Frasi di Arthur Schopenhauer

1/226

Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta.

2/226

Chi vede tutto nero e teme sempre il peggio e prende le sue misure in questo senso, non si sarà sbagliato tanto spesso quanto colui che dà alle cose un colore e una previsione serena.

3/226

Prima di bruciare vivo Vanini, un pensatore acuto e profondo, gli strapparono la lingua, con la quale, dicevano, aveva bestemmiato Dio. Confesso che, quando leggo cose del genere, mi vien voglia di bestemmiare quel dio.

4/226

La soddisfazione dell'istinto sessuale è in sé assolutamente riprovevole, in quanto è la più forte affermazione della vita. Ciò vale sia nel matrimonio che al di fuori di esso. Ma il secondo caso è doppiamente riprovevole, in quanto è al tempo stesso negazione dell'altrui volontà: alla ragazza infatti ne deriverà direttamente o indirettamente sventura; e l'uomo dunque soddisfa la sua voglia a spese della felicità di altri.

5/226

A parte poche eccezioni, al mondo tutti, uomini e animali, lavorano con tutte le forze, con ogni sforzo, dal mattino alla sera solo per continuare ad esistere: e non vale assolutamente la pena di continuare ad esistere; inoltre dopo un certo tempo tutti finiscono. È un affare che non copre le spese.

6/226

Chi è amico di tutti non è amico di nessuno.

7/226

È certo che un uomo può fare ciò che vuole, ma non può volere ciò che vuole.

8/226

Il più grande moralista dei tempi moderni è stato senza dubbio Jean Jacques Rousseau, il conoscitore profondo del cuore umano, che attingeva la sua saggezza non nei libri ma nella vita, e che destinava la sua dottrina non alla cattedra, ma all'umanità.

9/226

In fondo al cuore le donne pensano che compito dell'uomo è guadagnare soldi, e compito loro spenderli.

10/226

La cortesia è per la natura umana quello che è il calore per la cera.

11/226

Nelle persone di capacità limitate la modestia è semplice onestà, ma in chi possiede un grande talento è ipocrisia.

12/226

Quando uno comincia a parlare di Dio, io non so di cosa parli, infatti le religioni, tutte, sono prodotti artificiali.

13/226

Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri.

14/226

Vi è nel cuore di ogni uomo una belva, che attende solo il momento propizio per scatenarsi e infuriare contro gli altri.

15/226

Altri tempi dovrebbero sorgere invero, prima che la mia filosofia possa giungere a una cattedra: sarebbe davvero bella che questa mia filosofia, dalla quale non si può trarre guadagno, raggiungesse l'aria e la luce, e persino una universale considerazione.

16/226

Anche per i più longevi, la vita è troppo breve in relazione ai progetti fatti.

17/226

Anch'io son giunto alla fine, e ho la soddisfazione di vedere, al termine delle mie fatiche, che la mia opera comincia ad esercitare la sua azione, fiducioso altresì che questa, come afferma un antico detto, sia tanto più a lungo durevole quanto più tardi è cominciata.

18/226

Che cosa rende filosofi? Il coraggio di non serbare alcuna domanda nel cuore.

19/226

Che cosa si può pretendere da un mondo in cui quasi tutti vivono soltanto perché non hanno il coraggio di suicidarsi!

20/226

Che i vermi roderanno il mio corpo è un pensiero che posso sopportare; ma che i professori di filosofia rodano la mia filosofia, è un'idea che mi fa venire i brividi.

21/226

Che io dica sul serio si vede dal fatto che, se mai avessi aspirato al plauso dei miei contemporanei, avrei dovuto eliminare almeno una ventina di passi della mia opera che contrastano appieno con tutte le loro opinioni e che anzi, in parte, devono loro apparire scandalosi. Ma giudicherei un delitto il sacrificio d'una sola sillaba a quel plauso.

22/226

Chi è gaio ha sempre una ragione di esserlo, cioè appunto il fatto che lo è. Nulla può sostituire così pienamente qualunque altro bene come questa qualità, mentre essa stessa non è sostituibile. Poniamo che uno sia giovane, bello, onorato; si chiede, volendo giudicare la sua felicità, se sia anche sereno; se invece è sereno, è poi indifferente che sia giovane o vecchio, diritto o storto, povero o ricco: è felice!

