Biografia di Tito A. Spagnol
Nazione: Italia
Tito Antonio Spagnol nacque a Vittorio Veneto (TV) il 13 maggio 1895 e morì sempre a Vittorio Veneto (TV) il 22 novembre 1979. Fu scrittore, regista e giornalista.
Nacque da Girolamo Spagnol e Giovanna Viola, primogenito di una famiglia borghese legata all'industria locale della seta, crescendo in un ambiente di bachicoltura fiorente tra fine Ottocento e primi Novecento che ne segnò l'attaccamento alle radici venete.
Fin dalla giovinezza mostrò spirito avventuroso, arruolandosi volontario nella Prima guerra mondiale e venendo decorato sul Grappa, per poi esordire come giornalista nel 1919 al Nuovo Giornale di Firenze diretto da Athos Banti. Si trasferì nel 1920 al Tempo di Roma e collaborò a testate come Sereno e Serenissimo.
Negli anni Venti si avvicinò al cinema co-dirigendo i film muti La sconosciuta e Fantasia (1921) con la regista Bianca Virginia Camagni. In seguito il regime causò la chiusura dei giornali e la sua posizione antifascista lo costrinse a emigrare in Francia, a lavorare per Paris Presse, fondato da Philippe Barres ed Eve Curie.
Inviato come corrispondente negli Stati Uniti, visse a Los Angeles tra fine anni Trenta e inizio Quaranta, collaborando con Frank Capra alla sceneggiatura de Il dirigibile (1931), raccogliendo impressioni su Hollywood per L'Italiano di Leo Longanesi e scrivendo racconti sulla malavita americana, esperienze che lo portarono a tradurre libri per Rizzoli e Mondadori.
Rientrato in Italia nel dopoguerra, diresse L'illustrazione del medico dal 1947 al 1966 e collaborò con Corriere della Sera, Gazzettino, Oggi e Il mondo. Si dedicò alla narrativa gialla come uno dei primi autori della collana I Libri Gialli Mondadori con romanzi come La città degli inganni (1950), Il cimitero delle farfalle (1951) e La mummia del lago (1952), precursori del thriller italiano con ritmo incalzante e ambientazioni avventurose.
Negli anni Sessanta e Settanta scrisse hard boiled e novelle thriller originali, mentre nel 1970 pubblicò l'autobiografia Memoriette marziali e veneree, divisa in periodi bellici, americani e resistenziali; l'opera venne candidata al Premio Campiello senza tuttavia vincerlo.
Amico di Giovanni Comisso con cui condivise villeggiature a Vittorio Veneto, Spagnol esercitò anche mestieri diversi come contabile, lucidatore di pianoforti e cercatore d'oro. Morì nella sua città natale all'età di 84 anni e viene ricordato come un poliedrico artigiano della scrittura.
Nacque da Girolamo Spagnol e Giovanna Viola, primogenito di una famiglia borghese legata all'industria locale della seta, crescendo in un ambiente di bachicoltura fiorente tra fine Ottocento e primi Novecento che ne segnò l'attaccamento alle radici venete.
Fin dalla giovinezza mostrò spirito avventuroso, arruolandosi volontario nella Prima guerra mondiale e venendo decorato sul Grappa, per poi esordire come giornalista nel 1919 al Nuovo Giornale di Firenze diretto da Athos Banti. Si trasferì nel 1920 al Tempo di Roma e collaborò a testate come Sereno e Serenissimo.
Negli anni Venti si avvicinò al cinema co-dirigendo i film muti La sconosciuta e Fantasia (1921) con la regista Bianca Virginia Camagni. In seguito il regime causò la chiusura dei giornali e la sua posizione antifascista lo costrinse a emigrare in Francia, a lavorare per Paris Presse, fondato da Philippe Barres ed Eve Curie.
Inviato come corrispondente negli Stati Uniti, visse a Los Angeles tra fine anni Trenta e inizio Quaranta, collaborando con Frank Capra alla sceneggiatura de Il dirigibile (1931), raccogliendo impressioni su Hollywood per L'Italiano di Leo Longanesi e scrivendo racconti sulla malavita americana, esperienze che lo portarono a tradurre libri per Rizzoli e Mondadori.
Rientrato in Italia nel dopoguerra, diresse L'illustrazione del medico dal 1947 al 1966 e collaborò con Corriere della Sera, Gazzettino, Oggi e Il mondo. Si dedicò alla narrativa gialla come uno dei primi autori della collana I Libri Gialli Mondadori con romanzi come La città degli inganni (1950), Il cimitero delle farfalle (1951) e La mummia del lago (1952), precursori del thriller italiano con ritmo incalzante e ambientazioni avventurose.
Negli anni Sessanta e Settanta scrisse hard boiled e novelle thriller originali, mentre nel 1970 pubblicò l'autobiografia Memoriette marziali e veneree, divisa in periodi bellici, americani e resistenziali; l'opera venne candidata al Premio Campiello senza tuttavia vincerlo.
Amico di Giovanni Comisso con cui condivise villeggiature a Vittorio Veneto, Spagnol esercitò anche mestieri diversi come contabile, lucidatore di pianoforti e cercatore d'oro. Morì nella sua città natale all'età di 84 anni e viene ricordato come un poliedrico artigiano della scrittura.
Frasi di Tito A. Spagnol
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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La letteratura è la grande insidia delle altre arti.
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