Biografia di Arnold Schönberg
Nazione: Austria
Arnold Franz Walther Schönberg nacque a Vienna (distretto di Leopoldstadt) il 13 settembre 1874 e morì a Los Angeles il 13 luglio 1951. Fu compositore e pittore.
Nacque in una famiglia ebraica di modeste condizioni economiche, figlio di un commerciante di calzature originario della Boemia. La sua formazione musicale fu in gran parte da autodidatta, poiché iniziò a studiare da solo il violino e successivamente il violoncello, componendo i suoi primi brani già in giovane età nonostante la scarsità di mezzi familiari.
Questa situazione fi aggravata ulteriormente dalla morte del padre quando Arnold aveva soltanto sedici anni, evento che lo costrinse a lasciare gli studi regolari per andare a lavorare come impiegato in una banca.
Fu proprio in quel periodo che iniziò a frequentare ambienti musicali dilettantistici a Vienna, e l'incontro più determinante della sua giovinezza fu quello con Alexander von Zemlinsky, compositore di poco più anziano di lui che divenne il suo unico vero maestro di composizione e che in seguito sarebbe diventato anche suo cognato, poiché Schönberg sposò la sorella di Zemlinsky, Mathilde, nel 1901.
Le sue prime opere di rilievo, composte tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, si collocano ancora all'interno della tradizione tardoromantica di ascendenza wagneriana e brahmsiana, e tra queste va ricordato il sestetto d'archi Verklärte Nacht ("Notte trasfigurata") del 1899, ispirato a una poesia di Richard Dehmel, e il vasto poema sinfonico corale Gurre-Lieder, iniziato nel 1900 ma mai portato a termine se non anni dopo, nel 1911, opera di dimensioni monumentali che richiede un organico orchestrale e corale imponente.
Nei primi anni del Novecento Schönberg si trasferì per un breve periodo a Berlino, dove diresse musica da cabaret per mantenersi economicamente, per poi fare ritorno a Vienna, dove iniziò anche l'attività di insegnante, formando allievi che sarebbero diventati fondamentali per la storia della musica del secolo, in particolare Alban Berg e Anton Webern, insieme ai quali costituì quella che sarebbe passata alla storia come la Seconda Scuola di Vienna.
Proprio in quegli anni, tra il 1908 e il 1909, Schönberg compì il passo decisivo verso l'abbandono della tonalità tradizionale, componendo opere come il Secondo Quartetto per archi, che nell'ultimo movimento introduce per la prima volta una voce cantata priva di un centro tonale definito, e il ciclo pianistico Drei Klavierstücke op. 11, dando così inizio a quella che viene definita la fase atonale libera della sua produzione.
In quel periodo si dedicò anche alla pittura, avvicinandosi al movimento espressionista e stringendo amicizia con Wassily Kandinsky, che lo invitò a esporre alcune sue opere pittoriche insieme al gruppo del Blaue Reiter, e compose in questi anni anche il celebre melologo Pierrot Lunaire del 1912, per voce recitata e piccolo ensemble strumentale, opera fondamentale per l'introduzione della tecnica dello Sprechgesang, ossia del canto parlato.
Dopo un periodo di crisi creativa e di riflessione teorica, coincidente in parte con gli anni della Prima guerra mondiale, durante la quale prestò per breve tempo servizio nell'esercito austriaco, Schönberg elaborò negli anni Venti quello che sarebbe rimasto il suo contributo più influente e rivoluzionario alla storia della musica, la tecnica dodecafonica, un metodo di composizione basato sull'organizzazione sistematica delle dodici note della scala cromatica, che applicò per la prima volta in modo compiuto nella Suite per pianoforte op. 25 del 1923.
Nel 1925 fu chiamato a insegnare composizione presso l'Accademia delle Arti di Berlino, un incarico prestigioso che tuttavia dovette abbandonare nel 1933, quando l'ascesa al potere del regime nazionalsocialista, a causa delle sue origini ebraiche, lo costrinse a lasciare la Germania; fu in questo frangente che tornò formalmente alla fede ebraica, dalla quale si era in precedenza allontanato convertendosi al protestantesimo in gioventù, compiendo questo gesto simbolicamente a Parigi alla presenza, tra gli altri, del pittore Marc Chagall.