23/226

Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l'ora esatta, ma a che gli giova?
Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l'ora sbagliata, persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l'ora giusta.

24/226

Chi non ama la solitudine non ama neppure la libertà, perché si è liberi unicamente quando si è soli.

25/226

Chi non ama le donne, il vino e il canto, è solo un matto, non un santo.

26/226

Ci sarà una sola determinata donna che corrisponderà nel modo più perfetto ad un determinato uomo. La vera passione d'amore è tanto rara quanto il caso che quei due si incontrino.

27/226

Ciò che nella vita reale mi ha sempre e ovunque ostacolato è stata la mia incapacità, fin negli anni della vecchiaia, di farmi un'idea autentica della meschinità e della bassezza degli uomini.

28/226

Con poco sapere, ma di buona qualità, si produce di più che con moltissimo sapere di cattiva qualità.

29/226

Considera ogni giornata come una vita a sé stante.

30/226

Dall'albero del silenzio pende il suo frutto, la pace.

31/226

Dei mali della vita ci si consola con la morte, e della morte con i mali della vita. Una gradevole situazione.

32/226

Genio e follia hanno qualcosa in comune: entrambi vivono in un mondo diverso da quello che esiste pergli altri.

33/226

Gli uomini hanno bisogno di qualche attività esterna, perché sono inattivi dentro.

34/226

I giorni felici li viviamo senza accorgercene, e solo quando arrivano quelli brutti tentiamo invano di richiamarli indietro.

35/226

I miei scritti recano così chiara l'insegna dell'onestà e della franchezza da essere, per questo sono in stridente contrasto con quelli dei tre celebri sofisti del periodo postkantiano.

36/226

I pensieri degli spiriti originali non tollerano la mediazione di una mente comune. Trasportati entro l'angusto alloggio di crani stretti, schiacciati, massicci essi - nati dietro spaziose, alte e ben curvate fronti sotto le quali splendono occhi luminosi - perdono ogni vita e vigore, non si riconoscono più.

37/226

I pensieri messi per iscritto non sono nulla di più che la traccia di un viandante nella sabbia: si vede bene che strada ha preso, ma per sapere che cosa ha visto durante il cammino bisogna far uso dei suoi occhi.

38/226

Il destino mescola le carte e noi giochiamo.

39/226

Il filosofo non deve mai dimenticare che la sua è un'arte e non una scienza.

40/226

Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v'è qualcosa che è solo suo, e che va perduto per sempre.

41/226

Il medico vede l'uomo in tutta la sua debolezza, l'avvocato in tutta la sua cattiveria, il parroco in tutta la sua stupidità.

42/226

Il più insignificante presente ha, rispetto al più insignificante passato, il vantaggio della realtà.

43/226

Il principio dell'onore e del coraggio consiste propriamente nel considerare piccoli i mali più grandi, se sono causati dal destino, e invece grandi anche i più piccoli, se sono causati dagli uomini.

44/226

Il suicida è uno che, anziché cessar di vivere, sopprime solo la manifestazione di questa volontà: egli non ha rinunciato alla volontà di vita, ma solo alla vita.

45/226

Imitare le qualità e le caratteristiche altrui è molto più vergognoso del portare abiti altrui: perché è il giudizio della propria nullità espresso da se stessi.

46/226

Immaginiamo che qualcuno, per esperienza propria o perché glielo fanno notare gli altri, riconosca un grave difetto del proprio carattere e se ne rammarichi, proponendosi con fermezza e sincerità di migliorarsi e di liberarsene: ciò nonostante, alla prima occasione, quel difetto avrà di nuovo libero corso. Nuovo pentimento, nuovo proposito, nuova ricaduta.

47/226

In ogni arte la semplicità è essenziale.

48/226

In questo gli uomini sono proprio come i bambini: diventano maleducati se li si vizia. Dunque non sideve essere con nessuno troppo accomodanti e affettuosi.

49/226

In tutti i popoli esistono i monopolizzatori e gli appaltatori del bisogno metafisico: i preti.

50/226

Io non ho scritto per gli imbecilli. Per questo il mio pubblico è ristretto.


Biografia di Arthur Schopenhauer