Biografia di Georges Rodenbach
Nazione: Belgio
Georges Raymond Constantin Rodenbach nacque a Tournai, Belgio il 16 luglio 1855 e morì a Parigi il 25 dicembre 1898. Fu poeta, giornalista e romanziere.
Era cugino del poeta Albrecht Rodenbach, che sarebbe diventato una figura di spicco del movimento fiammingo. Trascorse l'infanzia e la prima giovinezza tra le tranquille cittadine fiamminghe, un paesaggio malinconico di canali e campanili che avrebbe segnato profondamente, anni dopo, tutta la sua produzione letteraria.
Si trasferì quindi a Gand per completare gli studi, laureandosi in giurisprudenza, e fu proprio in questa città che strinse un'amicizia destinata a durare tutta la vita con il poeta Émile Verhaeren.
Da giovane esercitò per qualche tempo la professione di avvocato, ottenendo anche discreti successi nelle aule dei tribunali, ma la vocazione letteraria ebbe presto il sopravvento. Si avvicinò all'ambiente della Jeune Belgique, il gruppo di giovani poeti che animava la scena letteraria belga dell'epoca, muovendo i primi passi come poeta di scuola parnassiana: risalgono a questi anni raccolte come Le foyer et les champs (1877), Les tristesses (1879) e L'hiver mondain (1884).
Nel 1887 Rodenbach si trasferì definitivamente a Parigi, dove avrebbe trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita lavorando come corrispondente del Journal de Bruxelles. L'incontro con l'ambiente della capitale francese, e in particolare con il simbolismo nascente, diede una svolta decisiva alla sua scrittura, che assunse toni sempre più crepuscolari e dolenti, venati da un presentimento quasi costante della fine prematura; divenne così, secondo diversi critici, uno dei rappresentanti più autentici di quella poesia tipicamente "fin de siècle".
A Parigi si legò di stretta amicizia con lo scrittore Edmond de Goncourt e con il pittore simbolista Lucien Lévy-Dhurmer, e Stéphane Mallarmé stesso, con cui Rodenbach era in rapporti di stima reciproca, considerò la sua opera più celebre un vero gioiello della letteratura del tempo.
Fu infatti nel 1892 che uscì Bruges-la-Morte, il romanzo che gli avrebbe garantito fama duratura: la storia di Hugues Viane, un vedovo incapace di superare il lutto per la morte della giovane moglie, che si trasferisce a Bruges insieme ai cimeli della defunta e vi conduce un'esistenza fatta di nostalgia e nascosta disperazione, fino all'incontro con una donna, Jane Scott, che le somiglia nell'aspetto ma non nell'animo.
Il libro, che Rodenbach concepì come il tentativo di evocare la città stessa come un essere vivente capace di influenzare gli stati d'animo dei suoi abitanti, fu un autentico bestseller nell'Europa simbolista e decadente, e resta ricordato anche per essere stato il primo romanzo illustrato con fotografie.
Negli anni successivi Rodenbach continuò a pubblicare sia poesia sia narrativa, alternando raccolte come __EM1_Le règne du silence (1891), Les vies encloses (1896) e Le miroir du ciel natal (1898) a romanzi come Le carillonneur (1897), storia di un campanaro di Bruges, mantenendo costante l'ispirazione per il paesaggio brumoso e sospeso delle città fiamminghe della propria infanzia, che continuò a trasfigurare in simbolo della memoria, della morte e dell'interiorità.
Georges Rodenbach morì a Parigi il 25 dicembre 1898, a soli quarantatré anni. La sua opera più celebre, Bruges-la-Morte, venne ripresa decenni più tardi dal compositore Erich Wolfgang Korngold come base per l'opera lirica Die tote Stadt, e ancora oggi viene considerata una delle espressioni più compiute del romanzo simbolista, capace di anticipare atmosfere e suggestioni che il cinema del Novecento avrebbe fatto proprie, come nel caso della celebre La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, indirettamente debitrice della vicenda immaginata da Rodenbach.