Emigrò quindi negli Stati Uniti, dove insegnò dapprima a Boston e a New York, per poi trasferirsi definitivamente in California, stabilendosi a Los Angeles, dove ottenne una cattedra prima alla University of Southern California e successivamente, dal 1936, alla University of California di Los Angeles (UCLA), incarico che mantenne fino al pensionamento nel 1944.
Nel periodo americano ebbe modo di frequentare, pur senza sempre condividerne pienamente le posizioni estetiche, altri importanti musicisti ed intellettuali europei emigrati come lui, tra cui George Gershwin, con il quale amava giocare a tennis, e lo scrittore Thomas Mann, che si ispirò in parte proprio alla figura e alla tecnica compositiva di Schönberg per il personaggio del musicista Adrian Leverkühn nel celebre romanzo Doctor Faustus, suscitando peraltro il risentimento del compositore per il mancato riconoscimento esplicito di tale debito.
Tra le opere principali del periodo dodecafonico e americano si possono ricordare il Concerto per violino op. 36, il Concerto per pianoforte op. 42, e soprattutto l'opera incompiuta Moses und Aron, riflessione profonda sul rapporto tra l'ineffabilità del divino e i limiti del linguaggio umano, alla quale lavorò a più riprese senza mai portarla a compimento, oltre alla toccante A survivor from Warsaw del 1947, breve composizione per voce recitante, coro maschile e orchestra dedicata alla memoria delle vittime dell'Olocausto.
Morì a Los Angeles pochi mesi prima di compiere settantasette anni, età che temeva particolarmente a causa di un'inveterata superstizione legata al numero tredici, lasciando un'eredità musicale e teorica che avrebbe profondamente segnato l'intero corso della musica colta del Novecento attraverso l'opera dei suoi allievi diretti e delle generazioni successive di compositori.
Nacque in una famiglia ebraica di modeste condizioni economiche, figlio di un commerciante di calzature originario della Boemia. La sua formazione musicale fu in gran parte da autodidatta, poiché iniziò a studiare da solo il violino e successivamente il violoncello, componendo i suoi primi brani già in giovane età nonostante la scarsità di mezzi familiari.
Questa situazione fi aggravata ulteriormente dalla morte del padre quando Arnold aveva soltanto sedici anni, evento che lo costrinse a lasciare gli studi regolari per andare a lavorare come impiegato in una banca.
Fu proprio in quel periodo che iniziò a frequentare ambienti musicali dilettantistici a Vienna, e l'incontro più determinante della sua giovinezza fu quello con Alexander von Zemlinsky, compositore di poco più anziano di lui che divenne il suo unico vero maestro di composizione e che in seguito sarebbe diventato anche suo cognato, poiché Schönberg sposò la sorella di Zemlinsky, Mathilde, nel 1901.
Le sue prime opere di rilievo, composte tra la fine dell'Ottocento e i primi anni del Novecento, si collocano ancora all'interno della tradizione tardoromantica di ascendenza wagneriana e brahmsiana, e tra queste va ricordato il sestetto d'archi Verklärte Nacht ("Notte trasfigurata") del 1899, ispirato a una poesia di Richard Dehmel, e il vasto poema sinfonico corale Gurre-Lieder, iniziato nel 1900 ma mai portato a termine se non anni dopo, nel 1911, opera di dimensioni monumentali che richiede un organico orchestrale e corale imponente.
Nei primi anni del Novecento Schönberg si trasferì per un breve periodo a Berlino, dove diresse musica da cabaret per mantenersi economicamente, per poi fare ritorno a Vienna, dove iniziò anche l'attività di insegnante, formando allievi che sarebbero diventati fondamentali per la storia della musica del secolo, in particolare Alban Berg e Anton Webern, insieme ai quali costituì quella che sarebbe passata alla storia come la Seconda Scuola di Vienna.
