di ghiaccio.

256/297

Tutti i luoghi visitati dall'occhio del cielo sono porti e approdi felici per l'uomo saggio.

257/297

O inferno ribelle, se puoi ammutinarti nelle ossa d'una donna matura, che la virtù stessa sia come cera al cospetto della fiammeggiante giovinezza, e si sciolga al calore del suo stesso fuoco.

258/297

Nel tentativo, beatitudine; sciagura, a prova fatta;
un sorridente sogno, prima e, dopo, una chimera.
E cosa che chiunque sa bene; e nessuno sa bene
sottrarsi al cielo che conduce gli uomini in tale inferno.

259/297

Vorrei che attorno a me ci fossero degli uomini piuttosto grassi, e con la testa ben pettinata, e tali, insomma, che dormano la notte. Quel Cassio laggiù ha un aspetto troppo magro e affamato: pensa troppo, e uomini del genere sono pericolosi.

260/297

Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto, e se così fosse... Mille volte vorrei nascere per mille volte ancora morire.

261/297

Gli uomini sono come l'aprile quando fan la corte e come dicembre quando sono accasati. Le fanciulle, invece, son come il maggio quando son vergini, ma il cielo muta quando son maritate.

262/297

La superfluità conduce più presto ai capelli bianchi, mentre la misura ha vita più lunga.

263/297

Il mondo ti sta troppo a cuore; lo perde chi si dà a conquistarlo con troppo impegno.

264/297

Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne son soltanto degli attori, che hanno le loro uscite e le loro entrate.

265/297

Morire per dormire. Nient'altro. E con quel sonno poter calmare i dolorosi battiti del cuore, e le mille offese naturali di cui è erede la carne! Quest'è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire per dormire. Dormire, forse sognare.

266/297

Nulla v'è di così insensibile, brutale o scatenato dalla rabbia che la musica, finché se ne prolunghi l'eco, non trasformi nella sua stessa natura.
Colui che non può contare su alcuna musica dentro di sé, e non si lascia intenerire dall'armonia concorde di suoni dolcemente modulati, è pronto al tradimento, agli inganni e alla rapina: i moti dell'animo suo sono oscuri come la notte, e i suoi affetti tenebrosi come l'Erebo.
Nessuno fidi mai in un uomo simile.

267/297

Siate prudente. Né arroventate la fornace preparata per il vostro nemico al segno da bruciar voi stesso.

268/297

Il mio buon nome! Il mio buon nome! Ho perduto il mio buon nome, ho perduto la parte veramente immortale di me stesso, e quel che rimane è sol la parte della bestia!

269/297

Che cose c'è in un nome? Quel che noi chiamiamo col nome di rosa, anche se lo chiamassimo d'un altro nome, serberebbe pur sempre lo stesso dolce profumo.

270/297

Nelle cose umane si risentono, come negli oceani, gli effetti della marea, che se noi la cogliamo al flusso, può portare al successo, e che se invece venga trascurata, il viaggio della vita si arena tra banchi di sabbia e miserie.

271/297

Com'è facile per i poveri mostrar dell'orgoglio!

272/297

L'orgoglio è specchio di se stesso e tromba e cronaca di se stesso.

273/297

Saggio è quel padre che conosce il proprio figliuolo.

274/297

Parole senza pensieri mai non giungono al cielo.

275/297

Non amavo Cesare di meno, ma amavo Roma di più.

276/297

La paura cieca, guidata dalla ragione chiaroveggente, muove passi più sicuri della ragione cieca la quale inciampa senza la paura. Quando si teme il peggio, si riesce qualche volta a prevenire il male.

277/297

Quel mostro, l'abitudine, che divora ogni sentimento il quale ci metta in guardia contro i malanni che s'annidano nell'abitudine stessa, si dimostra purtuttavia un angelo in questo, che riveste d'una livrea assai facile a indossarsi anche la pratica delle azioni buone e belle.

278/297

L'aiuto prestato ai deboli non val tanto quanto il sostentarli dipoi.

279/297

L'amore fugge come un'ombra l'amore reale che l'insegue, inseguendo chi lo fugge, fuggendo chi l'insegue.

280/297

Alla vecchiaia innamorata non piace che le sian contati gli anni addosso.

281/297

O dignità del potere, o apparenze ad esso legate, quanto spesso con la vostra scorza e con le vostre vesti strappate la reverenza agli sciocchi e vincolate lo spirito dei più saggi alle vostre false sembianze!

282/297

Una moglie leggera fa grave, all'incontro, la mutria del marito.

283/297

E hai visto anche il pover'uomo che se ne fuggiva dinanzi al cagnaccio? In ciò hai potuto cogliere una bella immagine dell'autorità: e cioè un cane ch'è obbedito nelle sue funzioni, quand'è in carica.

284/297

Quelli che sanno vedere tu li ami.
E io sono cieco.

285/297

Tra il primo impulso a compiere una terribile azione, e il suo effettivo compimento, tutto il tempo che si interpone è simile a un incubo o a un sogno pauroso: tengono allora consiglio e il nostro spirito e gli strumenti di morte; e il dominio dell'uomo simile a un piccolo regno, soffre, entro di sé, una sorta di rivoluzione.

286/297

Il buon successo di un'arguzia si trova tutto nell'orecchio di colui che l'ascolta, e non mai nella lingua di colui che la proferisce.

287/297

Alle meraviglie del creato noi chiediam progenie
perché mai si estingua la rosa di bellezza,
e quando ormai sfiorita un dì dovrà cadere,
possa un suo germoglio continuarne la memoria.

288/297

Quale gelo ho sentito, quali giorni bui ho visto, quale vecchia nudità di dicembre ovunque!

289/297

Via di qui, terribile ombra!
Vana irrisione, via di qui!

290/297

Le cattive azioni degli uomini vivono nel bronzo, mentre quelle virtuose le scriviamo nell'acqua.

291/297

Ai miei occhi il mondo, Gratiano, non è che un palcoscenico, dove ognuno è costretto a recitare la sua parte: e la mia parte è triste.

292/297

Il bisogno t'insegni a ragionare in guisa da renderti persuaso che nessuna virtù può eguagliare il bisogno.

293/297

Quel vorace cormorano ch'è il Tempo.

294/297

Che momento terribile è quello in cui gli idioti governano i ciechi.

295/297

La brevità è l'anima stessa della saggezza.

296/297

Non c'è miglior prova di un cervello a posto che una mano incallita.

297/297

Sei tu la parte migliore di me stesso, il limpido specchio dei miei occhi, il profondo del cuore, il nutrimento, la fortuna, l'oggetto di ogni mia speranza, il solo cielo della mia terra, il paradiso cui aspiro.


Biografia di William Shakespeare