Era cugino del poeta Albrecht Rodenbach, che sarebbe diventato una figura di spicco del movimento fiammingo. Trascorse l'infanzia e la prima giovinezza tra le tranquille cittadine fiamminghe, un paesaggio malinconico di canali e campanili che avrebbe segnato profondamente, anni dopo, tutta la sua produzione letteraria.
Si trasferì quindi a Gand per completare gli studi, laureandosi in giurisprudenza, e fu proprio in questa città che strinse un'amicizia destinata a durare tutta la vita con il poeta Émile Verhaeren.
Da giovane esercitò per qualche tempo la professione di avvocato, ottenendo anche discreti successi nelle aule dei tribunali, ma la vocazione letteraria ebbe presto il sopravvento. Si avvicinò all'ambiente della Jeune Belgique, il gruppo di giovani poeti che animava la scena letteraria belga dell'epoca, muovendo i primi passi come poeta di scuola parnassiana: risalgono a questi anni raccolte come Le foyer et les champs (1877), Les tristesses (1879) e L'hiver mondain (1884).
Nel 1887 Rodenbach si trasferì definitivamente a Parigi, dove avrebbe trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita lavorando come corrispondente del Journal de Bruxelles. L'incontro con l'ambiente della capitale francese, e in particolare con il simbolismo nascente, diede una svolta decisiva alla sua scrittura, che assunse toni sempre più crepuscolari e dolenti, venati da un presentimento quasi costante della fine prematura; divenne così, secondo diversi critici, uno dei rappresentanti più autentici di quella poesia tipicamente "fin de siècle".
A Parigi si legò di stretta amicizia con lo scrittore Edmond de Goncourt e con il pittore simbolista Lucien Lévy-Dhurmer, e Stéphane Mallarmé stesso, con cui Rodenbach era in rapporti di stima reciproca, considerò la sua opera più celebre un vero gioiello della letteratura del tempo.
Fu infatti nel 1892 che uscì Bruges-la-Morte, il romanzo che gli avrebbe garantito fama duratura: la storia di Hugues Viane, un vedovo incapace di superare il lutto per la morte della giovane moglie, che si trasferisce a Bruges insieme ai cimeli della defunta e vi conduce un'esistenza fatta di nostalgia e nascosta disperazione, fino all'incontro con una donna, Jane Scott, che le somiglia nell'aspetto ma non nell'animo.
Il libro, che Rodenbach concepì come il tentativo di evocare la città stessa come un essere vivente capace di influenzare gli stati d'animo dei suoi abitanti, fu un autentico bestseller nell'Europa simbolista e decadente, e resta ricordato anche per essere stato il primo romanzo illustrato con fotografie.
Negli anni successivi Rodenbach continuò a pubblicare sia poesia sia narrativa, alternando raccolte come __EM1_Le règne du silence (1891), Les vies encloses (1896) e Le miroir du ciel natal (1898) a romanzi come Le carillonneur (1897), storia di un campanaro di Bruges, mantenendo costante l'ispirazione per il paesaggio brumoso e sospeso delle città fiamminghe della propria infanzia, che continuò a trasfigurare in simbolo della memoria, della morte e dell'interiorità.
Georges Rodenbach morì a Parigi il 25 dicembre 1898, a soli quarantatré anni. La sua opera più celebre, Bruges-la-Morte, venne ripresa decenni più tardi dal compositore Erich Wolfgang Korngold come base per l'opera lirica Die tote Stadt, e ancora oggi viene considerata una delle espressioni più compiute del romanzo simbolista, capace di anticipare atmosfere e suggestioni che il cinema del Novecento avrebbe fatto proprie, come nel caso della celebre La donna che visse due volte di Alfred Hitchcock, indirettamente debitrice della vicenda immaginata da Rodenbach.
Frasi di Georges Rodenbach
Per ora abbiamo un totale di 1 frasi.
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
Leggi le frasi di Georges Rodenbach
Ove necessario le abbiamo suddivise in pagine da 50 frasi ciascuna.
Intanto te ne inseriamo una qui come stuzzichino.
O Signore, datemi il mio sogno quotidiano!
Leggi le frasi di Georges Rodenbach