Proprio in quegli anni, tra il 1908 e il 1909, Schönberg compì il passo decisivo verso l'abbandono della tonalità tradizionale, componendo opere come il Secondo Quartetto per archi, che nell'ultimo movimento introduce per la prima volta una voce cantata priva di un centro tonale definito, e il ciclo pianistico Drei Klavierstücke op. 11, dando così inizio a quella che viene definita la fase atonale libera della sua produzione.
In quel periodo si dedicò anche alla pittura, avvicinandosi al movimento espressionista e stringendo amicizia con Wassily Kandinsky, che lo invitò a esporre alcune sue opere pittoriche insieme al gruppo del Blaue Reiter, e compose in questi anni anche il celebre melologo Pierrot Lunaire del 1912, per voce recitata e piccolo ensemble strumentale, opera fondamentale per l'introduzione della tecnica dello Sprechgesang, ossia del canto parlato.
Dopo un periodo di crisi creativa e di riflessione teorica, coincidente in parte con gli anni della Prima guerra mondiale, durante la quale prestò per breve tempo servizio nell'esercito austriaco, Schönberg elaborò negli anni Venti quello che sarebbe rimasto il suo contributo più influente e rivoluzionario alla storia della musica, la tecnica dodecafonica, un metodo di composizione basato sull'organizzazione sistematica delle dodici note della scala cromatica, che applicò per la prima volta in modo compiuto nella Suite per pianoforte op. 25 del 1923.
Nel 1925 fu chiamato a insegnare composizione presso l'Accademia delle Arti di Berlino, un incarico prestigioso che tuttavia dovette abbandonare nel 1933, quando l'ascesa al potere del regime nazionalsocialista, a causa delle sue origini ebraiche, lo costrinse a lasciare la Germania; fu in questo frangente che tornò formalmente alla fede ebraica, dalla quale si era in precedenza allontanato convertendosi al protestantesimo in gioventù, compiendo questo gesto simbolicamente a Parigi alla presenza, tra gli altri, del pittore Marc Chagall.
Emigrò quindi negli Stati Uniti, dove insegnò dapprima a Boston e a New York, per poi trasferirsi definitivamente in California, stabilendosi a Los Angeles, dove ottenne una cattedra prima alla University of Southern California e successivamente, dal 1936, alla University of California di Los Angeles (UCLA), incarico che mantenne fino al pensionamento nel 1944.
Nel periodo americano ebbe modo di frequentare, pur senza sempre condividerne pienamente le posizioni estetiche, altri importanti musicisti ed intellettuali europei emigrati come lui, tra cui George Gershwin, con il quale amava giocare a tennis, e lo scrittore Thomas Mann, che si ispirò in parte proprio alla figura e alla tecnica compositiva di Schönberg per il personaggio del musicista Adrian Leverkühn nel celebre romanzo Doctor Faustus, suscitando peraltro il risentimento del compositore per il mancato riconoscimento esplicito di tale debito.
Tra le opere principali del periodo dodecafonico e americano si possono ricordare il Concerto per violino op. 36, il Concerto per pianoforte op. 42, e soprattutto l'opera incompiuta Moses und Aron, riflessione profonda sul rapporto tra l'ineffabilità del divino e i limiti del linguaggio umano, alla quale lavorò a più riprese senza mai portarla a compimento, oltre alla toccante A survivor from Warsaw del 1947, breve composizione per voce recitante, coro maschile e orchestra dedicata alla memoria delle vittime dell'Olocausto.
Morì a Los Angeles pochi mesi prima di compiere settantasette anni, età che temeva particolarmente a causa di un'inveterata superstizione legata al numero tredici, lasciando un'eredità musicale e teorica che avrebbe profondamente segnato l'intero corso della musica colta del Novecento attraverso l'opera dei suoi allievi diretti e delle generazioni successive di compositori.
Frasi di Arnold Schönberg
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Il genio impara solo da se stesso, il talento soprattutto dagli altri.
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