Biografia di Sergio Solmi
Nazione: Italia
Sergio Solmi nacque a Rieti il 16 dicembre 1899 e morì a Milano il 7 ottobre 1981. Fu poeta, avvocato, critico letterario e partigiano.
Figlio di Edmondo e Clelia Lolli, entrambi originari di Modena; il padre era professore di Storia e Filosofia, e la famiglia si trasferì frequentemente a seguito degli spostamenti accademici di Edmondo, stabilendosi infine a Torino, dove Sergio trascorse gli anni della giovinezza e della formazione scolastica.
Compì gli studi liceali a Torino e nel 1923 si laureò in legge; nello stesso anno fondò con Giacomo Debenedetti e Mario Gromo la rivista Primo tempo, collaborando anche al Baretti e maturando una formazione nell'ambiente intellettuale guidato da Piero Gobetti, paese spirituale e culturale che lo avrebbe segnato per tutta la vita. Si stabilì poi a Milano, dove visse per decenni e dove si affermò come critico letterario, poeta e saggista di grande rilievo.
La sua opera critica si caratterizzò per una sensibilità razionalmente governata, cifra inconfondibile del suo metodo, con scavi fondamentali nella letteratura francese che vanno da Il pensiero di Alain (1930) a La salute di Montaigne e altri scritti di letteratura francese (1942), dal Saggio su Rimbaud (1974) alla Luna di Laforgue (1976), che gli valse il premio Viareggio. Non meno incisivi furono i suoi interventi sulla letteratura italiana, raccolti in Scrittori negli anni (1963, premio Viareggio) e in Studi e nuovi studi leopardiani (1975), che lo affermarono come uno dei massimi leopardisti del Novecento italiano.
Durante la Seconda guerra mondiale Solmi aderì al Partito d'Azione e militò nella Resistenza come partigiano, con nome di battaglia Mario Rossetti; fu rinchiuso nel carcere di San Vittore a Milano, e da questa esperienza nacque Aprile a San Vittore, una delle espressioni più intense della poesia partigiana che testimonia il suo impegno antifascista e la sua solidarietà con i compagni di prigionia.
Parallelamente alla critica letteraria, Solmi coltivò intensamente la poesia: pubblicò Fine di stagione (1933), Poesie (1950), Levania e altre poesie (1956), Dal balcone (1968), quattro volumetti poi riuniti in un unico libro di Poesie complete (1974), opere che mostrano una sensibilità lirica raffinata e controllata, in perfetta sintonia con il suo stile critico.
Fu anche fine traduttore di autori classici e moderni: i suoi Quaderno di traduzioni (1969) e Quadreno di traduzioni II (del 1977) contengono traduzioni poetiche di grande accuratezza, e scrisse le prose morali di Meditazioni sullo scorpione (1972).
Solmi mostrò un interesse marcato per la letteratura fantascientifica, tema collegato al suo grande interrogativo sullo "sconfinamento nel cosmo", curando insieme a Carlo Fruttero l'antologia Le meraviglie del possibile (1959), che contribuì a diffondere la conoscenza della fantascienza in Italia. Fu anche dirigente di banca, prestando servizio all'Ufficio Legale della Banca, dove fu molto apprezzato per il suo lavoro, dimostrando come la sua attività letteraria si fosse coniugata con una carriera professionale solida.
L'eredità intellettuale di Solmi ha tuttora grande rilievo: come critico letterario, poeta, saggista, traduttore e antifascista, la sua opera è stata definita come uno "stile europeo" per la sua capacità di coniugare le culture italiana e francese in un'ottima sintesi critica e poetica.
Figlio di Edmondo e Clelia Lolli, entrambi originari di Modena; il padre era professore di Storia e Filosofia, e la famiglia si trasferì frequentemente a seguito degli spostamenti accademici di Edmondo, stabilendosi infine a Torino, dove Sergio trascorse gli anni della giovinezza e della formazione scolastica.
Compì gli studi liceali a Torino e nel 1923 si laureò in legge; nello stesso anno fondò con Giacomo Debenedetti e Mario Gromo la rivista Primo tempo, collaborando anche al Baretti e maturando una formazione nell'ambiente intellettuale guidato da Piero Gobetti, paese spirituale e culturale che lo avrebbe segnato per tutta la vita. Si stabilì poi a Milano, dove visse per decenni e dove si affermò come critico letterario, poeta e saggista di grande rilievo.
La sua opera critica si caratterizzò per una sensibilità razionalmente governata, cifra inconfondibile del suo metodo, con scavi fondamentali nella letteratura francese che vanno da Il pensiero di Alain (1930) a La salute di Montaigne e altri scritti di letteratura francese (1942), dal Saggio su Rimbaud (1974) alla Luna di Laforgue (1976), che gli valse il premio Viareggio. Non meno incisivi furono i suoi interventi sulla letteratura italiana, raccolti in Scrittori negli anni (1963, premio Viareggio) e in Studi e nuovi studi leopardiani (1975), che lo affermarono come uno dei massimi leopardisti del Novecento italiano.
Durante la Seconda guerra mondiale Solmi aderì al Partito d'Azione e militò nella Resistenza come partigiano, con nome di battaglia Mario Rossetti; fu rinchiuso nel carcere di San Vittore a Milano, e da questa esperienza nacque Aprile a San Vittore, una delle espressioni più intense della poesia partigiana che testimonia il suo impegno antifascista e la sua solidarietà con i compagni di prigionia.
Parallelamente alla critica letteraria, Solmi coltivò intensamente la poesia: pubblicò Fine di stagione (1933), Poesie (1950), Levania e altre poesie (1956), Dal balcone (1968), quattro volumetti poi riuniti in un unico libro di Poesie complete (1974), opere che mostrano una sensibilità lirica raffinata e controllata, in perfetta sintonia con il suo stile critico.
Fu anche fine traduttore di autori classici e moderni: i suoi Quaderno di traduzioni (1969) e Quadreno di traduzioni II (del 1977) contengono traduzioni poetiche di grande accuratezza, e scrisse le prose morali di Meditazioni sullo scorpione (1972).
Solmi mostrò un interesse marcato per la letteratura fantascientifica, tema collegato al suo grande interrogativo sullo "sconfinamento nel cosmo", curando insieme a Carlo Fruttero l'antologia Le meraviglie del possibile (1959), che contribuì a diffondere la conoscenza della fantascienza in Italia. Fu anche dirigente di banca, prestando servizio all'Ufficio Legale della Banca, dove fu molto apprezzato per il suo lavoro, dimostrando come la sua attività letteraria si fosse coniugata con una carriera professionale solida.
L'eredità intellettuale di Solmi ha tuttora grande rilievo: come critico letterario, poeta, saggista, traduttore e antifascista, la sua opera è stata definita come uno "stile europeo" per la sua capacità di coniugare le culture italiana e francese in un'ottima sintesi critica e poetica.
Frasi di Sergio Solmi
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Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
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Il sonno e l'estate sono le ultime risorse del vecchio.
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